Il leader, nella tre giorni in corso, punta a un progetto trasversale e autonomista. Ma in Sicilia e a Roma la strada rimane in salita con il nodo alleanze
CALTAGIRONE – “Stiamo facendo una scelta: fermarci ad ascoltare. Persone con percorsi lontani tra loro, esperienze costruite sul campo, energie giovani accanto a competenze mature. Un processo aperto in cui il futuro si costruisce in luoghi come questo, dove si parla con franchezza, si crea comunità. Il percorso è iniziato. Ora si costruisce”. Cateno De Luca parla della tre giorni in corso a Caltagirone e intende avviare da qui una nuova fase progettuale tra il Centro studi “Ti Amo Sicilia”, governo di Liberazione e Sud chiama Nord. Il tutto con un richiamo ai “liberi e forti” nel segno di don Luigi Sturzo. In sostanza, punta a un progetto autonomista che raccolga consensi trasversali.
Il punto più critico è capire come destreggiarsi tra possibili alleanze future con il centrodestra alle regionali (ma ha lasciato aperta una finestra pure al centrosinistra) e alle nazionali nel 2027, la scelta di correre probabilmente in anticipo e da soli per Basile sindaco a Messina e l’ambizione di diventare un giorno “sindaco di Sicilia”. Una strada in salita sul piano politico, con la consapevolezza che presentarsi in Sicilia e alle politiche in modo autonomo non porterebbe a risultati significativi.
“Alleanza con il centrodestra in Sicilia solo tramite elezioni”
Nel frattempo, il leader promette che questo è solo l’inizio, archiviata la collaborazione da “opposizione costruttiva” con la Giunta Schifani: “Caltagirone segnerà l’avvio del percorso che definirà gli scenari e gli equilibri futuri”. Il tutto mentre esplodono le polemiche con Forza Italia e Lega. E i rapporti appaiono migliori con Fratelli d’Italia.
Così il capogruppo all’Ars di Sud chiama Nord e sindaco di Taormina: “Ho sempre detto no a far parte del governo Schifani. Il nostro ingresso nell’ambito del centrodestra è giusto che passi attraverso la formazione di una coalizione che affronti le prossime elezioni. Solo il voto può legittimare un simile passaggio. Partiamo dal presupposto che, al di là di quelle che possono essere le collaborazioni o non collaborazioni, in ogni caso chi ha avuto un mandato da parte degli elettori non lo deve tradire. Noi siamo stati eletti per stare all’opposizione. Io sono stato il cosiddetto “miglior perdente”. E questo ci attribuisce una grande responsabilità e ci spinge a lavorare in questa direzione”.

“Le istituzioni non si cambiano con il like, no alle scelte calate dall’alto”
De Luca ha pure sottolineato da Caltagirone: “Il confronto politico non può essere soffocato dalla prepotenza dei soggetti virtuali, né dalla tracotanza dei partiti nazionali che continuano a imporre alla Sicilia candidati scelti in provetta a Roma, sull’altare di equilibri politici estranei al territorio. La Sicilia viene ancora considerata merce di scambio per assetti nazionali: è questo il nodo che poniamo in modo chiaro e definitivo. La scelta che sta davanti a tutti è semplice: partecipare a un governo della conservazione, oppure contribuire a costruire un governo del cambiamento. È su questo che ci misureremo, rispondendo a quei leader in versione 4.0 che predicano dall’alto dei like, come nuovi Savonarola digitali, ma senza mai porsi il tema della competenza, dell’esperienza e del bagaglio umano da mettere al servizio della Sicilia”.
“Le istituzioni non si cambiano con i like. La politica richiede visione e responsabilità. Per questo abbiamo scelto di lanciare il nostro messaggio da Caltagirone, culla del pensiero di Don Sturzo. Uno degli amministratori più lungimiranti e innovativi della nostra storia, capace di parlare ancora oggi a una fase di deriva che stiamo vivendo, rilanciando l’appello ai Liberi e Forti”, ha concluso.

Il programma di Caltagirone sabato e domenica
La giornata di sabato 17 gennaio è dedicata al confronto tematico, con cinque panel di approfondimento:
Ore 10.00 – Panel 1
Attualità dell’appello ai liberi e forti di don Sturzo
Coordinatore: Maurizio Bernava
Relatore: Lucio D’Ubaldo (direttore Il Mattino d’Italia)
Giornalista: Antonio Condorelli (Live Sicilia)
Ore 12.00 – Panel 2
Autonomia siciliana e nuovo regionalismo
Coordinatore: Andrea Piraino (prof. ord. Diritto Costituzionale)
Relatore: Fausto Vecchio (prof. ord. Diritto Pubblico Comparato, UniKore)
Giornalista: Salvo Cona (Antenna Sicilia e Telecolor)
Ore 15.00 – Panel 3
Nuovo governo del sistema Sicilia: sussidiarietà orizzontale e verticale
Coordinatore: Maurizio Ballistreri (prof. ord. ab. Diritto del Lavoro, UniMe)
Relatore: Giovanni Moschella (prof. ord. Diritto Pubblico, UniMe)
Giornalista: Domenico Bertè (Rtp e Gazzetta del Sud)
Ore 17.00 – Panel 4
Capitale umano e sviluppo socio-economico della Sicilia
Coordinatore: Michele Limosani (prof. ord. Economia, UniMe)
Relatore: Roberto Cellini (prof. ord. Economia, UniCT)
Modera: Pippo Trimarchi (editore Tempostretto)
Ore 19.00 – Panel 5
Giovani e comunicazione: quando i giovani non votano. Generazione Z tra populismo, popolarismo e crisi di rappresentanza
Relatore: Francesco Pira (prof. ass. Sociologia, UniMe)
Presenta: Noemi David
La giornata di domenica 18 gennaio rappresenterà il momento politico centrale:
• Ore 10.00 Apertura dei lavori e saluto del Sindaco di Caltagirone
• Ore 10.15 Intervento del Presidente onorario di Ti Amo Sicilia
• Ore 10.30 Intervento del Presidente di Ti Amo Sicilia
• Ore 10.45 Intervento introduttivo di Cateno De Luca
• Ore 11.10 Interventi dei segretari regionali dei partiti presenti nel Parlamento nazionale e regionale
• Ore 12.15 Intervento del Presidente del Parlamento Siciliano Gaetano Galvagno
• Ore 12.35 Relazione conclusiva di Cateno De Luca
• Ore 13.00 Dibattito con i giornalisti delle testate regionali
L’evento di Caltagirone si configura come il primo grande appuntamento pubblico del Centro Studi Ti Amo Sicilia dopo il lancio di presentazione di Taormina lo scorso 18 marzo.

Che grande “venditore”! Che affabulatore! Non demorde mai! Per me è una pagliacciata.
Ci vorrebbe un movimento di liberazione dalle catene. Anzi dai Cateni. Bisogna sCatenarsi.