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Tirone, il Pd pensa alla liquidazione della società di trasformazione urbana … ma qualche consigliere “in transito” si dissocia

Danila La Torre

Tirone, il Pd pensa alla liquidazione della società di trasformazione urbana … ma qualche consigliere “in transito” si dissocia

mercoledì 07 Marzo 2012 - 15:42

Pronta una proposta di delibera del partito democratico per annullare tutti gli atti relativi alla Stu, ma Barbalace , Caprì e Zuccarello vanno in altra direzione

Cambia il vento in casa Pd sui progetti relativi alla trasformazione urbana del Tirone e sul percorso amministrativo sin qui seguito dal Comune . In una conferenza stampa, che si è tenuta questa mattina nella sala commissioni di Palazzo Zanca, il segretario cittadino Grioli – affiancato dai consiglieri comunali Calabrò, Isaja,Gennaro, Barrile,David, Barone e dai consiglieri di circoscrizione Quero, presidente della quarta municipalità, e Hyerace , che è anche vice-segretario cittadino- ha annunciato che domattina sarà presentata agli uffici comunali «una proposta delibera su revoca/annullamento degli atti della complessa procedura della STU e sulla conseguente liquidazione della società, di cui il Comune detiene il 30 % delle azioni».

La decisione di chiedere un passo indietro sulla Stu Tirone -è stato spiegato in conferenza stampa – nasce da un’approfondita analisi sul merito dei progetti .«Partendo dai rilievi più macroscopici relativi all’impatto ambientale, urbanistico, estetico e paesaggistico degli interventi edilizi previsti nel antico quartiere Tirone -ha affermato Grioli- abbiamo riscontrato che i progetti contenuti nel Piano Industriale STU sono incompatibili con un'idea di riqualificazione di un quartiere storico come il Tirone. Pur mantenendo un atteggiamento positivo rispetto allo strumento della Società di trasformazione Urbana che di per se può costituire un'opportunità virtuosa attraverso l'incontro tra gli interessi privati e quelli collettivi, nel caso della STU Tirone le volumetrie previste in un ambito già fortemente antropizzato con alta concentrazione di traffico e scarsa viabilità ci hanno spinto a rivedere integralmente l'assetto consolidato nel Piano Industriale e nell'accordo di programma siglato tra Comune e Regione».

E’ evidente che la posizione di oggi del partito democratico contrasta con quella assunta ai tempi dell’amministrazione Genovese , quando i partiti di centro -sinistra, poi confluiti nel Pd, portarono avanti l’iter burocratico sulla Stu, iniziato nel 2001, ed anzi affidarono la presidenza della società di trasformazione urbana all’allora esponente della Margherita Tanino Caliò, passato nel corso di questa legislatura dall’Udc al Pid.

Il cambio di rotta è evidente, dunque, e lo ammettono gli stessi esponenti del partito democratico, che dicono “no” alla speculazione edilizia nell’antico e centralissimo quartiere, ma allo stesso tempo auspicano che possano arrivare dalla Regione gli oltre 4,5 milioni di euro previsti dal contratto di quartiere. Fondi che potrebbero servire a riqualificare il quartiere senza devastare il territorio , come invece succederebbe se venissero realizzati gli interventi previsti nel piano industriale della Stu Tirone, vale a dire : Polo Scolastico, parcheggio multipiano, edilizia residenziale pubblica, centro commerciale, edificio residenziale e per uffici di 15 piani in Via Cadorna, edificio residenziale per uffici in Viale Italia.

La battaglia de Pd anti-Tirone inizia ufficialmente oggi, ma si registrano già le prime defezioni interne. A prendere le distanze da quanto detto in conferenza stampa dagli uomini di Genovese ci pensano i consiglieri Barbalace, Zuccarello e Caprì del Pd con l’aggiunta dell’ex presidente della Stu, Caliò. «Il più volte lamentato sacco edilizio – scrivono in un comunicato – è stato più volte smentito dalla Stu, che attraverso i suoi rappresentanti ha chiarito che gli interventi residenziali privati sono stati previsti senza incrementare di un metro cubo le volumetrie residenziali del Prg vigente ma solo con spostamenti all’interno del piano particolareggiato. Non si può pertanto ad un passo dal finanziamento dei primi progetti mettere in dubbio la Stu Tirone e, con essa, il ruolo di tutti gli attori fin qui coinvolti , primo fra tutti il Consiglio e le amministrazioni comunali che si sino susseguite». L’uscita pubblica e dissonate rispetto a quella del Pd di Barbalace , Caprì e Zuccarello è l’ennesimo segnale di un sempre più probabile cambio di casacca dei tre consiglieri comunali che fanno riferimento al deputato regionale Picciolo , oggi più che mai vicino all’Mpa di Lombardo.

Lo stesso segretario cittadino del partito democratico Grioli, tiene a precisare che «quella di Barbalace , Caprì e Zuccarello è una linea personale e non del partito». Non del partito democratico almeno… (DLT)

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