Amministrative a Messina. Oggi, nel comitato elettorale per Antonella Russo, la presentazione dei due candidati. No ponte e partecipazione civica i temi
MESSINA – La candidata sindaca Antonella Russo lancia “due persone speciali e di qualità. Militanza, storia, partecipazione civica, attivismo li caratterizzano. Non sono candidati dall’alto”. Stamattina la presentazione delle due candidature: Santino Cannavò, candidato presidente per la IV Municipalità, e Mariella Valbruzzi, candidata alla VI Circoscrizione, per il centrosinistra.
Il profilo dei due candidati per il centrosinistra
Così viene presentato il candidato alla IV per la coalizione: “Santino Cannavò porta in dote un lungo percorso nel mondo dell’associazionismo, dello sport e delle politiche ambientali. Dopo gli studi in Architettura di Reggio Calabria, ha maturato sin da giovane un forte impegno civile anche per le mobilitazioni antimilitariste. La passione per la montagna e per lo sport lo ha condotto a ricoprire incarichi nazionali in Uisp: componente della Direzione e del Consiglio nazionale, presidente della Lega Montagna. È stato anche responsabile delle politiche ambientali della Uisp e delegato in organismi nazionali e internazionali. Ha partecipato a tavoli sulla green economy e a numerosi percorsi su sviluppo sostenibile, ambiente, inclusione sociale, comunità e partecipazione”.

Questa la presentazione della candidata alla VI Circoscrizione: “Mariella Valbruzzi, docente di Matematica al liceo scientifico Archimede, rappresenta da decenni un punto di riferimento dell’attivismo messinese. Femminista e storica anima del comitato “No Ponte” di Capo Peloro, è stata protagonista delle principali battaglie a difesa dello Stretto. Il suo percorso affonda le radici negli anni ’80, quando ricopriva il ruolo di segretaria della Fgci, per poi proseguire nel consiglio dei saggi del Pds messinese. Tra i promotori delle iniziative con Legambiente, è stata anche tra i fondatori del Lido omonimo accanto all’esperienza culturale di Horcynus Orca.

Russo: “Il nostro impegno parte dal basso al contrario dell’amministrazione Basile”
Per Antonella Russo, consigliera comunale del Partito democratico e ora candidata sindaca del centrosinistra, si tratta di “un impegno che parte dal basso, guarda ai territori e prova a restituire centralità alle comunità locali. Sempre nel solco della condivisione: aspetto, quest’ultimo, mai preso in considerazione dall’amministrazione uscente, che ha imposto e appoggiato scelte calate per la città”.
Per Valbruzzi, un tema centrale è quello della movida, vissuto come problema e non come risorsa. La nostra idea è quella di fare una Consulta della notte. Occorre mettere attorno a un tavolo sia i cittadini con i loro problemi, sia i commercianti e gli imprenditori, con le loro esigenze, sia i giovani, che usufruiscono di questo servizio. E qui si tocca l’argomento della mobilità, con un trasporto pubblico che vada dall’Annunziata fino a Capo Peloro breve e dedicato a questa corsa. E non lungo come lo Shuttle che va da Tremestieri a Torre Faro. Solo il metodo del confronto, e ascoltando le necessità dei cittadini, anche i commercianti sono cittadini, si possono trovare soluzioni adeguate, valorizzando pure la vocazione turistica del nostro territorio. Dobbiamo trovare un equilibrio tra vocazione turistica e la vivibilità quotidiana dei cittadini. Servono soluzioni condivise”.
Valbruzzi: “Cambiamo in meglio la nostra città ma l’impegno per Messina deve continuare a prescindere dall’elezione”
Ha continuato la candidata alla VI Circoscrizione: “No al ponte, Quartieri con più poteri e vicini ai cittadini, servizi e mobilità sostenibile, una mobilità di quartieri. A Torre Faro il trasporto pubblico lungo penalizza la zona. E non va persa la vocazione marinara del territorio. Mare e colline vanno valorizzate. E siamo pieni di bellezze artistiche, architettoniche non conosciute. Alcune, come la bellissima torre saracena a Torre Bianca, purtroppo chiusa, irraggiungibili. Non solo mare ma anche cultura, insomma. Chiudo con una piccola nota polemica: la partecipazione con tantissime liste è un bel fenomeno. A me piace che i cittadini si sentano partecipi della propria realtà. Il mio unico dubbio è questo: io e Santino Cannavò, dopo la campagna elettorale, saremo comunque presenti nel territorio, qualunque cosa accada. Continueremo il nostro impegno. Ecco faccio un appello: tutti i candidati, anche se non vengono da un impegno passato, lo facciano in futuro. Non spariscano nel nulla dopo la candidatura. La democrazia è candidarsi perché ho una visione della città. E la voglio mettere in atto ma non solo se vengo eletto assieme agli altri cittadini e e alle associazioni”.
Cannavò: “Una candidatura indipendente nel segno della partecipazione dei cittadini”
E così Cannavò, candidato alla IV Municipalità: “Sono un candidato indipendente. Il valoroe aggiunto dalla mia candidatura è quello che deriva dalla volontà di tirare fuori tutta quella gente che in questi anni ha lavorato nel silenzio. Mi riferisco al mondo dell’associazionismo, del terzo settore. Ed arrivato il momento di svegliarsi. Abbiamo segnali nazionali con il risultato del referendum. Quando si toccano gli argomenti importanti, la gente è disposta a mettersi in campo. Nessuno si aspettava quella presenza elettorale. Eravamo scoraggiati e non avevamo creduto nelle persone. Ecco il tema è la partecipazione delle persone. Il quartiere non è fatto di soli edifici. Il quartiere è anche identità, solidarietà. Il fatto che tutti lavorano per tutti. Il valore sociale del nostro impegno in ogni ambito. Bisogna ripartire dal tema della partecipazione”.
“Dalla logica del controllo a quella della partecipazione a Messina”
Ha aggiunto il candidato alla presidenza: “Dalla partecipazione, al centro degli argomenti, si arriva a parlare di pluralismo, che in questa città sempre di più sta scomparendo per logiche politiche che capisco e non mi interessano. Dobbiamo liberare Messina dalla logica del controllo e provare a mettere in campo tutte le forze sane. Come quelle che hanno costruito la nostra bellissima Costituzione. Il IV Quartiere, nel centro città, è una città nella città. Qui passano tutte le criticità ma possono passare tutti i punti di forza. Pensate al tema della mobilità e degli spazi pubblici. Tanti gli edifici pubblici chiusi e che dovrebbero essere i luoghi della partecipazione. Pensiamo alle scuole, che dovrebbero essere aperte pomeriggio e sera per costruire il cittadino. Noi dobbiamo liberare la città in questo senso. Ed è un diritto. Non un’acquisizione regalata da qualcuno. Dal no ponte alle caserme da trasformare in luoghi aperti, dal piccolo Quartiere può passare l’affermazione di un nuovo modello. Modello che deve investire tutta la città. Partecipazione, condivisione, lavoro insieme, militanza, per immaginare un futuro per Messina”.
