La Fiom-Cgil: "L'azienda scambia la responsabilità sociale con i tagli al personale"
Un segnale di compattezza quello arrivato questa mattina dai Cantieri Navali dello Stretto. Lo sciopero indetto dalla Fiom-Cgil Messina per oggi ha registrato un’adesione totale, paralizzando le attività del sito produttivo in segno di protesta contro i 13 licenziamenti annunciati dalla società del gruppo Caronte & Tourist.
Presidio all’alba: sindacati e operai in trincea
La mobilitazione è iniziata alle 7 del mattino, quando una rappresentanza di lavoratori e dirigenti sindacali si è radunata in presidio permanente al “serpentone” della Caronte, davanti all’ingresso principale del cantiere navale. Sotto lo striscione con la scritta “Contro i licenziamenti – Sciopero Operai Cantieri Navali dello Stretto”, i dipendenti hanno manifestato la propria rabbia per un provvedimento definito “ingiustificato e privo di fondamento economico”.
L’affondo della Fiom: “Dall’azienda scelte incomprensibili”
Il segretario generale della Fiom-Cgil di Messina, Daniele David, presente al presidio insieme ai lavoratori, ha ribadito la posizione del sindacato, già espressa duramente nei giorni scorsi.
“I 13 licenziamenti sono del tutto ingiustificati”, ha dichiarato David durante la mattinata di protesta. “Da un’azienda che continua ad avere tanto da questo territorio e da questa città, ci aspetteremmo una reale responsabilità sociale, investimenti sui salari e sulle competenze interne, e non certo tagli al personale che vanno a colpire le famiglie dei lavoratori. Non si può pensare di investire all’estero penalizzando chi, ogni giorno, garantisce la produttività a Messina”.
Una città chiamata alla solidarietà
Per il sindacato, la vertenza non riguarda solo i tredici operai direttamente colpiti, ma rappresenta un campanello d’allarme per l’intera tenuta occupazionale del comparto navale messinese. La scelta aziendale è stata definita “inaccettabile” e la risposta dei lavoratori oggi è stata unanime.
La mobilitazione di oggi punta a sensibilizzare non solo la proprietà del gruppo Caronte&Tourist affinché ritiri i provvedimenti, ma anche l’opinione pubblica e le istituzioni cittadine. Il presidio davanti ai cancelli proseguirà per l’intera giornata, in attesa di un segnale di apertura da parte della società che possa portare alla revoca dei licenziamenti e all’apertura di un tavolo di confronto sul futuro del cantiere.
