Cantieri navali dello Stretto, assemblea e petizione per i 13 operai licenziati

Cantieri navali dello Stretto, assemblea e petizione per i 13 operai licenziati

Marco Olivieri

Cantieri navali dello Stretto, assemblea e petizione per i 13 operai licenziati

venerdì 22 Maggio 2026 - 08:30

Nuova iniziativa oggi per la revoca del provvedimento. Solidarietà di Rifondazione comunista a Fiom Cgil e al segretario Daniele David. "Si investa su quella che era un'eccellenza"

MESSINA – Oggi nuova assemblea dei lavoratori dei Cantieri navali dello Stretto dalle 13. “Saranno discusse le prossime iniziative di lotta per la revoca dei tredici licenziamenti e il rilancio della struttura. Sempre oggi viene lanciata la petizione popolare in solidarietà agli operai licenziati e sarà fissata una assemblea cittadina in cui sarà possibile sottoscrivere la richiesta di ritirare i licenziamenti”. Ad annunciarlo la Cgil di Messina.

Nel frattempo, il Partito della Rifondazione comunista – con la segretaria regionale Tania Poguisch, il segretario provinciale Alfredo Crupi e il segretario del circolo cittadino “Peppino Impastato” Antonio Currò – esprime solidiarietà alla Fiom e al segretario cittadino Daniele David. I dirigenti del Prc fanno riferimento al verbale al sindacato da parte della Questura per il mancato avviso alle autorità. “Da settimane la Fiom Cgil di Messina è in prima linea nel contrastare i licenziamenti dei 13 lavoratori della Cantieristica navale dello Stretto, portando avanti una mobilitazione determinata a difesa dell’occupazione e del futuro del settore. La cantieristica navale ha rappresentato per decenni un fiore all’occhiello dell’economia cittadina, garantendo sviluppo e occupazione in un bacino strategico come lo Stretto di Messina. L’impegno e la serietà dimostrati storicamente dalle maestranze locali impongono oggi il dovere di tutelare l’ultimo baluardo di questo comparto. Questa realtà va difesa con fermezza, sia per salvaguardare un patrimonio insostituibile di competenze, sia per tutelare il lavoro in un’area che si conferma uno dei più importanti snodi marittimi”, si legge nella nota.

Continuano i dirigenti: “Venerdì 15 maggio gli operai, sostenuti dalla Fiom Cgil, sin dalle prime ore dell’alba, hanno esercitato legittimamente il loro diritto allo sciopero riunendosi davanti ai cancelli dei Cantieri navali dello Stretto per ribadire la categorica opposizione ai licenziamenti di 13 colleghi, difendere il proprio posto di lavoro e rivendicare la necessità di un investimento vero nella cantieristica navale. Ad aggravare notevolmente la situazione è stata non solo la presenza dell’amministratore delegato davanti ai cancelli ma anche la tempestiva sanzione di 12.000€ (sanzione massima applicabile) comminata dalla Questura di Messina ai danni del segretario della Fiom Cgil Messina Daniele David. La colpa incomprensibile del segretario è stata quella di aver “indetto uno sciopero innanzi ai cancelli dei Cantieri navali dello Stretto senza aver dato un avviso alle autorità”.Ribadiamo che lo sciopero, con il suo repertorio di azioni e forme di mobilitazione, rappresenta uno strumento storico di emancipazione della classe operaia e ci allarmano molto le modalità di questo episodio. Non possiamo accettare che la difesa del proprio posto di lavoro, condotta sindacalmente nel rispetto delle normative, possa essere sanzionata e quindi di fatto impedita”.

“La società ritiri i licenziamenti dei 13 operai, nella Messina che sta per votare poca attenzione dalle forze politiche”

Rifondazione comunista “fa proprie le parole d’ordine dei lavoratori in modo forte e intransigente: la società Cantieri navali dello Stretto (del gruppo Caronte & Tourist) ritiri i licenziamenti dei 13 operai. I lavoratori hanno lanciato un segnale preciso, ottenendo grazie ai propri corpi posti davanti a quei cancelli, un’adesione quasi totale allo sciopero. Come forza politica staremo al loro fianco nelle loro lotte a partire dalle 13 di oggi in cui gli operai lanceranno un’assemblea cittadina, una petizione popolare in solidarietà agli operai licenziati e ulteriori iniziative di lotta per il rilancio del cantiere navale. Di fronte a una città che tra qualche giorno andrà al voto amministrativo — e le cui forze politiche poco si sono soffermate su una vicenda così emblematica per l’occupazione e il futuro — ci preoccupa l’applicazione del decreto sicurezza. Il governo Meloni, infatti, limitando e criminalizzando il diritto allo sciopero e tutte le forme storiche di lotta, sta esercitando una pericolosa stretta normativa, introducendo multe e sanzioni contro chi difende il proprio lavoro: è indispensabile pertanto serrare le fila, adottare ogni pratica conflittuale che arresti l’erosione progressiva e costante delle tutele lavorative e garantisca piena dignità ai lavoratori e alle lavoratrici. Scenderemo in piazza a fianco degli operai affinché i licenziamenti vengano immediatamente ritirati e le relazioni industriali non siano condizionate”.

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