Nei sette Quartieri ecco chi si candida alla guida e quali sono gli schieramenti in campo
MESSINA – In attesa del decentramento, ecco la sfida per le presidenze delle Circoscrizioni a Messina alle amministrative 24 e 25 maggio. Oltre ai candidati e alle liste per il Consiglio comunale, ci si confronta per le presidenze e i nove posti da consiglieri nelle sette Municipalità. 70 saranno gli eletti complessivi nei sette Quartieri. 26 le liste al Consiglio comunale e 128 quelle presenti nelle sette Circoscrizioni.
Questi i candidati del centrodestra alla presidenza: per la I Municipalità Alessandro Costa (presidente uscente, ex Sud chiama Nord e ora Fratelli d’Italia); gli uscenti Davide Siracusano alla II, Raffaele Verso alla V e Francesco Pagano alla VII per Grande Sicilia-Mpa (area Genovese); l’uscente Alessandro Cacciotto (Fratelli d’Italia) alla III; l’ex consigliere Nicola Cucinotta (ora Lega) alla IV Municipalità; Salvatore Scandurra (Lega) alla VI.
Questi i candidati del centrosinistra alla presidenza: Giovanni Bonfiglio (impegnato nell’associazionismo) alla I, Francesco “Chicco” Carabellò (21enne del Pd, fa politica da quando aveva 14 anni) alla II, Roberto Smedile (architetto) alla III, Santino Cannavò (incarichi nazionali nella Uisp e impegno ambientale) alla IV, Pippo Picciotto (cancelliere e già consigliere di Quartiere) alla V, Mariella Valbruzzi (docente di matematica e anima del comitato “No Ponte” di Capo Peloro) alla VI e Salvatore Grosso (geologo) alla VII.
Questi i candidati di Sud chiama Nord alla presidenza: Enzo Messina (ex Udc) alla I Circoscrizione, Nico Raffa (imprenditore) alla II, Lino Cucè (ex presidente, dal 2018 al 2022, e poi nel Cda di Messina Servizi) alla III, Renato Coletta (consigliere uscente) alla quarta, Beatrice Belfiore (consigliera uscente) alla V, Sacha Cardile (imprenditore ed ex Forza Italia) alla sesta, Ninni Caprì (26enne figlio dell’ex consigliere Giorgio) alla VII.
Gli elenchi e i nomi dei candidati alle Circoscrizioni.
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Un tempo c’erano i concorsi nelle Pubbliche Amministrazioni e si studiava, si partecipava si vinceva o restava in graduatoria per un posto fisso. Ora, da quando siamo nell’era del precariato, ci sono le elezioni non si entra più per concorso ma per elezione e così per cinque anni si diventa precari e se non ci si riesce si fa ricorso che è l’altro strumento per “entrare” nella Pubblica Amministrazione”. Il precario consigliere però acquisisce consensi, si fa conoscere, comincia a fare cortesie e un lampione guasto là, una gita agli anziani di qua, un grest estivo e qualche mancetta a qualche ragazzo di sù e qualche altra cortesia di giù arriva a fine mandato avendo racimolato un buon gruzzoletto. I soldi della politica persi in mille rivoli! Altro che deputati!
Alcuni di quei nomi evocano una pochezza personale e politica infinita.