"Blocco dei porti in Sicilia" per cinque giorni, ha annunciato il comitato. In primo piano i costi dei traghettamenti nello Stretto e nelle tratte marittime
SICILIA – Caro gasolio in uno scenario di guerra internazionale. Il Comitato trasportatori siciliani ha proclamato dalla mezzanotte di oggi un “blocco dei porti” nell’isola in attese di soluzioni da parte del governo. Un blocco per cinque giorni, ovvero fino al 18 aprile, con ripercussioni sulla grande distribuzione. In primo piano i costi dei traghettamenti nello Stretto e delle tratte marittime in generale.
Nel frattempo, La Cna Fita Sicilia “prende ufficialmente le distanze dal fermo annunciato dal Comitato. Riteniamo opportuno attendere l’esito dell’incontro convocato per il 17 aprile al ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili (Mims) per poi valutare, eventualmente, iniziative unitarie e condivise”.
“Pur nel pieno rispetto del diritto di manifestare, la Cna Fita chiede ai prefetti dell’isola di incrementare i controlli e garantire sicurezza e regolare svolgimento dell’attività lavorativa a tutti i professionisti che, pur non partecipando al fermo, potrebbero subire recriminazioni o blocchi forzati. La libertà di impresa e di circolazione deve essere tutelata – conclude la nota – così come il diritto di chi sceglie di non scioperare. Chiediamo alle autorità preposte di vigilare con attenzione”.
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