Caro voli: aumenti fino al 360% per la stessa tratta tra 8 novembre e 23 dicembre

Caro voli: aumenti fino al 360% per la stessa tratta tra 8 novembre e 23 dicembre

Rosaria Brancato

Caro voli: aumenti fino al 360% per la stessa tratta tra 8 novembre e 23 dicembre

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venerdì 08 Novembre 2019 - 07:40

La Federconsumatori ha fatto un confronto per lo stesso volo in due date diverse.....Intanto è un coro di proteste

A tenere banco è il dibattito sul caro voli nei periodi festivi relativamente alle tratte per la Sicilia.

Mentre il Codacons pensa ad una denuncia per “sequestro di persona”, il M5S attacca Musumeci e c’è chi si rivolge all’Enac e all’Antitrust, la Federconsumatori Sicilia, così come negli anni precedenti, ha fatto un raffronto tra i costi per un volo prenotato per novembre e lo stesso volo prenotato per la vigilia di Natale. Scoprendo aumenti fino al 300%. Peraltro si tratta di singoli voli (quindi la cifra è da raddoppiare se vogliamo considerare il volo di rientro).

Prezzi dei voli a confronto

Federconsumatori Sicilia ha raffrontato i prezzi tra un viaggio prenotato per venerdì 8 novembre e la stessa tratta prenotata per lunedì 23 dicembre. Sono stati monitorati i costi di viaggio, nelle stesse date, dalle due principali città italiane (Roma e Milano) alle due principali città siciliane (Palermo e Catania).

Milano- Palermo aumento del 314%


Il volo più economico da Milano Malpensa a Palermo Falcone e Borsellino è l’easyJet delle ore 07:05. Questo volo l’8 novembre costa appena 57 euro, che salgono a 179 euro il 23 dicembre. Un aumento pari al 314%. Il volo più economico da Roma Fiumicino a Palermo l’8 novembre è il Ryanair delle 08:30 che costa 86 euro. Lo stesso volo costa 126 euro il 23 dicembre, con un aumento del 146%.

Milano-Catania aumento del 365%


Il volo più economico da Milano a Catania Fontanarossa è l’easyJet delle ore 07:15, che l’8 novembre costa 55 euro mentre il 23 dicembre costa 201 euro, con un aumento del 365%. Il volo più economico da Roma Fiumicino a Catania è Ryanair delle ore 09:00, che l’8 novembre costa 150 euro mentre il 23 dicembre costa 167 euro. In questo caso l’aumento è contenuto solo perché già il volo a novembre è incredibilmente caro.

Cifre per voli di sola andata

Stiamo parlando di cifre che si riferiscono al volo di sola andata verso la Sicilia, costo al quale dovrà aggiungersi il biglietto di ritorno, ovvero dalla Sicilia verso Roma o Milano.

Tutte le compagnie, nessuna esclusa

Aumenti di prezzo si registrano con tutte le altre compagnie aeree, nessuna esclusa. Ma non tutti quelli che atterrano a Palermo o Catania hanno terminato il proprio viaggio: molti devono proseguire, con altri mezzi, fino ad altri Comuni lontani anche oltre 200 chilometri dall’aeroporto.

“Siamo di fronte ad incrementi di prezzo inaccettabili- dichiara Alfio la Rosa, presidente Federconsumatori Sicilia- A livello nazionale, stiamo sollecitando l’Antitrust e l’Autorità dei Trasporti ad avviare controlli su tali condotte commerciali“.

De Luca, M5S: Applicare lo Statuto

Il deputato regionale Antonio De Luca, M5S ricorda invece a Musumeci l’articolo 22 dello Statuto siciliano in base al quale, dal 1946, la Regione partecipa alla formazione delle tariffe nei  trasporti. La norma dal ‘46 non è stata mai applicata. Protestare sui social non basta.

Anziché chiedere l’elemosina a Roma- scrive De Luca– il presidente Musumeci dovrebbe pretendere l’applicazione dell’articolo 22 dello statuto siciliano e partecipare con un proprio rappresentante alla ‘formazione delle tariffe ferroviarie dello Stato ed alla istituzione e regolamentazione dei servizi nazionali di comunicazioni e trasporti, terrestri, marittimi ed aerei, che possano comunque interessare la Regione’. Ecco cosa prevede la norma, mai applicata”.

Basta passerelle a Pontida

Nel frattempo, ricorda ancora De Luca, all’interno dell’Enac non c’è neanche un rappresentante che tuteli e faccia sentire la voce delle nostra Regione. “Forse è più facile fare la passerella a Pontida e inneggiare al regionalismo differenziato, anziché applicare il nostro statuto. La norma richiamata, tra l’altro, si concilia perfettamente con il Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, che riconosce i diritti dell’insularità, e con la conseguente risoluzione del Parlamento europeo che, però, non ha avuto sinora alcun seguito”.

Il Codacons: sequestro di persona

Il Codacons invece presenterà alla Procura della Repubblica di Palermo e di Catania un espostoA molti siciliani meno abbienti sarà impedito di lasciare o raggiungere l’Isola, a causa delle scandalose tariffe che superano 500 euro a tratta, considerato che il trasporto aereo è l’unico mezzo di collegamento di cui può servirsi un siciliano in assenza di tutte le altre infrastrutture, a iniziare dall’alta velocità ferroviaria”.

Il CODACONS chiede alle Procure di valutare profili di responsabilità a carico dello Stato Italiano, dell’Unione Europea, della Regione Siciliana, delle autorità competenti e di tutti coloro che dovessero essere individuati come responsabili di fattispecie penalmente rilevanti per la mancata calmierazione dei prezzi dei biglietti aerei da e per la Sicilia, quali il sequestro di persona, l’estorsione ed ogni altra fattispecie che si dovesse ravvisare.

Secondo l’Avv. Carmelo Sardella, Dirigente dell’Ufficio Legale CODACONS Sicilia, è stato violato il regime di continuità territoriale. “Non si può far pagare un volo nazionale come fosse un volo intercontinentale perché questo significa privare i cittadini meno abbienti della libertà fisica e di locomozione, sia pure non in modo assoluto, e può configurare il delitto dii sequestro di persona”.

Magistro: battaglia di tutti

Infine il Presidente dell’Assemblea delle Consulte Giovanili Siciliane, Alessandro Magistro, ha scritto ai due amministratori degli aeroporti di Palermo e Catania in merito a “Prezzi che fanno scandalo, specie sotto le festività attese da lavoratori e studenti che vogliono ricongiungersi ai propri cari. Nessuno ci venga a mettere bandiere di partito perché non siamo in campagna elettorale

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2 commenti

  1. È la regione per prima ad avere l’obbligo di intervenire a favore dei siciliani. La Regione Sicilia si comporta sempre da matrigna, abbandona i propri figli e demanda ad altri la soluzione di problemi di cui dovrebbe e potrebbe occuparsi subito. Deputati regionali che protestano inveiscono contro Roma e nel frattempo perpetuano le medesime ingiustizie di sempre. Gli stessi sprechi gli stessi privilegi, le stesse incompetenze le stessa colpevole inerzia. Ci sarà un motivo se non cambia molto da secoli da noi.

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  2. Messina paga un caro prezzo. Lontana da Catania con il rischio concreto di non trovare posti sul pulman e con l’Aeroporto di Reggio senza Blu express

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