Caso De Luca a Barcellona. "Nessuna aggressione mafiosa, al massimo goliardia"

Caso De Luca a Barcellona. “Nessuna aggressione mafiosa, al massimo goliardia”

Redazione

Caso De Luca a Barcellona. “Nessuna aggressione mafiosa, al massimo goliardia”

lunedì 16 Marzo 2026 - 06:10

L'avvocato Imbesi scrive alla stampa: "Il mio assistito, fratello di una candidata in ScN, ha azionato il clacson a mo' di saluto e partecipazione. Chiariremo dai carabinieri"

BARCELLONA POZZO DI GOTTO – “Nessuna minaccia mafiosa nei confronti di Cateno De Luca. Il mio assistito, dopo aver riconosciuto in un video il proprio mezzo e dopo aver ascoltato i messaggi e i commenti circolati sull’accaduto, mi ha contattato con forte preoccupazione. E respinge con fermezza ogni addebito”. L’avvocato Giuseppe Imbesi, dopo avere ricevuto “formale incarico”, ha scritto una nota stampa sull’episodio a Barcellona Pozzo di Gotto riferito dal leader di Sud chiama Nord: “Io inseguito e minacciato da quattro balordi in una Mercedes scura”.

“Un clacson esclusivamente a titolo di saluto, di incitamento e di partecipazione”

Precisa il legale: “Quanto avvenuto sarebbe consistito unicamente nell’aver rallentato la marcia del proprio veicolo nel momento in cui si è trovato a transitare in prossimità del gruppo di sostenitori presenti insieme all’onorevole De Luca. Il mio assistito mi riferisce, altresì, di aver nuovamente incrociato poco dopo il parlamentare in prossimità degli svincoli autostradali e, anche in quella circostanza, di aver rallentato la marcia e azionato il clacson esclusivamente a titolo di saluto, di incitamento e di partecipazione, e non certo con finalità minacciose o intimidatorie. Va peraltro evidenziato che il mio assistito è fratello di una candidata presente nelle liste dell’avvocata Scolaro per la carica di consigliere comunale. E che, proprio per tale ragione, il gesto da lui compiuto va letto, al più, come espressione di partecipazione, di enfasi e, se del caso, di eccessiva goliardia, ma mai come manifestazione di un atteggiamento mafioso o comunque intimidatorio”.

“Si respinge in modo netto l’utilizzo del termine mafia”

Continua l’avvocato Imbesi: “Si respinge in modo netto e inequivoco l’utilizzo del termine “mafia”, che appare del tutto sproporzionato, improprio e gravemente lesivo della reputazione di un giovane lavoratore, profondamente amareggiato per il fraintendimento che si è venuto a creare. A riprova della piena volontà di chiarire immediatamente ogni aspetto della vicenda, comunico che oggi, compatibilmente con gli impegni lavorativi serali del mio assistito, ci recheremo presso la locale Compagnia dei carabinieri per rendere spontanee dichiarazioni sui fatti. L’auspicio è che l’intera vicenda venga ricondotta entro il suo reale perimetro: un episodio male interpretato, privo di qualunque contenuto minatorio, intimidatorio o, peggio ancora, mafioso. Barcellona Pozzo di Gotto è fatta di uomini e donne perbene, di lavoratori, di giovani seri e di persone che non meritano di vedere infangata la propria immagine con accostamenti tanto gravi quanto ingiustificati. Ribadisco, quindi, con assoluta fermezza il concetto essenziale: non vi è stato alcun atteggiamento mafioso da parte di alcuno in relazione ai fatti narrati oggi dal deputato regionale De Luca”.

Un commento

  1. al solito de luca l’ha sparata grossa!

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