Caso Iacolino, sequestri anche a Messina. Dg del Policlinico sospeso dalla Regione

Caso Iacolino, sequestri anche a Messina. Dg del Policlinico sospeso dalla Regione

Alessandra Serio

Caso Iacolino, sequestri anche a Messina. Dg del Policlinico sospeso dalla Regione

martedì 10 Marzo 2026 - 19:07

Investigatori all'Asp per acquisire documenti sui lavori contestati. Iacolino verso la revoca della nomina

Palermo – E’ arrivata in fretta la decisione del Governo regionale sulla nomina di Salvatore Iacolino alla direzione generale del Policlinico di Messina. Convocata alle 17.30, la Giunta Regionale ha disposto la sospensione del dirigente regionale dall’incarico “avviando nel contempo il procedimento di revoca della nomina”, spiega la comunicazione ufficiale della Regione.

Nomina revocata

La Giunta straordinaria era stata convocata dal Governatore Renato Schifani dopo la notizia del coinvolgimento di Iacolino nell‘inchiesta che ha portato all’arresto dell’imprenditore Carmelo Vetro e il dirigente regionale Giancarlo Teresi. Iacolino è sospettato di concorso esterno alla mafia e di corruzione con l’aggravante di aver agevolato la mafia.

Perquisizioni anche a Messina

Stamani gli investigatori hanno perquisito le sue abitazioni a Palermo e Agrigento e il suo ufficio in Regione. Gli investigatori hanno effettuato un blitz anche a Messina, dove all’Asp hanno acquisito gli incartamenti relativi agli affidamenti e le gare alle quali hanno partecipato aziende considerate legate a Vetro. Alla base delle tre diverse indagini, confluite in parte nell’ordinanza di arresto di Vetro e Teresi, anche gli esposti delle imprese rimaste escluse.

Contatti sotto i fari

Al vaglio della Procura di Palermo ci sono anche i rapporti tra Iacolino e i vertici dell’Asp Messina, Giuseppe Cuccì e Giancarlo Niutta, ai quali avrebbe “caldeggiato” le imprese legate a Vetro. Vere e proprie pressioni, ipotizzano gli inquirenti palermitani, che hanno convocato i manager pubblici per la prossima settimana, per essere ascoltati come persone informate sui fatti. Focus anche sui rapporti con l’onorevole regionale Bernadette Grasso, vice presidente della Commissione regionale antimafia e sindaca di Rocca di Capri Leone, non indagata come gli altri due dirigenti messinesi.

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