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Padre Scibilia: “via la foto di Cuffaro”

Alessandra Serio

Padre Scibilia: “via la foto di Cuffaro”

domenica 27 Ottobre 2013 - 13:12

Il parroco di Rometta, dopo le polemiche, si dice pronto a rimuovere dell'oratorio il ritratto dell'ingombrante benefattore. E continua a negare di aver chiesto una preghiera per lui. Ma i cittadini lo smentiscono.

Il caso di Padre Nino Scibilia ha fatto il giro d’Italia. E lui, ultra settantenne, si è trovato per l’ennesima volta sulle pagine dei giornali, stavolta anche fuori dai confini locali. È stata una domenica tranquilla oggi nella comunità di fedeli che lo sostengono, il parroco ha celebrato messa senza fare alcun cenno alle polemiche suscitate dalla foto di Cuffaro in oratorio. “Sono pronto a toglierla”, ha detto sostanzialmente alla fine di una seconda richiesta di rettifica, affidata questa volta al suo legale, l’avvocato Daniela Agnello. Ad ogni buon conto, stamani la porta dell’oratorio il religioso continua a negare di aver chiesto ai propri fedeli di pregare per l’ex Governatore siciliano in carcere per concorso esterno all’associazione mafiosa. Ma gli abitanti di Rometta lo smentiscono. Mi ricordo quando padre Scibilia ha detto quella frase, invitando a pregare per Cuffaro durante una messa, da anni abbiamo con lui degli screzi e gli abbiamo chiesto di togliere la foto dell’ex governatore dall’oratorio”. A dirlo è Giovanni Lombardo, coordinatore provinciale del Pd che aggiunge: ”Anche altri fedeli si ricordano che il parroco ha detto quella frase durante una messa, non era quella della scorsa domenica, ma di qualche tempo prima e secondo alcuni però ha ripetuto la frase anche altre volte. Ci sono stati tra noi anche diverbi verbali accesi perchè anche durante una festa della legalità in oratorio ha lasciato la foto dell’ex governatore e secondo noi andava tolta”. ”Noi – prosegue – abbiamo dedicato il nostro circolo a Cesare Terranova, giudice vittima di mafia e non possiamo essere felici nel vedere quella foto. Dal punto di vista della pietà cristiana posso concepire che il parroco abbia detto durante la messa di pregare anche per Cuffaro, ma la foto andrebbe tolta. E’ indubbio che questa cosa e altri episodi abbiano creato del malcontento in alcuni fedeli. Mi dispiace che molti neghino questa evidenza che invece io ho sentito con le mie orecchie”.
Insomma, si discuterà ancora a lungo a Rometta della vicenda. Sulla quale non si è espressa la Curia.
“Il parroco della Parrocchia S. Antonio di Padova e S. Maria Assunta di Rometta Marea, non ha mai invitato i fedeli a pregare per Totò Cuffaro, né domenica 20.10.2013, né in altre occasioni liturgiche. Padre Scibilia non ha mai manifestato affinità o particolari collegamenti o relazioni con l’ex Governatore. Non ha interessi né legami con partiti politici.” scrive l’avvocato Agnello. “La fotografia di Cuffaro, appesa in una parete secondaria dell’oratorio, collocata in occasione dell’inaugurazione dell’immobile, non ha un particolare valore simbolico ma rappresenta esclusivamente il soggetto istituzionale che all’epoca aveva contribuito alla realizzazione del luogo ricreativo. La fotografia riferita al soggetto privato Salvatore Cuffaro è insignificante e inconducente.I fatti sopravvenuti non riguardano il parroco né l’attività religiosa-ricreativa. La polemica innescata per finalità certamente oscure ed estranee agli intendimenti di Padre Scibilia non può intaccare la dedizione, lo scrupolo e la diligenza di un uomo che ha dedicato tutta la sua esistenza, con spirito di abnegazione, alla crescita spirituale della sua comunità parrocchiale, secondo gli insegnamenti del Vangelo, con particolare attenzione all’attività catechistico-ricreativa dell’oratorio.
Padre Scibilia si dichiara, comunque, pronto all’immediata rimozione della fotografia oggetto di sterile polemica che distrae dalle finalità della sua missione educativa-religiosa e sociale”.

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5 commenti

  1. Che tristezza!
    Chi come me è abituato da anni a sentire le omelie di padre Scibilia, oggi è stata una domenica triste.
    Chiunque lo conosca sa la sua abnegazione per la missione che porta avanti da sempre, conosce la sua attenzione verso i bambini e verso i ragazzi (ricordiamoci che è un ex insegnante) e non di meno chi è abituato ad ascoltarlo conosce le sue battute anche durante le omelie.
    Le omelie proprio quelle, a volte si dice sia prolisso, a volte si dice che chiede sempre soldi per i bisognosi, a volte si spettegola su quanto costa l’illuminazione della Madonna altre su quanto costa l’oratorio; l’oratorio proprio quello, un oratorio che farebbe invidia anche ai salesiani messinesi, l’oratorio avuto combattendo contro tutto e tutti; ed ora? Ora come sempre ci si accanisce, d’altronde si può parlare solo di chi fa non di chi non fa (cu mancia fa muddichi).
    Vedere un uomo della sua levatura morale e sempre allegro come lui fare un omelia, quella di oggi, leggendola su un foglietto di carta, senza interloquire con i bambini del catechismo, senza fare battute con gli adulti presenti in chiesa su qualche fatto appena accaduto nella sua amata Rometta è stato veramente umiliante e triste, per non parlare della presenza dei giornalisti presenti in chiesa che, con tutto il rispetto, si dovrebbero vergognare di seguire una funzione religiosa solo per accaparrarsi qualche scoop.
    Padre Scibilia, la tolga quella foto non le rende merito. Grazie del suo servizio pastorale.

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  2. A dirlo è Giovanni Lombardo, coordinatore provinciale del Pd” il quale, se fa parte del “circo magico” dei voti lunari collegati ai “corsi d’oro professionali” lo comprendo, eccome., Totò Ciffare ha commesso un reato non per truffa ne per concussione, ma per “appoggio esterno ad associazione mafiosa”. Certa reato gravissimo che, alle volte non arricchisce sotto il profilo finanziario, ma consente agevolazioni sotto il profilo elettorale , ance se impoverisce moralmente il soggetto in discussione. Riconfermo la mia proposta. Non trasferite nella cantina la foto di Cuffuro ma datemela. Sarei orgoglioso di esporla perché mi indica l’effige di un uomo che, avendo sbagliato, con dignità, sconta la pena infittagli dalla magistratura italiana, a differenza di tantissimo politici, ed anche non politici, che avendoci derubati ancora, da liberi, offendono la “dignità umana”, Eccellentissimo parroco, si dimetta, lasci la diocesi, che non rappresenta più. Il nostro “Signore” porse la mano ad una prostituta, Lei, parroco di una comunità. sta negando il Suo perdono ad un peccatore. No si lasci influenzare dalla politica. Non apra, ma spalanchi le porte della Sua chiesa al perdono Non si fidi di quello che dicono i politici in cerca di visibilità. In questo ambiente è difficile distinguere chi è da ritenersi un “ladro” e chi in “onesto”. Soni certo che il perdono da “Papa Francesco” non si farà attendere così come del nostro Presidente Napolitano che potrebbe, volendolo, convertire in detenzione domiciliare la pena residua da scontare, e questo per alleggerire la crisi carceraria della quale, stesso Presidente dekka Repubblica di dice molto preoccupato e sofferente

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  3. Condivido in toto il commento di Salvatore69!

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  4. Magari ci mettiamo quella di mussolini…

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  5. Giovannilombardo 4 Novembre 2013 18:51

    Val la pena fare una precisazione.
    Nell’articolo non e` chiarito a sufficienza quando quella frase sia stata detta.
    Io, ho riferito alla persona che mi ha contattato telefonicamente, che la frase e` stata pronunciata diversi anni fa`e non durante una omelia, va quindi inquadrata in un altro momento storico.

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