VIDEO. "Ecco come la burocrazia blocca la pulizia dei torrenti in Sicilia" - Tempostretto

VIDEO. “Ecco come la burocrazia blocca la pulizia dei torrenti in Sicilia”

Carmelo Caspanello

VIDEO. “Ecco come la burocrazia blocca la pulizia dei torrenti in Sicilia”

mercoledì 12 Dicembre 2018 - 09:49
IL CASO A STRISCIA LA NOTIZIA
VIDEO. “Ecco come la burocrazia blocca la pulizia dei torrenti in Sicilia”

I torrenti in Sicilia sono una sorta di bomba ad orologeria. Fanno paura a causa del sovralluvionamento, ma nonostante le denunce e le vibrate proteste di cittadini e sindaci degli ultimi anni, i lavori non sono stati per lo più eseguiti. Il grido d’allarme si è levato alto anche da Messina e dalla sua provincia, da S. Teresa di Riva in particolare, dove il torrente Savoca minaccia le abitazioni. Il greto qui si è alzato a tal punto che basta allungare un braccio per toccare il viadotto ferroviario. I sindaci non possono eseguire alcun intervento.

Eseguiti i progetti, si devono aspettare i finanziamenti. I soldi alla Regione ci sono, ma a paralizzare l’iter per giungere all’opera di svuotamento ci pensa la bizzarra burocrazia. A svelare l’arcano, è stato ieri sera il sindaco di S. Teresa di Riva, nonché deputato regionale, Danilo Lo Giudice, attraverso le telecamere di Striscia la notizia, il programma di Canale 5. L’inviata Stefania Petyx ha fatto un viaggio da Casteldaccia a Castronovo, nel palermitano (9 morti il mese scorso nel primo centro e 1 nel gennaio del 2017 nel secondo, tutte vittime travolte da fiumi in piena), per concludere il servizio a S. Teresa di Riva, sulla passerella del Torrente Agrò, al momento unica via di collegamento con S. Alessio Siculo attraverso la Statale 114.

L’inviata di Striscia ha raccolto le dichiarazioni di Danilo Lo Giudice

a Palermo, nella sede dell’Ars. “La Regione siciliana oggi ha i soldi per pulire i torrenti – esordisce il primo cittadino di S. Teresa – purtroppo la burocrazia sta allungando talmente i tempi da non consentire gli interventi immediati: richiede infatti una Valutazione di impatto ambientale, e quindi un parere, che allunga di 7-8 mesi l’iter e ci mette in grosse difficoltà”. “Dovete aspettare sette, otto mesi per avere un parere?”, chiede Stefania Petyx?”. E qui arriva la risposta con il paradosso: ““No – chiosa Lo Giudice – . Noi dobbiamo aspettare sette, otto mesi per sapere che non è necessario il parere. Che è ben diverso. La soluzione potrebbe essere quella di sapere in sette, otto giorni che i nostri progetti non hanno la necessità della Valutazione di impatto ambientale, E invece…”.

IL SERVIZIO VIDEO MANDATO IN ONDA DA STRISCIA LA NOTIZIA

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