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Caso Tari: MessinaServizi risponde alla denuncia di CMdB

Francesca Stornante

Caso Tari: MessinaServizi risponde alla denuncia di CMdB

lunedì 13 Maggio 2019 - 10:18

Il presidente Pippo Lombardo risponde punto su punto all'attacco di Cambiamo Messina dal Basso sulla gestione rifiuti

L’affondo di Cambiamo Messina dal Basso sulla prima Tari dell’era De Luca ha scatenato l’inevitabile reazione del nuovo management di MessinaServizi. Gli attivisti del movimento, con in testa l’ex assessore Ialacqua, hanno deciso di rivolgersi alla Corte dei Conti per i costi troppo elevati di questo 2019, denunciando anche una serie di questioni considerate irregolari e illegittime. Non si è fatta attendere la risposta del presidente Pippo Lombardo, che risponde punto su punto agli attacchi ricevuti.

I costi

Si parte dai numeri. E se CMdB aveva preso come riferimento l’ultimo biennio, Lombardo prende in esame i costi dello scorso anno. «Innanzitutto il vero costo del Piano Economico Finanziario dell’anno 2018 della Messinaservizi è stato pari a 45.503.989euro» scrive il presidente, sottolineando anche che in base a quanto previsto dal contratto di servizio di MessinaServizi contiene le attività di diserbo finalizzate alla raccolta dei rifiuti.

«E’ bene, pertanto, precisare che il Piano Economico Finanziario 2019 è pari a 46.292.000 euro e la sua composizione è determinata da vari fattori imputabili, anche, ad obblighi di legge, tra cui i maggiori costi per la SRR Messina Area Metropolitana che il Comune è obbligato a corrispondere. Per l’anno 2019 vi è stato un incremento pari a 279.499 euro rispetto al 2018.

Pertanto il vero aumento rispetto all’anno 2018 è stato pari a 788.786 euro, che includono i 279.499 euro in più di costi per SRR Messina Area Metropolitana. Pertanto una differenza netta pari a 509.286,90 euro».

La gestione del verde

Sui costi in più per i servizi di gestione del verde inseriti quest’anno nella Tari, Lombardo spiega che si tratta di attività di diserbo, punto già disatteso nel Piano economico finanziario del 2018, e previsto del contratto di servizio al paragrafo 2.10 dell’allegato 3 diserbo finalizzato alla raccolta dei rifiuti.Tali attività sono assimilabili ad attività di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti che ne derivano, da qualificare come rifiuti urbani vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali e pertanto possono essere inseriti nel Piano Economico Finanziario della Tari.

Le attività non inseribili nella Tari sono le vere attività di manutenzione del verde, quali potature, realizzazione di tappeti erbosi, manutenzione di essenze e fiori dei giardini e parchi pubblici, piantumazione, annaffio, concimazione, abbattimento, ecc. e non quelle finalizzate alla raccolta dei rifiuti come quelle previste nel contratto di servizio.

Il caso del premio di produttività

«Sulla questione del premio di produttività lo stesso verrà determinato da una intensa attività di aumento della produttività, quindi con quanto previsto nel contratto di servizio e sarà, difatti, erogato a consuntivo così come concordato con le organizzazioni sindacali che hanno condiviso, in sede di confronto sindacale, accordi in funzione di “fasce ed obiettivi a scalare».

Costi del personale

Riguardo al personale si afferma che non ci sono state 30 cessazioni rispetto al 2018. Ad una media di circa 510 dipendenti in forza alla società nel 2018 si è passati ad una media di 505 dipendenti nel 2019. Peraltro nel 2019 già sono stati sottoscritti accordi di secondo livello con le organizzazioni sindacali che hanno permesso ai lavoratori di ottenere maggiori indennità durante i giorni festivi, situazione già concordata con il precedente management e definita giustamente con l’accordo di tutti i sindacati.

I maggiori costi del personale sono invece da imputare ad investimenti nei dispostivi di sicurezza e nelle nuove assunzioni. La Società, comunque, come previsto dalla Normativa vigente, dallo Statuto e dal Contratto di Servizio, nel rispetto dell’equilibrio economico finanziario che le spetta, provvederà a rendicontare tutte le proprie spese ed ribaltarle o meno al Socio Unico, cioè il Comune».

Ricavi Conai

Purtroppo, spiega ancora Lombardo, il mancato avvio della raccolta differenziata da parte del precedente management non ha consentito maggiori ricavi e visto il “pacco mezzi” lasciato dalla Giunta Accorinti ed il fallimentare management lasciato da quest’ultima anche per quest’anno non saranno altissimi i ricavi provenienti da raccolta diffrenziata a vantaggio degli investimenti che tra la fine del 2019 ed il 2020 determineranno minori costi per la collettività.

Prudenzialmente le previsioni del Piano finanziario, pur prevedendo l’innalzamento della quota di FORSU, in pratica l’umido, tengono contro della situazione impiantistica attuale che purtroppo non prevede capacità di trattamento della frazione organica a breve. Sicula Compost che è l’impianto più vicino a Messina è saturo e privilegia il Comune di Catania ed i comuni della Provincia di Catania. Si attende che si aprano nuovi impianti nel corso dell’anno 2019. Pertanto il costo considerato per la FORSU è pari a quello dello smaltimento del rifiuto indifferenziato. D’altronde l’anno scorso anche la precedente amministrazione considerò costi contenuti che sono sforati di circa 1 milione di euro.

Risparmi di 5 – 6 milioni di euro?

Il Piano ARO, presentato ed approvato su impulso della precedente amministrazione prevede a regime, dopo 9 anni, una riduzione di soli 4 milioni di euro. Basta vedere il Piano Economico Finanziario allegato al Piano ARO approvato dal Consiglio Comunale. Non si comprende, quindi di quali 5/6 milioni di economie si parla. Tra l’altro in un solo anno, continua il presidente. Ma se nemmeno la precedente Amministrazione ha pianificato tali economie, come si può pensare di pretendere che le realizzi questa attuale?

Il sospetto

«Non entriamo nel merito dei Piani Economico-Finanziari degli anni precedenti, soprattutto quelli dal 2013 al 2017, ma siamo sicuri che i costi ivi previsti poi a consuntivo siano stati effettivamente quelli?» commenta alla fine Lombardo. Lasciando quindi aperto il dubbio di eventuali debiti creati nel passato sulla gestione rifiuti.

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