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Catania: operazione “Buche d’Oro. Arrestati tre dipendenti Anas. IL VIDEO

Dario Rondinella

Catania: operazione “Buche d’Oro. Arrestati tre dipendenti Anas. IL VIDEO

sabato 21 Settembre 2019 - 22:12
Catania: operazione “Buche d’Oro. Arrestati tre dipendenti Anas. IL VIDEO

Su richiesta della Procura distrettuale della Repubblica del Tribunale di Catania, il GIP ieri ha convalidato in gli arresti in flagranza di reato operati dai finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania nei confronti di tre dipendenti dell’A.N.A.S. SPA (Area Compartimentale di Catania) per l’ipotesi delittuosa di corruzione, emettendo la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di Riccardo Carmelo Contino e Giuseppe Panzica, mentre un terzo, Giuseppe Romano è finito agli arresti domiciliari. Gli arresti di ieri, s’inseriscono in una più ampia investigazione, orientata a disvelare l’esistenza di rodati circuiti corruttivi all’interno dell’A.N.A.S. di Catania che vedono coinvolti funzionari responsabili della manutenzione programmata di strade e raccordi della Sicilia Orientale e imprenditori compiacenti. La più ampia indagine è finalizzata a individuare gli appalti pubblici oggetto di dazioni di denaro in contanti operate da imprese affidatarie corruttrici, le quali eseguendo le opere assegnate loro senza rispettare i capitolati tecnici traevano un profitto criminale (anche fino al 20% del valore dei lavori appaltati) condividendolo con i funzionari corrotti dell’A.N.A.S. preposti ai controlli di sicurezza della fase esecutiva e al corretto stato di avanzamento dei lavori (S.A.L.). Proprio il rilascio dell’illecita certificazione del S.A.L. determinava le dazioni di denaro dell’imprenditore corrotto a favore del sodalizio di funzionari A.N.A.S. competenti per la vigilanza sull’arteria interessata dai lavori pubblici. Nel corso delle perquisizioni effettuate dai Finanzieri del Nucleo presso la sede A.N.A.S. di Catania e i domicili degli arrestati sono stati rinvenuti e sequestrati contanti per 25.000 euro circa, denaro direttamente riconducibile alle più recenti dazioni corruttrici. Le meticolose e celeri investigazioni condotte dai Finanzieri del Nucleo P.E.F. di Catania, sviluppate anche attraverso l’esecuzione di intercettazioni ambientali e accertamenti bancari, hanno fatto registrare, in data 17 u.s., un eclatante fatto di corruzione perpetratosi negli uffici dell’A.N.A.S. di Catania dove un imprenditore nisseno consegnava al Geometra Panzica, nell’ufficio di Contino, una busta contenente 10.000 euro in contanti oggetto di successiva frenetica ripartizione tra i 3 arrestati. Le relazioni tra i pubblici ufficiali, dipendenti A.N.A.S. e le imprese affidatarie dei lavori (anche in subappalto) appaiono confidenziali e compiacenti, in aperto dispregio dei rilevanti interessi pubblici in gioco consistenti, nel caso specifico, nella perfetta realizzazione delle opere di manutenzione dei tratti stradali, la cui sicurezza è affidata alla loro responsabilità. In una conversazione intercettata poco prima degli arresti, l’imprenditore corruttore, dialogando con Panzica, dopo avergli palesato crescenti difficoltà nel reperire agevolmente denaro contante anche per l’esistenza di controlli anti-riciclaggio sui prelievi ingiustificati, chiedeva al Geometra corrotto dove depositare la “mazzetta”. Il corruttore, sotto lo sguardo attento di Panzica, si alzava e poneva in un armadietto dell’ufficio di Contino, in una busta di carta bianca, 10.000 euro in contanti. Qualche minuto dopo, rimasti da soli, Panzica e Contino, chiusa la porta a chiave, in maniera disinvolta, procedevano al conteggio dell’illecito profitto e, stabilita la ripartizione del bottino in tre parti, inserivano in una cartellina la quota spettante all’Ing. RomanO. Quest’ultimo, poco dopo, entrato nell’ufficio di Contino, intascava le sue “spettanze” corruttive, inserendo la cartellina “incriminata” nella sua valigetta e velocemente lasciava la sede dell’A.N.A.S. All’atto dell’immediato intervento delle Fiamme Gialle etnee, veniva rinvenuto il denaro contante oggetto del patto corruttivo: 3.300 euro nell’ufficio di Contino e 3.700 euro nell’ufficio di PAnzica. L’Ing. Romano, nel frattempo allontanatosi dalla sede dell’A.N.A.S., saputo dell’intervento in corso, prima di rientrare nel suo ufficio, come da suo racconto, dalla macchina in movimento, in via Nuovalucello (Catania), lanciava dal finestrino il denaro contante (3.000 euro) appena consegnatogli da Contino. Nell’abitazione dell’Ing. Romano, inoltre, venivano rinvenuti 18.200 euro in contanti relativi a ulteriori tangenti intascate dal sodalizio criminale sempre con il collaudato sistema.

Dario Rondinella

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