Domani, mercoledì 6 maggio, la presentazione nella capitale belga
BRUXELLES – Di Antonino Mangano avevamo già parlato nello scorso febbraio. Tempostretto ha raccontato la sua storia e di come da Villafranca Tirrena sia arrivato a trasferirsi definitivamente a Bruxelles. Il messinese vive lì ormai da tempo e lavora nel comparto amministrativo dello European Youth Forum, ONG che si occupa di tutelare i diritti dei giovani in Europa.
Il romanzo Chiacchiere di Sicilia
Ma Mangano è anche presidente e trai fondatori di Oltrestretto, l’associazione che riunisce gli expat messinesi in giro per l’Europa. E oltre a tutto questo, ha esordito con un romanzo dall’emblematico titolo “Chiacchiere di Sicilia”. Quest’ultimo sarà presentato proprio a Bruxelles mercoledì 6 maggio, grazie a un evento organizzato da Piola Libri, una libreria italiana nella capitale belga e punto di riferimento per gli acquisti in italiano.
Mangano: “Romanzo 100% expat”
Mangano ha raccontato: “Il romanzo è al 100% expat. Vivo a Bruxelles da quattro anni e mezzo e l’idea di Chiacchiere di Sicilia è nata e si è sviluppata in Belgio, ma con lo sguardo sempre rivolto ai luoghi delle mie origini, della mia formazione umana e sociale, del mio attivismo attuale: Messina e la sua provincia”.
Il romanzo “specchio della società che cmabia”
E ancora: “Il romanzo rappresenta quell’anello di congiunzione tra persone che restano e persone che se ne vanno. Chiacchiere di Sicilia è uno specchio della società che sta cambiando, con nuovi modi di interagire tra persone e territori. Le sensazioni manifestate dal protagonista sottolineano quanta difficoltà si faccia ancora, specialmente in Sicilia, nel ripensare ai modi di elaborare senso di comunità, di mantenimento dei legami e possibilità di partecipazione, in funzione dei tempi e delle emergenti necessità. Ne sanno qualcosa soprattutto le nuove generazioni, non più strettamente legate a un territorio, ma libere di costruire il proprio futuro anche altrove”.
Andare via ha “un costo da pagare, sono effetti collaterali”
Ma chi va via sa bene che ogni opportunità ha un costo: “Chiacchiere di Sicilia si concentra su alcuni ‘effetti collaterali’. Ogni scelta richiede un sacrificio e, in questo caso, il protagonista è combattuto tra il senso di nostalgia per una identità perfettamente definita – essere siciliano in Sicilia -, la soddisfazione per la vita migliore che ha trovato, il sollievo di distanziarsi dagli atavici problemi sociali, di mala politica, corruzione e indifferenza della sua terra natale. Allo stesso tempo avverte l’amarezza di non sentirsi davvero a casa nel luogo in cui è emigrato. Insomma, il romanzo presenta l’identikit di una porzione dei moderni emigranti italiani, di cui non si restituisce un quadro sincero e completo, tra vittorie, fallimenti, sacrifici e soddisfazioni, non comprendendone a pieno la dimensione”.
