Giro d'Italia. Oggi il tappone dolomitico e Nibali promette l'attacco - Tempostretto

Giro d’Italia. Oggi il tappone dolomitico e Nibali promette l’attacco

Pi.Ge

Giro d’Italia. Oggi il tappone dolomitico e Nibali promette l’attacco

Pi.Ge |
mercoledì 24 Maggio 2017 - 23:38

Oggi, dopo la vittoria di ieri in solitaria del francesce Pierre Rolland a Canazei, arriva il tappone dolomitico per l'eccellenza, con ben cinque vette da scalare, la cui pendenza massima è del 15%. Non ci sono discese, tutta salite in successione e sia Nibali che Quintana, per far selezione, dovranno partire subito forti.

Dopo la vittoria di ieri in solitaria del francesce Pierre Rolland a Canazei, la diciottesima tappa del Giro d'Italia non riserva nulla di buono. Da Moena ad Ortisei, ben cinque i Gran Premi della Montagna, da scalare tutti in successione, senza discese, senza neppure rifiatare.

Passo Pordoi (nel 2016 a Damiano Cunego), Passo Valparola, Passo Gardena, Passo Pinei e Pontives (salita finale) si faranno tutti in successione senza tratti pianeggianti, in 137 chilometri, per dare la durezza del percorso, si scaleranno ben 4000 m di dislivello con pendenze medie attorno al 7% e punte fino al 15%.

Ortisei, luogo di arrivo della tappa odierna, è stata località già di arrivo nel 1940 e nel 2005. Il GPM di Pontives a 4 km dall’arrivo segna il cambio di pendenza della salita finale. Segue un falsopiano a salire fino ai 1500 m dove si affronta una rampa fino ai 500 m ripida fino a raggiungere il 13% poco prima di svoltare a destra e superare una breve discesa su pavé fino ai 150 m dall’arrivo.

Nibali per la tappa di quest'oggi ha promesso di andare all'attacco afermando che "conteranno le energie finali, è una di quelle tappe che ti consumano. Oltretutto a queste pendenze non è facile fare selezione. Non sarà semplice fare la nostra parte, se ci sarà posibilità di attaccare io e il mio team lo faremo, per non avere il rimpianto di non averci provato. Non è detto che possa nascere un'alleanza con Quintana, in gara è possibile tutto poichè Domoulin (attuale detentore della maglia rosa), è forte a cronomtro e a Milano, tappa conclusiva del Giro, parte da favorito".
Ad Ortisei, per gli amanti della storia del cislimo, nel 1940 (ultima tappa del Giro prima dello scoppio del secondo conflitto mondiale) vinse Gino Bartali, davanti a Fausto Coppi. Più staccato invece Enrico Mollo che perse più di due minuti. In quell'occasione l'allievo superò il maestro
e all'ombra delle guglie dolomitiche si assistette al passaggio del testimone, con Coppi che si cucì il rosa addosso.

Nel 2005 la vittoria andò ad Ivan Parra, colombiano della Selle Italia, che fino a pochi mesi prima non aveva neppure una squadra: partì a 200 km dall'arrivo e portò fino in fondo la sua fuga. Sulla salita finale Savoldelli attaccò e Basso, a causa di scorretta alimentazione effettuata il giorno prima perse più di un minuto. Tennero invece Danilo Di Luca e Gilberto Simoni, che arrivarono al traguardo a soli sette secondi da Savoldelli. Lo stesso Savoldelli indossò la maglia rosa, con 50 secondi di vantaggio su Basso.

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