I 33 milioni stanziati dal governo hanno scatenato una guerra di dichiarazioni politiche. Il confronto con l'alluvione del 2023
Poco più di 30 milioni destinati dal Governo alla Sicilia per fronteggiare l’emergenza Harry. Pochi o sufficienti in prima battuta? Dipende, come spesso accade, dai punti di vista e dal colore politico di chi esprime il suo giudizio.
Per fare un paragone con un altro evento catastrofico recente, i fatti ci dicono che in occasione dell’alluvione in Emilia-Romagna (1° maggio 2023), pochi giorni dopo, esattamente il 4 maggio, il Cdm dichiarò lo stato di emergenza prelevando 10 milioni di euro dal Fondo per le emergenze nazionali “per l’attuazione dei primi interventi, nelle more della valutazione dell’effettivo impatto dell’evento in rassegna”. Lo stesso mese, il 24 maggio, un decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri stanziava oltre 2 miliardi di euro per la stessa emergenza. È molto plausibile ipotizzare che anche per il post Harry accadrà qualcosa di simile.
Siracusano (Fi) e Germanà (Lega): “Polemiche assurde”
Per tornare al presente, ieri il Cdm, insieme alla dichiarazione dello stato di emergenza, ha stanziato i primi 100 milioni da dividere equamente tra Sicilia, Calabria e Sardegna. “Era necessario agire rapidamente – ha dichiarato Matilde Siracusano, deputata di Forza Italia – e il governo lo ha fatto senza esitazioni. Adesso, dopo che le Regioni avranno trasmesso un quadro dettagliato e puntuale dei danni, sarà possibile procedere, come già previsto, a ulteriori e ovviamente ben più consistenti stanziamenti, quelli destinati alla vera e propria ricostruzione”.
“Parliamo di fondi indispensabili per consentire ai Comuni di intervenire subito: rimozione dei detriti, messa in sicurezza dei territori, ripristino dei servizi essenziali e sostegno alle spese urgenti già sostenute. È una procedura seria, responsabile e già sperimentata con successo in altre emergenze nazionali, a cominciare dall’Emilia Romagna. Chi oggi parla di ‘briciole’ o tenta di alimentare una propaganda strumentale o ignora volutamente il funzionamento degli strumenti di Protezione Civile, oppure sceglie consapevolmente di fare polemiche assurde sulla pelle dei cittadini coinvolti“, ha aggiunto Siracusano.
Dello stesso avviso è il senatore leghista Nino Germanà: ” I governi regionale e nazionale hanno dimostrato prontamente di voler stare accanto ai territori colpiti, non soltanto con la presenza istituzionale ma anche con i fatti. E’ evidente che i 100 milioni stanziati da Roma sono soltanto una prima tranche, basti pensare che la Sicilia rispetto alla Calabria ed alla Sardegna, ha avuto 1 miliardo di danni in più. Chi oggi davanti a una tragedia simile fa sciacallaggio dovrebbe provare soltanto vergogna”.
Musolino (Iv): “Dal governo solo un’elemosina”
Di tutt’altro tenore sono invece le dichiarazioni della senatrice di Italia Viva Dafne Musolino: “La risposta del Governo Meloni ai danni causati dall’uragano Harry è uno schiaffo alla Sicilia. Mentre il Presidente Schifani ha già stanziato 70 milioni di euro di fondi regionali, sperando in un analogo intervento statale per le prime urgenze, il Consiglio dei Ministri approva un decreto che è una presa in giro: appena 100 milioni di euro complessivi da spartire tra Sicilia, Sardegna e Calabria”.
Secondo la senatrice messinese, i 33 milioni destinati alla Sicilia sono una cifra ridicola e “ben lontana dalle aspettative di Schifani, che aveva chiesto almeno il doppio per fronteggiare un disastro che ha colpito duramente il nostro territorio”.
“Musumeci, che dovrebbe conoscere le fragilità della sua terra avendola governata per cinque anni senza fare prevenzione – conclude Musolino – avalla oggi uno stanziamento che ignora le reali stime dei danni e le differenze tra le regioni colpite. Il risultato è un clamoroso corto circuito nel centrodestra: il Governo regionale chiede aiuto e il Governo nazionale amico risponde con l’elemosina, lasciando la Sicilia sola a gestire l’emergenza”.
