Ciucci: "Il Ponte sullo Stretto supera il concetto di insularità per una regione di 5 milioni di abitanti"

Ciucci: “Il Ponte sullo Stretto supera il concetto di insularità per una regione di 5 milioni di abitanti”

Redazione

Ciucci: “Il Ponte sullo Stretto supera il concetto di insularità per una regione di 5 milioni di abitanti”

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mercoledì 26 Novembre 2025 - 10:35

L'amministratore della Stretto di Messina in Commissione parlamentare bicamerale ‘Per il contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità’

Ponte sullo Stretto. Questa mattina l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, è stato ascoltato dalla Commissione parlamentare bicamerale ‘Per il contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità’ che promuove misure per rimuovere tali svantaggi in attuazione del principio costituzionale di cui all’articolo 119, comma 6, della Costituzione: “La Repubblica riconosce le peculiarità delle Isole e promuove le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall’insularità”.

“Per quanto riguarda le delibere della Corte dei conti – ha dichiarato Ciucci nel corso dell’Audizione in merito allo stato di avanzamento del progetto – la definizione del percorso da intraprendere potrà essere assunta dalle competenti Autorità di Governo, con il supporto della Stretto di Messina, una volta note le motivazioni riguardanti la ricusazione del visto da parte della Corte per la delibera del CIPESS e il III Atto aggiuntivo alla Convenzione. Completato il controllo di legittimità sulla delibera CIPESS da parte della Corte dei conti sarà avviata la fase realizzativa. Al riguardo siamo fiduciosi e determinati a ottenere dalla Corte una registrazione piena nella convinzione di aver operato nel completo rispetto delle norme generali e speciali italiane ed europee relative alla realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina”.

In relazione all’oggetto dell’audizione, Ciucci ha ricordato che: “Nel 2033, con il completamento dell’Opera, si aprono scenari del tutto nuovi che renderanno superato il concetto di insularità per una regione con 5 milioni di abitanti che, come valutato da uno studio condotto dalla Regione Siciliana, ha un costo annuale di circa 6,5 miliardi di euro pari al 7,4 per cento del PIL regionale, a valori correnti dell’anno 2018. Sarà un cambiamento epocale per la qualità della vita, la mobilità, il tessuto produttivo. Aperto 365 giorni l’anno 24 ore su 24, senza alcuna interruzione di traffico, è lo strumento per dare continuità a strade e ferrovie rendendo sostenibile il prolungamento dei servizi ad alta velocità in Calabria e in Sicilia.

Dagli studi svolti risulta che il Ponte è la migliore risposta alla domanda di un più efficiente e moderno sistema di collegamento tra la Sicilia, la Calabria e il resto del Continente, con un risparmio di tempo di circa un’ora per i veicoli e di due o tre ore per i treni.

In questo quadro il Ponte è una grande infrastruttura del territorio per il territorio e al tempo stesso una grande opera per il Paese e per l’Europa. Infatti, il Consiglio Europeo ha confermato il Ponte sullo Stretto di Messina quale opera fondamentale del corridoio ‘Scandinavo-Mediterraneo’ ribadendone il ruolo strategico ai fini del completamento del principale asse sud-nord a livello europeo. Ad oggi su questo Corridoio insistono solo tre discontinuità: il tunnel del Fehmarn Belt tra Germania e Danimarca che è previsto essere completato nel 2029; il Tunnel del Brennero tra Austria e Italia che sarà completato nel 2032; e il Ponte sullo Stretto di Messina che, come detto, sarà aperto al traffico nel 2033”.

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8 commenti

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  2. E’ indispensabile, secondo un minostro di notevole apertura mentale, per evacuare 5 milioni di abitanti, non si capisce dove dovrebbero andare e come , in caso di invasione, non si capisce da chi, cartaginesi? Cleopatra ormai scomparsi forse i guerrieri masai.
    Da non credere, commenti solo spaziali.

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  3. dopo il geniale intervento di Tajani che voleva usare il ponte per evacuare la Sicilia in caso di un attacco da Sud, neanche Messina la Sicilia intera, dimenticando che in treno da Trapani o Agrigento a Messina ci vogliono una dozzina di ore, e dimenticando soprattutto che i primi obbiettivi in caso di guerra sono proprio i ponti per evitare appunto l’arrivo di rinforzi via terra alle città attaccate. Tajani che non deve essere tanto ferrato in tattica militare e ci sta, ma neanche in storia, tanto per ricordare un caso famoso, i nazisti non appena occuparono Firenze abbatterono tutti i ponti ad esclusione di Ponte Vecchio che per le sue peculiarità note al mondo era difendibile, ma per renderlo ancora più difendibile minarono e spianarono tutti i palazzi vicini a Ponte Vecchio sulle due rive dell’Arno. In caso, speriamo mai, di guerra il ponte sullo Stretto sarebbe il primo obbiettivo da abbattere e per via dei suoi 3 chilometri, praticamente indifendibile. Dopo la perla di Tajani, che francamente fa più piangere che ridere, visto che a pronunciarla è un ministro e vice premier, ecco la perla di Ciucci, lasciamo perdere Agrigento e Trapani ma nel 2025 chi partirebbe in macchina da Palermo per andare a Roma, quasi 1.000 chilometri e 10 ore di macchina invece che un comodo aereo che in un ora e mezza ti porta a destinazione? Per Ciucci dovremmo spendere 15 miliardi per chi ha paura dell’aereo? Mi sembra esagerato!

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  4. Giuseppebaretti 26 Novembre 2025 16:21

    Bisogna costruire un ponte Sicilia Tunisia per sfollare 8n caso di attacchi da Nord.

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  5. Sono tanti i concetti che queto progetto supera…….

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  6. Invidio gli abitanti della Sardegna.

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  7. Versatece della caloremente pericolosi drete po avrete pilarata anche tarsio color negoziante lale rame talli…solo la supercazzola di Ciucci è superiore a questa. Sono confusi e disperati, gli hanno buttato giù il loro castello. Alle volte in Italia le regole si rispettano…purtroppo non è finita

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  8. ormai hanno perso terreno e non sanno piu cosa inventare

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