Come cambierà il volto dello Stretto fra 5 milioni di anni? Ecco cosa dice la tettonica delle placche

Come cambierà il volto dello Stretto fra 5 milioni di anni? Ecco cosa dice la tettonica delle placche

Daniele Ingemi

Come cambierà il volto dello Stretto fra 5 milioni di anni? Ecco cosa dice la tettonica delle placche

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sabato 13 Dicembre 2025 - 09:30

Lo Stretto di Messina, il braccio di mare che separa la Sicilia orientale dalla Calabria meridionale, rappresenta una delle zone tettonicamente più attive

Lo Stretto di Messina, il braccio di mare che separa la Sicilia orientale dalla Calabria meridionale, rappresenta una delle zone tettonicamente più attive, ma anche complesse, del Mediterraneo centrale. Da secoli, questo Stretto è al centro di studi geologici a causa della sua storia sismica, culminata nel devastante terremoto del 1908, e per le sue peculiarità geomorfologiche. Una credenza diffusa, spesso circolante in contesti divulgativi, suggerisce che lo Stretto potrebbe “chiudersi” in milioni di anni a causa del sollevamento tettonico regionale, unendo Sicilia e Calabria in una massa continentale continua.

Ma è questa una previsione scientificamente fondata?

Studi geofisici, inclusi dati GPS e modellazioni di dislocazione, indicano che l’area è caratterizzata da un regime tettonico estensionale, con un’apertura del graben (fossa) dello Stretto a una velocità di circa 1 mm/anno in direzione NW-SE. Questo movimento è guidato da faglie normali, come la faglia dello Stretto.

Contrariamente a quanto talvolta ipotizzato, non vi è evidenza di una convergenza orizzontale significativa che porterebbe le due sponde a “unirsi”. Al contrario, i dati mostrano un allargamento lento dello Stretto.

Il sollevamento su entrambe le sponde

Uno degli aspetti più studiati è il sollevamento verticale regionale (uplift), documentato attraverso terrazzi marini pleistocenici, dati GNSS (Global Navigation Satellite System) e misurazioni satellitari come quelle del Copernicus European Ground Motion Service (EGMS).

Dati EGMS indicano movimenti verticali positivi medi di 0.6-0.7 mm/anno sulle coste dello Stretto, sia sul lato siciliano che calabrese. Questi valori sono coerenti con uplift a lungo termine, stimati in 0.8 mm/anno in Sicilia e 1.2 mm/anno in Calabria.

Analisi di terrazzi marini risalenti a circa 1 milione di anni fa (MIS 25-29) rivelano tassi di uplift fino a 2 mm/anno in alcune zone della Calabria meridionale, con gradienti forti dovuti a interazioni tra faglie normali discontinue.

Tuttavia, l’uplift verticale non implica una chiusura orizzontale dello Stretto. Al contrario, esso solleva entrambe le sponde, potenzialmente modificando il livello relativo del mare, ma senza ridurre la distanza trasversale.

Le implicazioni per il futuro

I dati moderni indicano invece un allargamento progressivo. In proiezione, mantenendo questi tassi, lo Stretto potrebbe allargarsi di diversi chilometri in 1-5 milioni di anni, potenzialmente evolvendo in una fossa ancora più ampia. E il ripetersi, ogni 1000 anni (tempo medio di ritorno di eventi di alta magnitudo), di eventi sismici intensi, come il sisma del 1908, non farà altro che far allontanare Calabria e Sicilia, facendo diventare lo Stretto sempre più profondo.

Alcuni studi ipotizzano pattern tettonici complessi che, se persistenti, potrebbero portare a cambiamenti morfologici estremi, inclusa una “chiusura permanente” in un futuro geologico indefinito. Tuttavia, queste ipotesi sono speculative e contrastate dai dati prevalenti di estensione attiva nello Stretto in questi decenni. La tettonica delle placche è dinamica, e cambiamenti nel regime potrebbero alterare il quadro, ma basandoci su evidenze attuali, una chiusura per sollevamento regionale appare improbabile.

Immagine tratta da un testo scientifico di Vincenzo Convertito e Nicola Alessandro Pino.

12 commenti

  1. Cittadino Attento 13 Dicembre 2025 10:38

    articolo ben spiegato e interessante. Grazie

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  2. Ora abbiamo capito perché tutta la sinistra italiana, il tibetano e la signora del WWF non vogliono il ponte, sarebbe una spesa inutile, tanto col tempo Sicilia e Calabria si uniranno in nozze.

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  3. Grande articolo spiegato bene ma forse molti di noi hanno bisogno di un supporto una laurea in Fisica Geofisica o Ingeneria per capire veramente cosa ha scritto il giornalista e dove vuole arrivare con questo studio forse si riferisce alla costruzione del ponte chissà…

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  4. Non c’è bisogno di aspettare un paio di millenni, le due sponde si uniranno con il Ponte molto presto!!!!!

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  5. Si, basterà una trentina di anni…..

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  6. Nstwviva: il tibetano tutta la vita, piuttosto che il nulla fatto politico come Salvini, Schifani e De Luca!

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  7. Meglio tibetano che predappiano

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  8. Sono fiero di essere Predappiano e pure un tantino di Salò, sempre meglio che Moscovita o maoista.

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  9. Se non ricordo male, il famoso Predappiano è stato appeso a testa in giù!

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  10. Invece a testa in giù i Moscoviti e i maoisti ne hanno appeso tanti ma tanti forse lo facevano per farli riflettere, anzi alcuni accoliti li hanno mandati in dei villaggi turistici chiamati gulag, perché il freddo fa bene al cervello, almeno a Salò non c’era freddo.

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  11. Meglio tibetano ma stai dicendo sul serio????

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  12. Il giornalista ha scritto un articolo per farci capire se mai qualcuno non la avesse capito che lui è un “NO PONTE” come pure il direttore di questo giornale.

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