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Tante parole, pochi fatti. E’ tempo di cambiar rotta per il Tirone

Sara Faraci

Tante parole, pochi fatti. E’ tempo di cambiar rotta per il Tirone

venerdì 05 Aprile 2013 - 17:05

Seduta della II Commissione Consiliare a Palazzo Zanca. Dibattute le questioni riguardanti il Tirone e la società di trasformazione urbana che dovrebbe intervenire nella zona. E' opinione comune che sino ad oggi sia mancata concretezza

La criticità della zona Tirone torna ad impegnare la II Commissione Consiliare Urbanistica e Tutela del Territorio. Stamane, nei locali di Palazzo Zanca, una nuova seduta presieduta dal consigliere Domenico Guerrera, alla presenza dei dirigenti del Dipartimento programmi Complessi, Mario Pizzino e del Dipartimento Urbanistica e Pianificazione, Vincenzo Schiera, ha preso in esame la progettazione riguardante la “STU Tirone”.

Importante l’appello di svolta alla questione lanciato dall’ingegnere Pizzino che pur ammettendo le proprie difficoltà a elaborare ad una precisa ricostruzione della vicenda risalente ad oltre dieci anni fa, ha comunque posto l’accento sull’esigenza di valutare le varie opportunità percorribili onde giungere al recupero di una parte importante della città ma anche ad una più proficua utilizzazione delle risorse economiche messe a disposizione dal Comune. Nei piani di Pizzino anche operare un coinvolgimento dell’amministrazione comunale nell’ottenimento di fondi da parte della Regione allo scopo di rimpinguare quelli già stanziati a livello locale.

Pressante si è delineata soprattutto l’esigenza di ottenere una visione globale degli interventi da realizzare al Tirone, dato anche il mancato confronto con i tecnici dell’azienda di trasformazione urbana che ha dato luogo, fino ad oggi, ad interventi definiti dallo stesso presidente “scollegati e senza alcuna concretezza”.

L’urgenza di definire in maniera più strutturale i lavori cui dare avvio, del resto, si è posta come argomento protagonista sin dalle prime battute della seduta, in cui, sempre Guerrera, ha espresso il desiderio di fare chiarezza sui reali intenti, siano essi di dar luogo ad una mera riqualificazione dell’area o anche di dare vita ad un intervento che potrebbe però – ha ammonito lo stesso – riverberarsi con impatti devastanti sul territorio.

Dilemma sul quale si pronunciato il consigliere comunale Giuseppe Melazzo sottolineando come si miri ad una valorizzazione della zona senza previsione di alcun nuovo insegnamento. Affermazioni che, peraltro, sembrano essere confermate anche dalla delibera avanzata dal capogruppo del partito democratico e candidato a sindaco, Felice Calabrò, con cui si è proposto di revocare tutti gli atti riconducibili alla società di trasformazione urbana del Tirone.

Passo indietro sulla STU Tirone, del resto, anche per via della problematica compartecipazione del Comune ai finanziamenti. Un profilo di non secondaria importanza sul quale lo stesso Melazzo si è pronunciato in termini piuttosto scettici, evidenziando come Palazzo Zanca sia sprovvisto di “alcuna risorsa da destinare allo scopo e rischia di trovarsi esposto ai privati e di dover fronteggiare ulteriori debiti fuori bilancio di cui non ha certo necessità”.

Focalizzata, infine, l’attenzione sulla sicurezza delle zone da parte del presidente della IV Circoscrizione, Francesco Palano Quero il quale ha chiarito come “risanamento e riqualificazione sono preminenti e prioritari in questo momento”. (Sara Faraci)

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Un commento

  1. Tirone, area storica della Città da recuperare con progetti sensati e senza speculazioni edilizie!

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