"Compensi e fondi per Fondazione Taormina Arte e Taobuk", interrogazione di Musolino

“Compensi e fondi per Fondazione Taormina Arte e Taobuk”, interrogazione di Musolino

Marco Olivieri

“Compensi e fondi per Fondazione Taormina Arte e Taobuk”, interrogazione di Musolino

sabato 18 Aprile 2026 - 15:26

La senatrice interpella i ministri dopo i casi sollevati dal programma "Report". Nei giorni scorsi le precisazioni di Antonella Ferrara, direttrice artistica di Taobuk

“Un’interrogazione ai ministri su compensi d’oro e fondi senza gara”. In primo piano Fondazione Taormina Arte, Taobuk e il ruolo della Regione siciliana dopo la puntata su Rai3 di “Report”, del 12 aprile. A portare il caso in Senato la senatrice Dafne Musolino.

Così l’esponente di Italia Viva: “Ho presentato un’interrogazione urgente ai ministri dell’Economia e delle Finanze e della Cultura per fare chiarezza su quello che appare come un uso discrezionale dei fondi pubblici in Sicilia”. Musolino che ha depositato in Senato l’interrogazione numero 4-02944 in qualità di prima firmataria. L’atto è cofirmato dai colleghi Sbrollini, Scalfarotto e Furlan, ed è “volto a chiedere l’intervento del governo sulle gravi anomalie gestionali della Fondazione Taormina Arte e sull’erogazione di fiumi di denaro pubblico al Taobuk”.

“Gli aumenti dei compensi nella Fondazione Taormina Arte”

Sostiene la senatrice messinese: “Quanto emerso anche dalla recente inchiesta della trasmissione Report conferma un modus operandi inaccettabile da parte della Regione siciliana. Da un lato abbiamo la Fondazione Taormina Arte, un ente in house finanziato con 3,5 milioni di euro nel 2025, che versa in condizioni finanziarie critiche. Eppure, in totale spregio della realtà dei conti, si decide di aumentare i compensi per le figure apicali, tra cui la direttrice artistica Beatrice Venezi e la sovrintendente Ester Bonafede. I cittadini pagano il buco, mentre chi dirige si aumenta lo stipendio”.

“Erogazioni per eventi culturali senza bandi: il caso Taobuk”

L’atto ispettivo punta il dito anche sulle erogazioni dirette per gli eventi culturali: “A questo si aggiunge il caso Taobuk”, prosegue la parlamentare messinese. “Parliamo di oltre 900.000 euro di fondi pubblici concessi nel solo 2025 attraverso assegnazioni dirette. Niente bandi, niente procedure di evidenza pubblica. Solo un fiume di denaro erogato all’ombra di presunti conflitti di interesse e rapporti di vicinanza tra la direzione del festival e i vertici politici regionali e nazionali”.
“Non è la prima volta che solleviamo, con precisi atti ispettivi, il problema della totale assenza di trasparenza nella selezione dei beneficiari da parte dell’amministrazione regionale. Lo avevamo già fatto con due mie precedenti interrogazioni sul sistema delle mance dell’Ars rimaste entrambe senza risposta”, specifica Musolino.

“Ai ministri competenti chiediamo azioni immediate con l’introduzione di misure normative rigorose: i fondi destinati alle associazioni culturali devono essere assegnati esclusivamente tramite avvisi pubblici, garantendo qualità e trasparenza”, conclude la senatrice.

Le precisazioni dopo Report da parte di Antonella Ferrara

In merito alla trasmissione Report, nei giorni scorsi, l’avvocato Antonio Fiumefreddo, ha inviato una nota su mandato di Antonella Ferrara, fondatrice e direttrice artistica di Taobuk: “Nell’interesse della dottoressa Antonella Ferrara e per espresso mandato ricevuto, si ritiene doveroso intervenire pubblicamente a tutela della predetta, della sua reputazione professionale e del lavoro svolto in oltre sedici anni alla guida di Taobuk, manifestazione che ha saputo affermarsi come una delle più rilevanti esperienze culturali italiane, acquisendo nel tempo riconoscimento e prestigio anche sul piano internazionale. Va innanzitutto premesso che la dott.ssa Ferrara, nel pieno rispetto del diritto di cronaca e con spirito di leale collaborazione, ha puntualmente riscontrato per iscritto tutte le domande formulate dalla redazione di Report, offrendo chiarimenti circostanziati e documentati sui temi oggetto dell’inchiesta, inclusi il quadro normativo dei contributi regionali destinati a Taobuk, la procedura pubblica relativa alle celebrazioni del settantesimo anniversario della Conferenza di Messina e Taormina, i profili di trasparenza dell’Associazione, l’ospitalità riconosciuta agli ospiti istituzionali e la natura del contributo ministeriale ottenuto mediante partecipazione a bando”.

“Piena legittimità e correttezza dell’attività svolta dall’associazione Taormina Book Festival”

“Nonostante ciò, e malgrado la redazione Report avesse ringraziato la dr.ssa Ferrara per “le risposte preziose”, nessuna di tali risposte è stata letta, riportata o anche solo sinteticamente rappresentata nel servizio trasmesso. Il pubblico, pertanto, è stato privato del necessario contraddittorio informativo, essenziale quando si affrontano vicende complesse. La dott.ssa Ferrara respinge, quindi, fermamente ogni insinuazione, rappresentazione allusiva o accusa generica che possa far dubitare della correttezza del proprio operato o della legittimità dell’attività svolta dall’Associazione Taormina Book Festival. Le risposte già trasmesse alla redazione chiarivano, tra l’altro, che i contributi regionali destinati a Taobuk trovano fondamento in specifiche disposizioni legislative regionali a destinazione vincolata e che l’erogazione delle somme avviene attraverso la Fondazione Taormina Arte Sicilia, soggetta a controlli contabili e a rendicontazione”. 

“I chiarimenti sulla Conferenza di Messina e Taormina e sull’ospitalità di Sangiuliano e Amata”

Continua il legale: “Chiarivano inoltre che, con riguardo alle celebrazioni del settantesimo anniversario della Conferenza di Messina e Taormina, l’Associazione ha partecipato a una procedura pubblica negoziata avviata dalla Fondazione sulla piattaforma Consip, dopo l’approvazione della norma finanziaria regionale. Parimenti, era stato precisato che l’Associazione pubblica sul proprio sito i contributi pubblici percepiti e che le rendicontazioni sono consultabili nelle sedi e nelle forme previste dalla normativa vigente. Era stato altresì chiarito che l’ospitalità riservata nel 2024 al ministro Gennaro Sangiuliano e all’assessora Elvira Amata si inseriva nel trattamento normalmente assicurato agli ospiti della manifestazione mentre il contributo ministeriale ricevuto nel 2024 derivava dalla partecipazione al bando pubblico Fus/Fnsv, con graduatoria pubblica che segue alla valutazione rimessa alle competenti commissioni consultive”.

E ancora: “Il punto, tuttavia, non riguarda soltanto il merito delle contestazioni, ma anche il metodo seguito nella confezione del servizio. Fermo restando il rispetto per il ruolo e la funzione del giornalismo di inchiesta, non può considerarsi conforme ai canoni di correttezza dell’informazione un impianto narrativo costruito mediante volti oscurati, voci travisate che non riferiscono fatti ma suggestioni, accostamenti allusivi e accuse indeterminate, senza poi dare spazio alle risposte già rese dal soggetto direttamente interessato. Un simile metodo finisce infatti per alterare la percezione dei fatti, sostituendo alla verifica il sospetto e al contraddittorio l’insinuazione, con conseguente lesione della dignità personale e professionale della dott.ssa Ferrara, che da anni svolge il proprio lavoro con risultati unanimemente riconosciuti. Per tali ragioni, la dott.ssa Ferrara smentisce con decisione la rappresentazione offerta dal servizio televisivo andato in onda su Report, nella parte in cui suggerisce, direttamente o indirettamente, opacità, favoritismi o irregolarità a suo carico o a carico dell’Associazione da lei presieduta, e rivendica il diritto che il dibattito pubblico si svolga sulla base di fatti completi, verificati e correttamente contestualizzati”.

“Si auspica, pertanto, che ogni eventuale futura ricostruzione della vicenda avvenga nel rispetto integrale dei principi di continenza, completezza e lealtà informativa, principi tanto più necessari quando si incide sulla reputazione di chi opera da anni nel campo della produzione culturale evitandosi di insistere in una condotta lesiva sia per la persona che per la reputazione internazionale acquisita da Taobuk in anni e anni di attività”, conclude l’avvocato Fiumefreddo.

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