Festa della Repubblica, anche a Messina si celebra l'80° anniversario

Festa della Repubblica, anche a Messina si celebra l’80° anniversario

Redazione

Festa della Repubblica, anche a Messina si celebra l’80° anniversario

martedì 02 Giugno 2026 - 12:14

Stamattina la cerimonia. Le parole del sindaco Federico Basile nel segno dei valori fondativi dell'Italia democratica

MESSINA – “2 Giugno 2026: 80° Anniversario della Repubblica italiana festeggiato anche a Messina, in Piazza Unione Europea, con le autorità civili e militari.

Così il sindaco Federico Basile: “Oggi celebriamo i valori che uniscono il nostro Paese e ricordiamo chi ha contribuito a costruire il cammino dell’Italia. La Festa della Repubblica è un momento per guardare al futuro con responsabilità, nel rispetto dei principi di libertà, solidarietà e giustizia che sono alla base della nostra comunità. Buona Festa della Repubblica a tutti”.

Festa Repubblica a Messina
Federico Basile per la Festa Repubblica a Messina

Le foto sono tratte dalla pagina Facebook di Federico Basile sindaco di Messina, affiancato dalla prefetta Cosima Di Stani.

Il messaggio del presidente Mattarella ai prefetti

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della ricorrenza della Festa della Repubblica, ha inviato un messaggio ai prefetti d’Italia affinché se ne facessero “interpreti nelle iniziative promosse a livello locale”:

« Cari Prefetti,

rivolgo un caloroso saluto a voi e a quanti, nei diversi territori, ricoprono pubblici uffici, animano le comunità locali, sono espressioni della società civile. A quanti – cittadine e cittadini – celebrano oggi l’ottantesimo anniversario della Repubblica.

Il 2 giugno 1946, il voto del popolo italiano segnò – dopo il ventennio fascista, la tragedia bellica, la lotta di Liberazione – una svolta nella storia del Paese, ponendo le basi per edificare, sulle solide fondamenta della Costituzione, un nuovo patto civile, ispirato ai principi di libertà, uguaglianza e solidarietà, spinto da una intensa sete di pace.

La Repubblica nacque da un corale e sincero esercizio di democrazia.

Ne fu protagonista il popolo italiano che affluì con straordinaria partecipazione e compostezza ai seggi, per la scelta dell’ordinamento dello Stato e l’elezione dell’Assemblea costituente.

Ne furono protagoniste, in particolare, le donne, chiamate per la prima volta alle urne nella storia d’Italia, per le elezioni amministrative nel corso di quell’anno e per le consultazioni del 2 giugno.

In tale occasione, in un delicato momento di transizione, il libero esercizio del voto fu di nuovo garantito, ripristinando dopo anni – con l’operoso contributo delle Prefetture e delle altre istituzioni – il funzionamento della complessa macchina elettorale.

La comunità nazionale, nel fare oggi memoria di quei momenti fondativi, rinnova la sua convinta adesione agli ideali repubblicani, proiettati nell’orizzonte europeo.

Lo fa richiamando i volti e la passione civile di tanti cittadini, di tante donne e uomini delle istituzioni, che generosamente, in ottant’anni di vita della Repubblica, nei ruoli e nelle circostanze più diverse, hanno contribuito al suo sviluppo, spendendosi per il bene comune, talora sino all’eroismo e al sacrificio della propria esistenza.

I valori della Costituzione vivono nell’azione di quanti si pongono al servizio della collettività.

L’opera dei Prefetti, in particolare, dispiegandosi ogni giorno nella garanzia del quadro delle libertà democratiche, promuovendo legalità e sicurezza, affrontando con tempestività il manifestarsi di situazioni di emergenza nel coordinamento delle attività delle istituzioni, dell’associazionismo, del volontariato, è preziosa per la nostra comunità, anche sul terreno dei conflitti sociali, delle situazioni di crisi, in cui siano a rischio dignità e sicurezza del lavoro, fondamento della nostra convivenza.

Nella vita dei cittadini e delle comunità si riverberano sempre più le conseguenze delle tensioni internazionali, generando preoccupazioni e insicurezze.

In questo contesto, a quanti sono alla guida dei pubblici uffici sono di grande valore, nell’esercizio dei propri mandati, capacità di ascolto, intelligente lettura delle dinamiche sociali emergenti, sensibilità per le situazioni di disagio e di maggiore fragilità, per elaborare risposte efficaci.

Ne dipende il futuro del Paese. Sostenere la trama del tessuto sociale, intercettare – insieme alla scuola e alle altre agenzie educative – bisogni, domande, aspettative delle giovani generazioni, valorizzandone talenti e potenzialità, è fondamentale.

Il dialogo, l’ascolto, la prossimità sono canoni essenziali per interpretare ogni civica responsabilità orientata alla coesione sociale.

Consolidare l’architettura della fiducia tra istituzioni e cittadini, ravvivando in ciascuno il senso più autentico della partecipazione democratica, è compito persistente nella vita della Repubblica.

Nel rinnovare sentimenti di gratitudine per l’opera prestata, giungano ai Prefetti e a tutti coloro che si adoperano per la cura dell’interesse collettivo, auguri di buon lavoro e di buona Festa della Repubblica».

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