Concorso Cavaleri, 6° posto. L'articolo di Fausta Perciabosco sui migranti - Tempo Stretto

Concorso Cavaleri, 6° posto. L’articolo di Fausta Perciabosco sui migranti

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Concorso Cavaleri, 6° posto. L’articolo di Fausta Perciabosco sui migranti

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mercoledì 12 Giugno 2019 - 08:05
Concorso Cavaleri, 6° posto. L’articolo di Fausta Perciabosco sui migranti

Messina- I temi dei vincitori del concorso Silvana Romeo Cavaleri

Continua la pubblicazione dei vincitori del concorso Silvana Romeo Cavaleri sulle tematiche relative a giovani e migranti

PREMIO SPECIALE ARTICOLO GIORNALE

VI POSTO – FAUSTA PERCIABOSCO (IV B LA FARINA)

Affonda nave con più di cinquanta migranti a bordo: Salvini ora che fai?

Erano ormai settimane che sulle coste siciliane una nave della Marina, con a bordo cinquanta migranti, di cui dieci donne, era ferma a qualche metro dalla costa palermitana in attesa di approdare e far scendere i passeggeri.

Ma ora, purtroppo, ci saranno ben poche persone, se non nessuno, da far scendere, in quanto durante la notte tra il ventinove e il trenta marzo la nave, a causa di un’onda, è affondata.

La notizia si è saputa verso le cinque del mattino, dopo circa un’ora dalla tragedia.

A bordo, oltre i cinquanta migranti, vi erano il capitano Muscano, il vicecapitano Lucanò, e cinque volontari della ONLUS: Valentina Comarzio, Gianluca Presetti, Giacomo Luccarelli, Erica Ligiani e Francesca Mesangà.

Dopo ormai tre settimane di attesa, si sperava in un cambiamento di idea del ministro Matteo Salvini, che non ha voluto, per nessun motivo, far approdare la nave, né farne scendere i passeggeri.

Secondo la testimonianza di un pescatore, ci sarebbe stata un’onda anomala che avrebbe spaccato il fianco della nave, facendola affondare in poco tempo, e non dando il tempo al capitano di raggiungere la costa. Inutili gli aiuti mandati dalla ONLUS e dalla marina.

Questa mattina alcuni studenti e lavoratori si sono riuniti a manifestare in diverse città italiane, soprattutto a Roma e a Palermo, dove si sta diffondendo senso di colpa, dolore e orrore.

La settimana scorsa, grazie all’intervento di alcuni manifestanti, e soprattutto del Papa, sono state fatte scendere ventidue persone tra minorenni e donne incinta, che oggi, al risveglio, si sono ritrovati orfani, vedove, o semplicemente soli.

Tutta l’attenzione ora si rivolge al ministro della sicurezza Matteo Salvini, che in una conferenza stampa afferma: “Non è né una colpa mia né dell’Italia, questa è una disgrazia, ma è l’Europa che ha voluto la guerra: perché devono scaricare all’Italia questa gente?”.

Migliaia le risposte immediate e offensive al ministro, che rischia di essere accusato di omicidio.

È ormai storia di ogni giorno sentir parlare di fatti del genere, e già solo questo dovrebbe farci riflettere un pò di più su cosa sta accadendo: l’Italia sta crollando a causa di coloro che la controllano, e nonostante questo, c’è chi continua ad essere ostinato nei suoi atti crudeli e senza cuore.

Ogni giorno un italiano si lamenta della sua nazione e del suo malfunzionamento.

Ogni giorno persone, esseri umani che vivono gli incubi della guerra, partono lasciando la propria patria e la propria famiglia, per venire in Italia, pensando di trovare una situazione più serena e pacifica dove poter crescere i propri figli: poi, quando stanno per calpestare il suolo italiano, viene un ministro che gli vieta di metter piede in Italia perché vuole fare un dispetto all’Europa.

Poi, qualche settimana dopo, la barca affonda, portando con sé cinquanta, travagliate, vite, insieme a quelle di sette italiani, che erano lì perché volevano dimostrare quanto l’Italia, nonostante tutto, si ricorda di chi è meno fortunato.

Il quattro aprile, a Roma, si terranno i funerali di Stato.

La cerimonia funebre sarà presieduta da Papa Francesco, che dopo infinite preghiere, e messaggi di incoraggiamento per le povere vittime, alla fine dovrà celebrarne il funerale.

E ora, cosa succederà caro Matteo?

Pagherà per ciò che ha fatto?

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