Grande attenzione al Piano europeo per l’edilizia abitativa accessibile. La rubrica settimanale di Confedilizia.
La rubrica settimanale di Confedilizia Messina
Nel corso della riunione del 12 gennaio scorso della Commissione Hous del Parlamento europeo, il Commissario Ue per l’energia e le politiche abitative, Dan Jørgensen, ha presentato il Piano europeo per l’edilizia abitativa accessibile, illustrando le linee guida della strategia della Commissione per affrontare la crisi abitativa in Europa. Il Piano si articola in quattro pilastri: l’aumento dell’offerta abitativa, con una strategia europea per la costruzione di alloggi volta a colmare un deficit stimato in due milioni di unità annue; lo sblocco degli investimenti, attraverso una piattaforma paneuropea in collaborazione con la BEI (Banca europea per gli investimenti) per mobilitare fino a 150 miliardi di euro l’anno; la regolamentazione delle pressioni di mercato, con particolare attenzione agli affitti di breve durata e ai fenomeni speculativi; il sostegno ai gruppi vulnerabili, tramite modelli “housing first” e misure mirate a studenti, giovani e lavoratori.
Nel suo intervento, Jørgensen ha sottolineato la necessità di considerare l’abitazione come un’infrastruttura sociale, annunciando il monitoraggio dell’impatto dei grandi investitori istituzionali, la promozione di modelli a profitto limitato e nuove iniziative per rafforzare la trasparenza dei mercati immobiliari nelle aree urbane più sotto pressione. Particolare rilievo è stato dato al pacchetto di semplificazione abitativa, volto a ridurre gli oneri amministrativi e ad accelerare le autorizzazioni edilizie, con una possibile riduzione dei costi di costruzione tra il 15 e il 20%, nonché alla promozione di metodi costruttivi innovativi come l’edilizia modulare. Il Commissario ha inoltre confermato la volontà di riformare le norme sugli aiuti di Stato, riclassificando l’edilizia abitativa accessibile come Servizio di interesse economico generale e ampliando il sostegno pubblico anche ai redditi medi.
È stata infine annunciata una futura iniziativa legislativa sugli affitti di breve durata, nell’ambito di un “Affordable Housing Act”, per rafforzare i poteri delle città e riportare alloggi dal mercato turistico a quello residenziale. Il dibattito ha evidenziato posizioni differenziate tra i gruppi politici, ma un ampio consenso sulla necessità di un intervento europeo. I prossimi passi includono missioni conoscitive nella prossima primavera e l’adozione della relazione finale della Commissione Hous.
La variazione del canone o della scadenza sono sufficienti per novare un contratto?
Per “novazione” di un contratto s’intende la fattispecie che si verifica quando le parti sostituiscono all’obbligazione originaria una nuova obbligazione con oggetto o titolo diverso (art. 1230 cod. civ.). Ciò premesso non comportano novazione secondo la giurisprudenza di legittimità (cfr. in punto anche Cassazione civile, sez. III, 13.10.2020, n. 22126) la variazione della misura del canone o del termine di scadenza, trattandosi di mere modificazioni accessorie.
Si possono fissare limiti a chi si delega in assemblea?
La Corte di Cassazione, con la sentenza 22.7.2022, n. 22958, ha chiarito che – in considerazione dei princìpi codicistici in tema di mandato (artt. 1708 e 1711 cod. civ.) – ogni condomino può delegare un rappresentante che intervenga in assemblea in sua vece fissando ben precisi limiti, anche in base all’ordine del giorno. In punto si segnala anche che spetta esclusivamente al delegante (e non agli altri condòmini) eccepire l’eventuale superamento dei limiti da parte del delegato.(da Confedilizia Notizie)
