Contenitori per indumenti usati stracolmi, tra degrado e vandalismo - Tempo Stretto

Contenitori per indumenti usati stracolmi, tra degrado e vandalismo

Redazione

Contenitori per indumenti usati stracolmi, tra degrado e vandalismo

giovedì 13 Giugno 2019 - 07:30
Contenitori per indumenti usati stracolmi, tra degrado e vandalismo

"È una pratica - denuncia il Consiglio della V Circoscrizione - esercitata non solo da persone che vivono di espedienti, ma da bande criminali che così come si è potuto accertare in altri luoghi d’Italia, rivendicano abusivamente i capi nei mercati"

MESSINA – Negli ultimi mesi, sono decine le segnalazioni da parte di cittadini circa il mancato svuotamento dei contenitori per la raccolta degli indumenti usati da parte della ditta incaricata, presenti sul territorio ed il conseguente degrado che è possibile notare attorno agli stessi.

“Non essere indifferente” è la frase promozionale utilizzata per incentivare i cittadini alla raccolta di indumenti, biancheria, scarpe, borse e giocattoli. Sempre più spesso i contenitori vengono presi di mira da vandali, soprattutto nelle ore notturne. Infatti, vengono svuotati e, gli indumenti ritenuti di scarso valore vengono abbandonati e lasciati per strada.

“È una pratica – denuncia il Consiglio della V Circoscrizione – esercitata non solo da persone che vivono di espedienti, ma da bande criminali che così come si è potuto accertare in altri luoghi d’Italia, utilizzano questi capi per rivenderli abusivamente nei mercati. Tutto ciò – spiegano i consiglieri – crea un disordine ambientale e ne derivano costi che i cittadini sono costretti ad accollarsi visto che poi tramite il servizio di raccolta rifiuti, bisogna bonificare l’aerea del degrado. Il Consiglio della V Circoscrizione ha inviato una nota dettagliata al dipartimento Sanità e sollecita l’immediata risoluzione del problema.

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2 commenti

  1. Vorrei rivolgere una domanda a chi probabilmente è più informato di me.
    A parte il riuscito gioco di parole “INdifferente”, i famosi cassoni in oggetti sono la prima fase di un circuito di raccolta abiti per finalità sociali o soltanto un modo di una ditta privata (o cooperativa) per procurarsi materie prime da rilavorare e trasformare in fibre tessili con un risparmio di spesa?
    Se così fosse, e non ci sarebbe nulla di male, andrebbe rivisto il messaggio equivoco e preteso dall’amministrazione il rispetto da parte degli addetti alla raccolta di un tempistica più frequente di svuotamento cassoni.
    fabio

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  2. Ditta privata per procurarsi materia prima gratis per poi rivendere.

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