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Per il terzo anno l’Osservatorio Lucia Natoli festeggia la Giornata del rispetto

Per il terzo anno l’Osservatorio Lucia Natoli festeggia la Giornata del rispetto

sabato 09 Luglio 2011 - 16:43
Per il terzo anno l’Osservatorio Lucia Natoli festeggia la Giornata del rispetto

Si terrà il 12 luglio nella Chiesa dei Catalani la “Giornata del Rispetto” a tutela dei minori, presentata oggi nel corso di una conferenza stampa

L’idea è nata per caso, tre estati fa, dall’indignazione per la notizia della “giornata dell’orgoglio pedofilo”, che coincide con il sabato seguente al solstizio d’estate. Dal 2009 quindi l’Osservatorio Lucia Natoli ha deciso di celebrare ogni 12 luglio la “Giornata del rispetto”, a tutela dei minori. Già nella scelta del termine “rispetto” sta tutta la determinazione nel dare ai più violati, ai più deboli, ai più indifesi, la piena dignità di persona e non di oggetto in un’epoca di totale mercificazione consumistica nella quale la vita ha sempre meno valore. Per il terzo anno quindi l’Osservatorio Lucia Natoli festeggia la Giornata del rispetto, il 12 luglio, dalle 10 alle 20 nella Chiesa dei Catalani con l’obiettivo di “istituzionalizzare” la giornata come momento di riflessione sulla violenza sui minori. Lo scorso anno la proposta venne fatta al sindaco, quest’anno il Presidente del Consiglio comunale Pippo Previti, presente alla conferenza stampa, ha garantito il suo impegno non soltanto per farne un appuntamento annuale ma anche per creare figure istituzionali di supporto come il Garante dell’infanzia. Il problema secolare è che non si riesce ancora a considerare il minore come un titolare di diritti. Le forme di abuso si sono moltiplicate e diversificate con il passare degli anni proprio perché il più piccolo non è visto come un titolare di diritti, ma come un oggetto, una merce o, al più, un consumatore. La violenza non è solo quella fisica, l’abuso non è esclusivamente un fatto fisico e questo ci dovrebbe far riflettere su quanto l’utilizzo dei bambini oggi abbia trasformato in “violenza” anche ciò che a noi non sembra tale. Sbattere sui giornali e in tv bambini e minori in pose e atteggiamenti che nulla hanno a che vedere con l’infanzia non è solo “scimmiottare” il mondo dei grandi, è l’anticamera di quel pensiero che autorizza poi il pedofilo ad autogiustificarsi ed autoassolversi. Rispettare l’infanzia equivale a rispettare i minori, il tempo dell’infanzia, la sua dignità. Fanno orrore le notizie di violenza sui bambini, violenza sessuale e fisica, lo sfruttamento, la riduzione in schiavitù, ma purtroppo in un’epoca d’indifferenza rischiamo tutti di non far più caso neanche al bimbo di 5 anni che al bar ci tormenta per 50 centesimi. Non guardiamo più i suoi occhi. Dovremmo imparare a “vedere” non soltanto gli occhi di questi bambini violati, ma anche di tutti quelli che subiscono abusi molto più sottili ed oggi “socialmente giustificati” e quindi sottovalutati ed ignorati. A Messina le cifre sulla violenza sessuale sui minori e sul maltrattamento sono altissime in una realtà di oggettiva difficoltà per i servizi sociali ad operare nel territorio. La legislazione c’è, ma senza il volontariato non si va lontano. La Giornata del rispetto, promossa con la Consulta europea dei diritti umani e civili e con la Consulta comunale del volontariato, con il patrocinio del Cesv, del Teatro Vittorio Emanuele, dell’Arciconfraternita dei Catalani e del Comune, punta sulla forza delle immagini e delle parole. La giornata infatti sarà articolata in più momenti: dalle 10 fino alla sera si potrà ammirare nella Chiesa dei Catalani la collettiva di 19 artisti messinesi sull’infanzia violata e le immagini fotografiche di Dino Sturiale ed Enrico Di Giacomo. Nel pomeriggio, dalle 17.30 in poi spazio al dibattito sulla legislazione in materia e sul ruolo del volontariato e della prevenzione affidata allo Stato. Sempre nel pomeriggio i writer dell’Officina delle idee daranno vita con i grafici murali alle sofferenze ed ai sogni dei bambini. Le immagini colpiscono più delle parole, è vero, ma con il passare del tempo ci stiamo abituando anche a pranzare guardando in televisione gli occhi di bambini che muoiono o soffrono troppo lontani da noi per poterli sentire come nostri figli. In questo momento, il 9 luglio, mentre sto scrivendo quest’articolo, in piena estate, c’è un pedofilo che in uno dei paradisi del mondo sta violando l’infanzia di un indifeso, c’è un orco che sta abusando a pochi chilometri da noi, forse a pochi passi ma io non lo so, non lo saprò mai, perché gli occhi dei bambini nessuno li guarda bene. Figuriamoci se ascoltiamo le loro parole. A meno che non cantino in uno show in televisione, allora gli battiamo le mani.
Rosaria Brancato

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