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Coronavirus e restrizioni, i ristoratori reggini fanno il punto prima della riapertura

Mario Meliadò

Coronavirus e restrizioni, i ristoratori reggini fanno il punto prima della riapertura

giovedì 22 Aprile 2021 - 12:39
Coronavirus e restrizioni, i ristoratori reggini fanno il punto prima della riapertura

Il 24 aprile nel cuore di Reggio Calabria conferenza stampa dei titolari degli esercizi di ristorazione, al grido di "uniti contro la pandemia"

Difficile pensare a una categoria più stremata dalla pandemia rispetto ai ristoratori. Titolari d’esercizi d’accoglienza per antonomasia, molto al di là di cibi e bevande. Un’accoglienza, una condivisione di piccole comunità che finora è stata quasi continuativamente negata a causa delle ben note restrizioni ricollegabili al contrasto alla propagazione del Covid-19.
Da queste e altre considerazioni, nasce una percepibile, diffusa voglia di riaprirsi alla vita, pur sempre nell’ottemperanza di cautele e obblighi antiCoronavirus per impedire che concedersi il piacere di cenare in un locale possa trasformarsi – individualmente o collettivamente – nel consolidamento di un incubo tuttora in corso e di cui, francamente, non si sente certo il bisogno.

Incontro con la stampa

Si terrà alle 11 di sabato prossimo, 24 aprile, giusto alla vigilia della Festa della Liberazione (e «prima delle riaperture programmate dei ristoranti», si evidenzia a ragione) un incontro con la stampa dei ristoratori.
Distanziamento, mascherina… è chiaro, le misure antiCovid a maggior ragione non possono mancare in un’occasione così emblematica.
Un appuntamento “ragionato”, pianificato, preceduto da una campagna stampa fortemente voluto dall’agenzia Bisestyle e dalle community di instagrammers IgersCalabria e IgersReggioCalabria, ancor prima dei ristoratori stessi.

#ripartiamodaqui

E come vedete nella gallery, i ristoratori “ci hanno messo la faccia” nel senso più letterale del termine, nella campagna #ripartiamodaqui – I ristoratori reggini uniti contro la pandemia, che sta trovando in queste ore un apposito lancio web, e il 24 mattina vedrà al contempo il lancio di un video dedicato e della declinazione dell’iniziativa sui social network.
Un tributo largo a queste «persone oramai esauste, che hanno accettato di chiudere a ripetizione le proprie attività in nome della salute. Persone che hanno un cuore e lo hanno dimostrato, accettando anche il gioco dei colori, delle aperture e chiusure per salvare il Natale e la Pasqua», pur coi forti dubbi in termini di utilità, ma soprattutto in termini di nesso di causalità fra l’apertura di locali pubblici e diffusione del contagio.

Attenzione alla filiera

Peraltro – evidenziano assai opportunamente i promotori dell’iniziativa – «un ristorante non è fatto solo del suo proprietario, del suo chef o dei suoi dipendenti», ma c’è un’intera filiera produttiva meno immediatamente ricondotta ai canali della ristorazione, magari meno appariscente, ma in egual sofferenza dall’inizio della pandemia, ormai un anno e un mese addietro. «Fornitori, addetti alle pulizie, fotografi e fioristi, che negli ultimi anni hanno lavorato fianco a fianco con il settore del food. Un intero comparto che – si fa notare – ha sofferto le chiusure e dovrà reinventarsi».

Vincenza Nicolosi
– Bisestyle

Non fa eccezione l’agenzia Bisestyle, specializzata nella «comunicazione di molte imprese del settore food and beverage, che solo nel 2020 ha perso oltre 41 miliardi di euro – evidentemente, il dato è nazionale – per una riduzione del 48% del fatturato totale», con nomi anche di prestigio che non hanno potuto far altro che abbassare le saracinesche. Non in attesa della “zona gialla” (o, chissà!, bianca), ma per sempre.

Inevitabile malinconia

Piero Golfo – Bisestyle

Ecco perché, come si evidenzia, gli splendidi scatti della campagna mostrano desolatamente «vetrine spente, posti a sedere vuoti, cucine ferme. La foto del settore ristorativo durante questo lungo periodo segnato dal Covid-19 non può che essere questa».
Ed ecco perché, spiegano Piero Golfo & C., «abbiamo scelto di realizzare questo progetto, che desse voce a queste persone, che non si sono mai arrese e che giorno dopo giorno, nonostante tutto vanno avanti».

Versi di speranza

Non mancano alcuni versi a corredo. Sì, versi: liriche di speranza, dedicate «a tutti quegli imprenditori che non riapriranno ed a tutte quelle anime che il Covid si è portato via».

Eccoci, di nuovo qui pieni di dubbi e di incertezze.
Eccoci, ancora una volta soli.
Tutto il nostro mondo è diverso.
Ma è proprio in questi momenti così bui ed incerti che avvengono i più grandi cambiamenti.
E perciò: eccoci!
Ancora in piedi
Determinati a ricercare l’eccellenza, con la stessa professionalità e passione di sempre, ma questa volta uniti.
Connessi al mondo in un modo nuovo.
Vicini come non avremmo mai immaginato.
Ma sempre pronti a prenderci cura di voi,
Per rendere speciali i momenti insieme alle vostre famiglie ed i vostri amici.
Liberi di accogliervi nei nostri locali
Con lo sguardo sempre rivolto al futuro

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