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Coronavirus Messina: scuole chiuse, 170 operatori a rischio stipendio

Rosaria Brancato

Coronavirus Messina: scuole chiuse, 170 operatori a rischio stipendio

venerdì 06 Marzo 2020 - 10:35
Coronavirus Messina: scuole chiuse, 170 operatori a rischio stipendio

#coronavirus #Messina Gli operatori dell'assistenza igienica e al trasporto studenti disabili non percepiscono stipendio in caso di assenza dell'alunno. L'allarme di Fiadel e MLI

La chiusura delle scuole fino al 15 marzo disposta dal governo Conte per l’emergenza Coronavirus sta creando disagi ai lavoratori. Le prime “vittime” della decisione sono i 170 operatori delle cooperative che gestiscono il servizio di assistenza igienica e trasporto per gli studenti degli Istituti scolastici della Città Metropolitana. In base a norme e bandi di gara infatti in caso di assenza dello studente l’operatore non viene pagato. Ne consegue che per il mese di marzo i 170 lavoratori incasseranno metà stipendio. A dare l’allarme sono il sindacato autonomo Fiadel e il Movimento Liberi Insieme.

L’allarme della Fiadel

La Fiadel chiede l’ immediata convocazione di un tavolo tecnico per garantire lo stipendio agli operatori che gestiscono  il servizio di assistenza agli studenti disabili degli istituti superiori  della Città Metropolitana. “È una situazione paradossale quella nella quale si trovano questi lavoratori -spiegano i dirigenti sindacali della FIADEL Clara Crocè e Gianluca Gangemi– Le gare per i due lotti A di Messina e Taormina e il lotto B Tirrenica e Nebrodi sono state aggiudicate ieri. La prima a una cooperativa di Maniace, la Euroservizi, la seconda alla coop Genesi”.

Operatori senza garanzie

Finora il servizio era stato gestito in regime di proroga, mentre per gli ASACOM il servizio affidato in proroga alla Genesi scadrà il 21 marzo. Nel frattempo però l’ordinanza della chiusura delle scuole fino al 15 marzo di fatto impedisce il passaggio di gara da una cooperativa all’altra e i lavoratori che curano il trasporto e l’assistenza igienico-personale dei disabili non potranno accedere alla disoccupazione perché non hanno maturato i requisiti necessari visto che il servizio è stato attivato a settembre.

Per quanto riguarda gli ASACOM, nonostante la Città Metropolitana abbia sospeso il servizio, oltre 300 lavoratori sono bloccati con la cooperativa, che non può licenziarli senza il preavviso. Secondo la FIADEL “Il problema però è un altro. I bandi di gara infatti prevedono che in caso di assenza dell’alunno l’operatore non venga pagato. Una situazione paradossale perché con le scuole chiuse per disposizione del governo saranno i lavoratori a pagarne il caro prezzo”.

MLI: 170 “vittime”

Sulla vicenda interviene anche Roberto Cerreti, presidente del Movimento Liberi Insieme, che evidenzia come l’emergenza abbia già determinato le prime 170 vittime, ovvero i dipendenti delle cooperative dei servizi di “Assistenza igienico-personale e di Trasporto per studenti disabili”. A fine marzo infatti si vedranno si vedranno decurtate le giornate di mancata apertura delle strutture scolastiche e quindi di inattività dalle proprie buste paga.

Sono operatori precari

In una situazione congenita di precariato a cui sono costretti questi lavoratori da decenni- scrive Cerreti al sindaco metropolitano Cateno De Luca- questi impiegati avanzano già 3 mensilità. A ciò si aggiunga che adesso si vedranno recapitare quasi la metà dello stipendio per cause straordinarie, sapendo già di essere vittime di un contratto che impone un’ inoccupazione con consequenziale mancata retribuzione per cinque mesi all’anno”.

L’idea: un rimborso straordinario

Cerreti torna a riproporre al sindaco l’ipotesi di far convogliare anche questi operatori all’interno di Messina Social city, dando loro garanzie di stipendi e attività. “So che gli uffici preposti metropolitani hanno in ogni caso accantonato le somme necessarie per lo svolgimento degli essenziali servizi di assistenza e trasporto disabili. Per questo propongo di ipotizzare un virtuoso percorso amministrativo di riconoscimento di un “rimborso per forzata e straordinaria inattività” per i 170 dipendenti dei lotti A e b dei servizi esternalizzati dalla Città Metropolitana  in misura del 50% della retribuzione giornaliera dovuta, da far corrispondere nelle busta paga di Marzo ai lavoratori per le giornate di chiusura delle scuole e forzata mancata attività lavorativa”.

E’ chiaro che questo rimborso non risolverà il problema, ma potrebbe comunque essere un modo per ritrovare fiducia nella Città Metropolitana e nelle istituzioni.

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