Corruzione. Regione approva ddl ma al processo Amata non sarà parte civile

Corruzione. Regione approva ddl ma al processo Amata non sarà parte civile

Alessandra Serio

Corruzione. Regione approva ddl ma al processo Amata non sarà parte civile

lunedì 12 Ottobre 2026 - 19:06

Palazzo d'Orleans lo aveva annunciato a settembre. Le accuse all'assessora messinese

Prende il via con una udienza di passaggio, subito rinviata al prossimo 13 gennaio, il processo per corruzione che vede imputata l’assessora regionale Elvira Amata. Mentre il dibattimento all’esponente politica messinese slitta, la mancata costituzione di parte civile della Regine infiamma lo scontro politico.

Il proclama non mantenuto della Regione

Palazzo d’Orleans non comparirà come parte offesa in vista del riconoscimento del danno, quindi, in caso di condanna della Amata, malgrado lo avesse annunciato di farlo, in una nota ufficiale dello scorso settembre .L’amministrazione di Palazzo d’Orleans aveva sostenuto di non avere ricevuto la notifica dell’udienza dibattimentale, cosa non dovuta, perché era stato mandato l’avviso dell’udienza preliminare, ma nemmeno in quella sede c’era stata costituzione di parte civile. Adesso la Regione è fuori tempo massimo per far valere la propria costituzione e aprire così la possibilità all’ente pubblico per il risarcimento.

Amata sotto processo, l’accusa di corruzione per l’assessora

Amata, esponente di Fratelli d’Italia, è unica imputata. Per la vicenda c’è già una condanna, quella della imprenditrice Marcella Cannariato, sua coimputata, condannata a due anni e mezzo in abbreviato lo scorso 20 aprile. Fra le due, è l’accusa della Procura di Palermo, ci sarebbe stato un patto corruttivo consistito nella concessione di un finanziamento da 30 mila euro per la manifestazione Donne, economia e potere, organizzata dalla Fondazione Bellisario, all’epoca dei fatti rappresentata da Cannariato. In cambio, Amata avrebbe chiesto un lavoro e un alloggio per un proprio nipote. Sarà il Tribunale, con la III sezione penale presieduta da Fabrizio La Cascia, a vagliare la fondatezza delle ipotesi di reato.

Regione non ci sarà, il Pd attacca Schifani

Intanto il Pd interviene sulla vicenda e attacca il Governatore: “Re Schifani ha appiattito la Regione Siciliana ai suoi voleri. E dunque perché mai costituirsi parte civile in un processo per corruzione, in cui l’imputata è l’assessora al Turismo che continua ad essere seduta in giunta regionale? E poi, però, il governatore pensa di tacitare le polemiche varando improbabili e poco credibili disegni di legge sulla trasparenza e contro la corruzione che oramai è diventata un male endemico e incontrastato da questo governo. Con ancora più vigore, di fronte a quest’ennesimo abuso di potere di Schifani, domani saremo in piazza per spingere Schifani fuori da palazzo ‘Orleans, dichiara il segretario regionale Anthony Barbagallo.

La risposta della Regione sul perché non è parte civile

“Nell’auspicare che l’assessore regionale al Turismo Elvira Amata possa dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati, Palazzo d’Orléans ribadisce che la mancata costituzione di parte civile non pregiudica il diritto della Regione di avanzare, in caso di condanna”, risponde il governo con una nota ufficiale, che annuncia che in quel caso sarà avviata “immediatamente un’azione per ottenere il risarcimento del danno”.

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