Un progetto di rigenerazione urbana
Il futuro del sistema di mobilità cittadina finisce al centro di un acceso dibattito. Il movimento “Rinascita Messina” lancia un monito severo riguardo agli investimenti programmati per la riqualificazione della rete tranviaria. Secondo l’associazione, infatti, la spesa rischia di tradursi in un inefficace dispendio di risorse se non verranno risolte alla radice le criticità strutturali che il tracciato ha già ampiamente manifestato.
Il nodo critico di Provinciale
L’attenzione di “Rinascita Messina” si concentra in modo particolare sull’area di Provinciale. Il quartiere, come sottolinea il movimento, ha subito negli anni pesanti ripercussioni economiche e di vivibilità a causa del tram. “Così facendo si libera l’intero quartiere di Provinciale da un tracciato tranviario che ha creato notevoli problemi all’intera zona, distruggendo il tessuto commerciale, e ripristinando alla sua vocazione un’area storicamente dedicata ai negozi di prossimità”, spiegano i rappresentanti della sigla.
L’urgenza del Curvone Gazzi
A valle di quest’intervento, la proposta avanza la necessità di una dismissione definitiva del rilevato ferroviario nel tratto del Curvone Gazzi.
La permanenza di questa struttura determina, per “Rinascita Messina”, una serie di problematiche gravi: discontinuità urbana tra quartieri limitrofi, limitazione della permeabilità territoriale, degrado paesaggistico, criticità igienico-sanitarie e potenziale rischio per la pubblica incolumità. L’infrastruttura ferroviaria sopraelevata insiste su un asse urbano densamente abitato e caratterizzato da attività commerciali e servizi di quartiere, dove le principali criticità riscontrate sono l’interruzione della continuità viaria, la presenza di spazi degradati, l’accumulo di rifiuti e la ridotta accessibilità tra le aree urbane limitrofe. Inoltre, i due ponti metallici esistenti risultano obsoleti sotto il profilo strutturale, non adeguati agli standard di sicurezza vigenti e non funzionali rispetto all’attuale assetto urbanistico.
La strategia di rigenerazione
L’idea progettuale presentata dal movimento è dettagliata: “La rimozione dell’armamento ferroviario, eliminazione della massicciata, demolizione delle opere di contenimento laterali, rimozione di eventuali sottoservizi non più in esercizio, demolizione del ponte metallico su Via La Farina/Curvone Gazzi a valle e demolizione del ponte metallico su Via Consolare Valeria/Curvone Gazzi a monte”.
A corredo del piano andrebbe fatto il livellamento del piano di campagna, la messa in sicurezza delle superfici e la predisposizione per futuri interventi di riqualificazione urbana. In definitiva, l’eliminazione del rilevato ferroviario dismesso costituisce, per “Rinascita Messina”, un intervento strategico di rigenerazione urbana in grado di determinare benefici significativi in termini di mobilità, sicurezza, qualità urbana e sviluppo economico locale, configurandosi come azione prioritaria per il recupero funzionale del quartiere Provinciale e per il miglioramento complessivo della vivibilità dell’area interessata.

