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Covid, Calabria “rossa” o no? Stati generali, Spirlì: «Più contagi a scuole riaperte»

mario meliado

Covid, Calabria “rossa” o no? Stati generali, Spirlì: «Più contagi a scuole riaperte»

lunedì 22 Marzo 2021 - 13:31

Covid, Calabria "rossa" o no? In apertura di Stati generali, Spirlì nicchia e indica i dati: «A scuole riaperte, +33% di giovani contagiati»

Chiudere la Calabria? «Non è che qui qualcuno vuol chiudere qualcosa, qui nessuno ha chiavi. E neanche a casa mia ho chiavi, néin camera da letto, né in cucina e neppure nei servizi igienici, perché non ho nulla da nascondere». A fronte di un’ovvia domanda che l’intera popolazione regionale si sta ponendo fin da quando ha convocato gli “Stati generali” in tema di Covid per questa mattina alla Cittadella regionale “Jole Santelli” di Germaneto, in apertura d’iniziativa il Governatore facente funzioni Nino Spirlì preferisce una risposta tra il paradossale e l’istrionico.
Da un punto di vista formal-funzionale, tuttavia, la suspence riservata ai cittadini cela un iter irreprensibile: se io Istituzione convoco parti sociali e corpi rappresentativi a fronte di una gravissima pandemia per ascoltarli prima di prendere una decisione, beh, annunciare l’eventuale decisione già adottata ancor prima di sentire cos’hanno da dire sarebbe stato uno sciocco passo falso.

…E Alberto da Giussano?

In tutti i casi già durante le prime battute della diretta web dell’iniziativa – trasmessa sulla pagina Facebook ufficiale della Regione Calabria – partono caustici commenti sull’opinabile scelta di Spirlì di presentarsi durante un appuntamento iper-istituzionale e, appunto, diffuso “a reti unificate” via social network, con al bavero della giacca una spilla di Alberto da Giussano “doppiata” da un enorme e francamente poco stilish logo dello stesso simbolo leghista sulla mascherina (icona per eccellenza delle norme antiCovid, peraltro).

Barra dritta sull’azzeramento del debito

In apertura degli Stati generali, poco dopo l’orario programmato delle 10, il Presidente facente funzioni chiarisce che, pur essendo gli Stati generali per definizione un momento largo prevalentemente d’ascolto, è indispensabile una premessa, «una fotografia» della situazione dalla quale partire in quella che per Nino Spirlì vuol essere «una piazza grande quanto la regione, utile a informare in maniera definitiva» sulla situazione in materia di contrasto al Coronavirus.

Una fase degli “Stati generali” alla Cittadella regionale

Per Spirlì, non si può lasciare una regione intera in balia dei “si dice”, «che spesso diventano le verità che non sono e hanno prodotto gran confusione nei territori». E parte così un discorso che “la prende larga” davvero, partendo da decenni lontani di «furti continui» in Aziende sanitarie e ospedaliere, e poi agli «11 anni di fallimenti» da parte dei commissari straordinari «che non hanno risolto alcun problema, ma hanno lasciato le Aziende con debiti per miliardi di euro», fino a giungere a quello che il Governatore ritiene il nodo: «Potranno venirne anche altri 20, di commissari, ma nessuno riuscirà se in questa Sanità calabrese depredata, in cui i cittadini si ritrovano a pagare colpe non loro, non si ripartirà dall’azzeramento del debito».  Cioè quella mossa politica da manuale – preelettorale, chiaro; ma sempre da manuale… – effettuata nella Capitale nei giorni scorsi, senza concertare niente con nessuno preventivamente né rendere conto ad alcuno successivamente, se non per annunci.
«Senza l’intervento del Governo, mai ne usciremo», scandisce, facendo sapere che oggi stesso partirà la sua lettera al presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi in questa chiave preannunciata nei giorni scorsi.

A fianco di Longo

Evidenzia poi il Presidente d’essere stato «fin dal primo giorno» fattivamente a fianco del commissario governativo per il Piano di rientro dal maxidebito in Sanità Guido Longo – che poi si posiziona anche materialmente a fianco di Spirlì -, «per la prima volta da quando la Calabria è commissariata, se si escludono le fasi in cui il commissario e il Presidente della Regione erano la stessa persona».
Poi, l’elencazione dei dati: 282.989 i vaccini ricevuti in consegna fin qui, 212.994 quelli praticati. Ad avviso del Governatore facente funzioni, dunque, nessuno scandalo perché i 70.296 (la cifra la legge così, anche se sommandola a quella delle dosi vaccinali praticate in realtà porterebbe il dotale a sfiorare le 283.500 unità) vaccini residui sarebbero in realtà «ancor meno di quel 30% di vaccini che lo stesso Governo centrale ci chiede di tenere nei congelatori per le “seconde dosi”». A seguire, le cifre relative ai contagi (in atto, 43.099 con 762 vittime in Calabria dall’inizio della pandemia).

L’intervento di Guido Longo stamane

Ma soprattutto, «nessuno può decidere di mettere o non mettere in “zona rossa” un Comune – evidenzia Spirlì –, se non previa richiesta del Reparto Prevenzione dell’Azienda sanitaria provinciale territorialmente competente». Ecco che, di nuovo, sono i numeri a parlare: negli ultimi giorni, a causa della riapertura delle scuole (a causa della decisione del Tar che ne ha bloccato la chiusura, come si ricorderà) «si registra un aumento del 33% dei contagi fra i più giovani che, sommati a quelli dei loro genitori e parenti conviventi, forma praticamente il 70% dei nuovi casi emersi». Ecco perché, quasi rivolgendosi direttamente ai genitori che hanno adito la magistratura amministrativa con l’esito di riuscire a stoppare la sua ordinanza, Nino Spirlì ripropone il proprio punto di vista: «Io personalmente, per tutta la vita mi sono occupato d’arte, cultura e formazione dei giovani. Ma l’istruzione non è data dai luoghi dell’apprendimento: e alla luce di una pandemia così virulenta, bisogna riflettere sul fatto che un breve periodo di Didattica a distanza può salvare tante vite».
A questo punto prende la parola lo stesso commissario Guido Longo (ne diremo a parte) e, a seguire, intervengono i manager tra i quali il neocommissario dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria Gianluigi Scaffidi e i rappresentanti delle categorie presenti agli Stati generali. L’ultima parola, come da programma, tocca proprio al Presidente facente funzioni della Giunta regionale.

…In conclusione?

A fine dei lavori, Spirlì ringrazia un po’ stizzosamente «chi ha preferito non esserci» (il riferimento, ricorrente in mattinata, è agli amministratori locali che hanno disertato quest’«albo signanda lapillo dies», come definisce lui l’appuntamento odierno). «La mala comunicazione non sporca le mani di lavoro, cosa di cui abbiamo bisogna, ma sporca le coscienze; e invece in questa realtà – così Nino Spirlì – di malecoscienze ne girano fin troppe… Io credo che sia arrivato il momento di ripulirle, che vestano sporco o che vestano elegante la devono smettere di pensare di potere essere i “padroni” dei calabresi impotenti».

Sì, vabbè, ok la filippica finale, ma Calabria “zona rossa” o no? Proprio Spirlì, che ha come rimodellato la governance della Regione a tribuna online, a pura disintermediazione nel comunicare le cose fatte o in fieri, non può non considerare che a Stati generali conclusi, dopo due ore e mezza di lavori, i cittadini vorrebbero anche sapere cosa li aspetta.
«Jole Santelli m’ha insegnato a decidere sempre secondo il buonsenso, rinnovando gli insegnamenti dei miei genitori», chiosa il Governatore facente funzioni, un po’ come a inizio lavori facendo intuire che la chiusura arriverà senz’altro, ma senza annunciare alcunché con nettezza e soprattutto, almeno in apparenza, senza volersi prendere appieno la responsabilità delle scelte imminenti.

Nino Spirlì in chiusura di “Stati Generali”

«Le decisioni vanno prese con calma, coi dati alla mano» asserisce ancòra Nino Spirlì. E quest’affermazione è talmente scontata che nessuno potrebbe contraddirla; solo che i dati, come rimarcato dallo stesso commissario governativo Guido Longo, sono stati esposti all’inizio, sono quelli. Per cui adesso, ascoltati i manager, le categorie e chi ha voluto essere presente in Cittadella, sarebbe pur arrivato il tempo di adottarle, quelle benedette decisioni. Benché non sia difficile ipotizzare che proprio a quelle scelte ammicca l’hombre vertical della Regione, ammettendo che «saranno giorni difficili ma è un’onda, e l’onda passa: se la cavalchiamo tutti insieme, nessuno ne patirà più di tanto».

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