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Covid. Il grido da Messina: «Ci stanno uccidendo». In marcia verso la Prefettura LA DIRETTA

Redazione

Covid. Il grido da Messina: «Ci stanno uccidendo». In marcia verso la Prefettura LA DIRETTA

sabato 24 Ottobre 2020 - 17:13
Covid. Il grido da Messina: «Ci stanno uccidendo». In marcia verso la Prefettura LA DIRETTA

In diretta da piazza Unione Europea a Messina la protesta di imprese e aziende contro le misure anti Covid del Governo e adesso anche del presidente Musumeci

IL VIDEO IN DIRETTA

In diretta da Piazza Unione Europea, davanti il Municipio di Messina, la protesta del Comitato di Mobilitazione “Imprese per Messina”. Si manifesta contro le azioni messe in campo dal Governo che stanno abbandonando le Imprese, le Aziende e gli Autonomi, lasciandole morire lentamente.

Il colpo di scena quando ha preso la parola il sindaco Cateno De Luca che ha attaccato con toni durissimi l’ordinanza del presidente Nello Musumeci che prevede un coprifuoco dalle 23. «Arrestateci tutti» ha detto De Luca. E da lì la decisione di andare tutti in Prefettura per portare il grido di tanti lavoratori direttamente dal Prefetto.

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5 commenti

  1. Queste sono le nostre istituzioni!!!

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  2. Davanti ai bar c’è sempre un grande affollamento nella totale inerzia, quando non compiacenza, dei gestori. Che facciamo? Sopravvivere voi e schiattiamo noi tutti? Basta buonismo fine a se stesso!

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  3. E bravo De Luca. Un colpo al cerchio ed uno alla botte per non scontentare nessuno contribuendo solo ad alimentare caos e scontento come fanno mille altri amministratori locali e regionali. Regione che vai regole che trovi tutti a correre dietro a qualche manciata di voti ma sempre con un occhio alla curva epidemica. Intere classi politiche prive di idee e personalità in cerca solo del disperato cui vendere una speranza in cambio di un voto.

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  4. mancava solo un colpo di “Italiani ” e il sosia è qua. Istigare alla rivoluzione, tanto di cappello. E poi lui era quello che doveva chiudere tutto, la Sicilia chiùdiamo l’ingresso. È un personaggio da rinchiudere per schizofrenia.

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  5. Per esperienza vissuta personalmente, la maggior parte dei locali messinesi lavora senza rispettare le norme di distanziamento e di utilizzo corretto della mascherina, ed anche la maggior parte dei clienti dei locali non sembra incline al rispetto delle semplici norma in vigore.
    Del resto, se siamo passati dai circa 300 contagi al giorno di luglio a 20.000 di oggi (e soltanto pochi di noi guardano il dato veramente preoccupante, che è il rapporto tra contagi e tamponi effettuati: ieri era al 12%) non è stata colpa della Regione o del Governo. Anzi si: le misure restrittive andavano introdotte molto prima.
    Indubbiamente le restrizioni ai locali pubblici comportano minori introiti per i titolari e enormi rischi per i dipendenti, e ad entrambe le categorie bisogna stare vicini ed auspico che le Autorità adottino misure di sostegno.
    Esiste un’alternativa? Un’alternativa che non sia legata al teorico rispetto delle misure di contenimento del contagio (rispetto largamente disatteso, come detto) e che permetta di raggiungere l’unico risultato che oggi serve (diminuire il numero giornaliero di nuovi contagi)?
    La priorità, oggi, è il contenimento dei nuovi contagi. E’ una situazione nella quale ci siamo infilati da soli, e non vale più l’argomento che gli asintomatici sono il 95% dei contagiati, perché la percentuale del 5% (che un paio di mesi fa applicavamo a 300 persone) oggi la applichiamo a 20.000 e a breve a 40.000.
    E, semplicemente, le nostre strutture sanitarie non sono in grado di reggere questo urto. E’ semplice.

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