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Covid Messina. Imprese allo stremo: “Subito aiuti veri dal sindaco e dal governo”

Rosaria Brancato

Covid Messina. Imprese allo stremo: “Subito aiuti veri dal sindaco e dal governo”

lunedì 18 Gennaio 2021 - 08:26
Covid Messina. Imprese allo stremo: “Subito aiuti veri dal sindaco e dal governo”

Confesercenti, Confcommercio, Confartigianato, Claai, Confimprese lanciano l'allarme. "Con i ristori abbiamo pagato solo le bollette. Serve di più e subito"

Le immediate conseguenze di Messina zona ultrarossa per il settore degli esercenti fanno scattare l’allarme delle associazioni di categoria che adesso chiedono a De Luca ed al governo immediati ristori. L’ultima ordinanza di De Luca, che scatta stamattina e resta in vigore fino al 29 gennaio,  sposta verso l’alto il già grave livello di sofferenza delle imprese messinesi.

“Subito i ristori”

Ecco perchè Confesercenti Messina, Confcommercio Messina, Confartigianato, C. L. A. A. I. e Confimprese Italia hanno sottoscritto un documento in cui, alla luce della drammatica situazione sanitaria e dell’altrettanto terribile crisi economica generatasi a seguito della pandemia, chiedono immediati ristori alle aziende private, fortemente penalizzate rispetto ad altri settori produttivi. Le associazioni datoriali chiedono un intervento della prefetta Librizzi con l’attivazione di un tavolo tecnico e chiedono anche che siano i deputati regionali e nazionali ad intervenire al fianco delle categorie ormai piegate dalla crisi.

Esposto in Procura

Infine le associazioni chiedono che vengano accertate le responsabilità dell’Asp per quanto riguarda le gravissime carenze che si sono riscontrate nei mesi scorsi e che sono all’origine della decisione di De Luca di adottare i drastici provvedimenti. Proprio per questo Confesercenti, Confcommercio, Confartigianato, Clai e Confimprese stanno predisponendo un esposto da presentare in Procura.

Imprese in ginocchio

“Come cittadini messinesi- si legge nel documento– comprendiamo appieno le motivazioni dell’Ordinanza, anche perché siamo tutti esposti perennemente al rischio di contagio. Le imprese però dal mese di marzo del 2020 ad oggi, a causa dei provvedimenti assunti dalle varie Autorità di Governo hanno subito fortissime perdite di fatturato che hanno generato un sovraindebitamento che con il perdurare delle limitazioni, e quindi senza incassi, le porterà inevitabilmente allo stato d’insolvenza”.

Sindaco dia aiuti

Confesercenti, Confcommercio, C.L.A.A.I. e Confimprese Italia chiedono dunque al sindaco l’adozione immediata di aiuti economici per far fronte all’aggravamento dell’attuale stato d’indebitamento accumulato dallo scorso mese di marzo fino ad oggi, adottando una gradualità di aiuti differenziata, azienda per azienda, e correlata alla quantità di tasse pagate sulla base del fatturato dichiarato al fisco ed al numero di lavoratori regolarmente contrattualizzati.

Con i ristori pagate le bollette

I ristori finora destinati alle imprese private hanno consentito infatti nulla di più che il pagamento dei costi fissi delle utenze a cui si è dovuto fare fronte nonostante le attività fossero chiusure perché le Autorità di Governo non hanno ritenuto di bloccarli.

L’ingiustizia sociale

Ben altre protezioni sono state attivate (giustamente) nei confronti del pubblico impiego che non ha subito la riduzione neanche di 1 euro dalle proprie retribuzioni, dalle più basse alle più alte, e nei confronti dei ceti sociali più deboli (ancor più giustamente) attivando il reddito di emergenza oltre che il già esistente reddito di cittadinanza- prosegue il comunicato- Le imprese private invece sono state lasciate alla deriva e non ritenute meritevoli della stessa protezione accordata agli altri corpi sociali. Da qui il profondo senso di ingiustizia sociale oggi vissuto dagli imprenditori e dai lavoratori delle imprese

Le dimissioni di De Luca

Le associazioni rilevano poi come il sindaco abbia collegato le sue dimissioni all’andamento dei contagi, pertanto qualora questi ulteriori sacrifici richiesti non sortiscano gli effetti sperati, che faranno le imprese? De Luca dovrebbe lasciare la fascia tricolore, ma al contempo si potrebbe radicalizzare quel profondo senso di ingiustizia sociale che già adesso le imprese private sperimentano.

Appello alla deputazione

Le Associazioni datoriali chiedono quindi al Prefetto di Messina l’immediata attivazione di un tavolo che consenta loro di rappresentare alle Autorità di governo l’eccezionale gravità della situazione economica, che in mancanza di risposte adeguate, potrebbe compromettere la coesione sociale e generare rischi per l’ordine pubblico. Chiedono infine un incontro alla deputazione nazionale e regionale messinese affinché si impegni a rappresentare al Governo nazionale la drammatica ed eccezionale emergenza economica in cui versa la Comunità imprenditoriale messinese.

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15 commenti

  1. E cosa vi aspettate, posto che siete nella stessa condizione di TUTTE le altre attività italiane e avete ricevuto i medesimi ristori di queste ultime, laddove chiusi secondo le disposizioni del Governo? Mentre chi non ha ricevuto nemmeno quelli è perché è stato chiuso, illegittimamente, in contrasto con le norme del Governo e, nonostante ciò, continuate a leccare invece di prendervela con chi dovreste (e parlo degli esponenti, non dei VERI commercianti)… Errori dell’asp sono al vaglio delle opportune commissioni, invece, i mancati controlli da parte del sindaco a mezzo dei vigili, sono al vaglio di chi? (perché c’era anche tanta gente in giro con tanto di tampone molecolare positivo dell’asp, però nessuno si è preso la briga di fare qualche controllo).

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    1. Anonimo Messinese 18 Gennaio 2021 11:38

      Attenzione, non sono stati fatti controlli per il semplice motivo che l’asp non ha dato neanche ad oggi una lista dei positivi, prova ne è che il mese scorso ha fatto scalpore il caso del proprietario di BNO informatica (hanno pubblicato ovunque articoli) che nonostante fosse positivo andava nel suo negozio come se nulla fosse, è stato fermato soltanto perchè segnalato alle forze dell’ordine.

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      1. qua si parla dei controlli per strada, non dei positivi se stanno a casa o meno

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      2. Parlo dei controlli su strada, che fungono anche da deterrente: zona sud si è vista solo qualche rara auto farsi la passeggiata sulla statale 114 senza mai fermarsi, nonostante vedessero persino GRUPPI di persone seduti a bere birra qua e là (figurarsi se si prendevano la briga di svoltare anche in qualche traversa). Comunque, le banche dati per la verifica delle autocertificazioni e dei nominativi, nel resto d’Italia, le fanno i COMUNI, dando così accesso alle forze di polizia ai dati asp. Ma qua mi pare abbiano seri problemi anche con carta e penna…

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    2. A CIASCUNO IL SUO
      Il coordinamento di tutto è di competenza del Sig. Prefetto;
      I controlli sono competenza del Sig. Questore;
      Il Sig. Questore si avvale dell’opera della Polizia di Stato, della Benemerita, della G.di F, del Corpo Forestale, dell’Esercito, del corpo della Polizia Metropolitana e del corpo dei VV.UU. della Città.
      Perché lanciare strali contro un Corpo il cui numero di Agenti operativi è di poche decine?
      A quale fine ascrivere al Sindaco presunte inadempienze non sue e che comunque non esistono?
      Bah!

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      1. Il Prefetto attua le disposizioni del Governo, coordinando le varie tipologie di forze di polizia con il comitato per l’ordine e la sicurezza (questore per la polizia di stato; comandanti provinciali dei rispettivi corpi militarizzati per l’Arma, la G.U.; il sindaco per le varie tipologie di polizia locale).
        I VV.UU. sono I vigili urbani, corpo di polizia locale (anche la polizia metropolitana lo è), e sono di competenza del sindaco. Il sindaco è chiamato a vigilare attraverso le proprie forze di polizia locale. Le inadempienze esistono eccome, poi che qualcuno si ostini a non vederle è un altro paio di maniche.

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        1. Quindi, se inadempienze vi fossero state, esse sarebbero state da parte di tutti, non solo del Sig. Sindaco. Ho inteso?
          Riformulo a me stesso la domanda: se tutti fossero stati inadempienti (così non è!) perché pendersela sempre e soltanto con il Sig. Sindaco che comanda solo un esiguo manipolo di Agenti rispetto alla totalità delle forze schierate in campo?
          Quale il timore, quale la paura che Vi impedisce anche solo di nominare le altre Autorità?
          Comincio a convincermi che si tratti che si tratti di una faida personale.
          Ribadisco comunque la scala gerarchica prefata e dalla quale non posso vantare la paternità.
          Spero di sbagliare.

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          1. Si è nominato espressamente il preciso corpo assente: i vigili. Nessuno ha lamentato assenze di polizia o carabinieri.

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      2. Rispondo a me stesso.
        Al momento i pollice verso vincono per sei ad uno; quale mia precisazione risulta non veritiera?
        Forse nei due interrogativi venivano poste domande sbagliate?

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  2. Solo il “compitino”….

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  3. Provo profonda rabbia e amarezza per come i commercianti stanno andando incontro alla rovina, al fallimento, alla fame, nella pressoche’ assoluta sudditanza rassegnata. Mi sembra folle, pazzesco. Le chiusure forzate dei negozi sono totalmente ILLEGITTIME, in quanto INCOSTITUZIONALI (Artt. 1-2-3-4-35), per cui NON ESISTE che si accettino disposizioni che violano la Costituzione (la Madre di TUTTE le leggi e le ordinanze e che e’ il FONDAMENTO della Democrazia, dello Stato, dei diritti).
    Sono tutte disposizioni NULLE, annullabili mediante ricorso, e chi pretende di imporle e’ passibile di denuncia penale per “Attentato alla Costituzione” (Art. 28 della stessa) , “Violenza privata”, ed altri reati.
    Come si puo’ accettare di andare in rovina senza minimamente reagire ?!

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    1. Sono un vecchio contadino, non un costituzionalista, non un commissario tecnico di calcio e pertanto non parlo mai di questi argomenti; tuttavia, io ritengo, che se il Presidente Conte ed altri, a cascata, hanno preso delle decisioni – che lei garantisce essere incostituzionali – queste decisioni hanno di fatto leso dei diritti ( quello alla vita a me pare preminente).
      Non potrebbe essere che quelli che vengono oggi chiamati ristori siano in realtà degli INDENNIZZI DOVUTI per un danno causato per causa di forza maggiore?
      Io questo credo.

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  4. Questo è la risultanza della megalomania ed incapacità di questo soggetto che sta definitivamente trascinando nel baratro questa città è che non mi vengano ancora a dire che lui è il santo della situazione e il salvatore della patria si è comportato e continuerà a comportarsi come i bambini di due anni che gli tolgono il giocattolo il peggio del peggio che poteva capitare per questa grande e gloriosa città svegliateviiiiiiii!!!!!!!!!!

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  5. Non hanno il coraggio di impugnare una ordinanza illegittima? I soldi, questi pavidi, se li facciano dare direttamente dal sindaco, che guadagna 600mila euro l’anno! Non dal bilancio del comune, della regione e dello stato, quindi i soldi di tutti noi. Nell’ultima ordinanza lo zampognaro richiama proprio il comma 5 dell’art. 50 del TUEL che dice: “In particolare, in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale le ordinanze contingibili e urgenti sono adottate dal sindaco”. Si può dire che questo è un problema “strettamente” locale?

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    1. L’ordinanza in parola è stata già oggetto di impugnazione e tale azione è stata rigettata. Credo che l’ordinanza sia stata giudicata legittima in quanto giustificata da un effettivo stato di necessità. Nei prossimi giorni si conosceranno le motivazioni.

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