Condanne definitive per gli altri imputati dell'operazione Principale
Messina – Sono definitive le condanne decise per gli imputati dell’operazione Principale, l’indagine dei Carabinieri che ad aprile 2024 portò a 12 arresti tra Milazzo, Torregrotta a Messina. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dei difensori, cristallizando così il verdetto emesso dalla Corte d’Appello di Messina nel settembre 2025. Non per tutti, però. Per tre nomi “pesanti” dell’inchiesta, infatti, il processo è da rifare. La Suprema Corte ha annullato le condanne per Antonino Papale (10 anni), Giuseppe Di Blasi (3 anni e 2 mesi) e Filippo Iannelli (6 anni). Per loro, difesi dagli avvocati Salvatore Silvestro ed Alessandro Trovato, si torna davanti ai giudici di secondo grado che dovranno rivedere le condanne.
Operazione Principale, le condanne definitive
Per tutti gli altri, invece, diventano definitive le condanne decise a settembre scorso, quando i giudici d’appello, rispetto al verdetto di primo grado, avevano ridimensionato l’impianto accusatorio, cassando l’accusa che si trattasse di una rete organizzata di spaccio ma condannandoli per i singoli episodi scoperti dai carabinieri, che erano parecchi. Ecco la sentenza: 9 anni per Salvatore D’Amore, 4 anni per Roberto Duchino, un anno per Concetta Maestrale, 4 anni a Salvatore Minutoli, 2 anni per Damiano Rizzo, 6 anni per Francesco Spadaro, 4 anni e mezzo per per Roberto Papale, difesi dagli avvocati Alessandro Billè, Tancredi Traclò, Antonello Scordo e Gianmarco Silvestro,
La base della droga a Torregrotta e la complicità di mamma
Il blitz ha preso il nome dal principale indagato, il messinese Maurizio Papale, inteso “U principale”, poi scomparso, che continuava a dirigere l’attività di spaccio, dopo l’arresto nel 2022, insieme ai fratelli ed a Salvatore D’Amore. Hashish, crack e cocaina le droghe piazzate tra Messina e la tirrenica. La base operativa era, secondo la Direzione antimafia, l’abitazione di D’Amore a Torregrotta da dove l’uomo operava anche se era ai domiciliari, con la complicità della madre.

