Crisi idrica in Sicilia, j'accuse della Corte dei Conti

Crisi idrica in Sicilia, j’accuse della Corte dei Conti

Alessandra Serio

Crisi idrica in Sicilia, j’accuse della Corte dei Conti

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martedì 23 Dicembre 2025 - 19:54

Invasi interrati e dighe incompiute, il dossier della magistratura contabile sul problema acqua in Sicilia

Palermo – In 25 anni la gestione del sistema idrico siciliano è peggiorata. E per la Corte dei Conti merita un vero e proprio allarme. La magistratura contabile lo mette nero su bianco chiaramente alla fine del monitoraggio sul sistema, avviato la scorsa estate, integrato dopo un confronto con la Regione e ufficializzato adesso in un documento di quasi 350 pagine. Un dossier che è una bocciatura su tutta la linea, quella della sezione di controllo della Corte, che evidenzia le maggiori criticità.

L’allarme già 20 anni fa

“…emergono molteplici priorità a rilevanza strategica, per il superamento dei nodi strutturali che hanno generato gravi inefficienze e diseconomicità di sistema, risalenti nel tempo”, scrivono i giudici contabili, che fanno riferimento all’ultimo rilevamento, risalente a 20 anni fa a conclusione della gestione dell’emergenza affidata al generale Jucci.

“E’ palese, allo stato degli atti, che su tutte le situazioni di grave inefficienza gestionale già accertate e segnalate dal generale Jucci nella relazione conclusiva del 2000, nessun significativo stato e/o livello di miglioramento qualitativo nella gestione dell’approvvigionamento primario e del ciclo idrico integrato risulta conseguito nelle successive gestioni emergenziali e neppure nella concorrente gestione amministrativa ordinaria, registrandosi – in senso contrario – altrettanto palesi peggioramenti complessivamente gravanti sul sistema idrico”.

Invasi e dighe

Il dossier: in Sicilia 20 invasi su 38 hanno capienza limitata per ragioni di sicurezza o assenza di collaudo. Negli invasi sono presenti 150 milioni di metri cubi di sabbia. Le dighe: Blufi e Pietrarossa sono ancora incompiute. Come già segnalato dal generale 20 anni fa. Le perdite completano il quadro: ad Agrigento il 28,4 per cento della rete è in condizioni negative.

Dissalatori diseconomici e fondi persi

Infine il capitolo sprechi, annotati dalla Corte dei Conti. Ad esempio i dissalatori. Dismessi tra il 2012 e 2014, adesso riattivati con una gestione definita dalla magistratura contabile come caratterizzata dalla diseconomicità dei costi. 31 su 31 i progetti bocciati, al tempo di Musumeci, perché a causa della documentazione incompleta furono bocciati e persero i fondi Pnrr.

6 commenti

  1. Musumeci, Salvini, Anna Maria Bernini.
    Solo eccellenze nei nostri punti nevralgici.
    Saremmo bellissimi con buona pace di chi ama questo e ribadisco questo centro destra.

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  2. Rosario Inferrera 24 Dicembre 2025 08:30

    Chissà come mai la Corte dei Conti si sveglia solo quando le amministrazioni pubbliche o Statali non sono di centro sinistra…mah?!….mistero….

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    1. Buongiorno.

      quali sono le prove a favore di questa tesi?
      La Corte dei conti svolge un ruolo essenziale a prescindere dal colore politico di chi governa. Questo non significa che sia infallibile ma che per esprimere determinati giudizi bisognerebbe prima leggere e documentarsi in profondità.
      Cordiali saluti

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  3. Signor Rosario, che Musumeci avesse perso tutti i fondi europei per l’ammodernamento della rete idrica lo aveva già denunciato De Luca prima delle ultime elezioni regionali.
    Lo sapevano tutti perché era di dominio pubblico.
    Fece un gran rumore quello zero(dico zero) fondi dall’Europa per incompetenza.
    Il vittimismo nel quale certi politici lavano le loro colpe serve solo a coprirne incompetenze.

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  4. Rosario Inferrera 24 Dicembre 2025 12:18

    Rispondo sia al direttore che ad arcistufo, che la gestione di Musumeci prima e di Schifani adesso “faccia acqua da tutte le parti” è davanti agli occhi di tutti, non si tratta di vittimismo politico la mia è una considerazione su un dato di fatto: la corte dei conti dove è stata fino ad adesso???

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  5. Dopo aver redatto e pubblicato questo dossier, paga qualcuno? È ritenuto responsabile qualche assessore regionale di ora o di allora? Sarà chiamato qualcuno a dare spiegazioni? Io non credo che succederà niente di tutto questo, quindi questo dossier vale zero e la politica è consapevole di questo e quindi dorme sogni tranquilli. Il problema è sempre lo stesso e cioè che non paga nessuno per inadempienza o incapacità.

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