I consiglieri Lo Presti e Sturniolo: «Dalla Giunta un'azione dilatoria finalizzata a non dichiarare dissesto» - Tempo Stretto - Ultime notizie da Messina e Reggio Calabria

I consiglieri Lo Presti e Sturniolo: «Dalla Giunta un’azione dilatoria finalizzata a non dichiarare dissesto»

I consiglieri Lo Presti e Sturniolo: «Dalla Giunta un’azione dilatoria finalizzata a non dichiarare dissesto»

mercoledì 02 Marzo 2016 - 19:05
I consiglieri Lo Presti e Sturniolo: «Dalla Giunta un’azione dilatoria finalizzata a non dichiarare dissesto»

I due esponenti del Civico Consesso scrivono a quattro mani una nota dettagliatissima e invitano il prefetto, il Ministero e la Corte dei conti a valutare i fatti e, nel caso fosse necessario, ad intervenire immediatamente

Nei giorni in cui il dibattito sulla situazione economico-finanziaria è rovente a causa dei continui intoppi sul riaccertamento straordinario de residui attivi e passivi e della persistente assenza del bilancio di previsione 2015, che mette il Comune di Messina a rischio commissariamento, tornano a far sentire la loro voce sulle questioni finanziarie i consiglieri comunale Nina Lo Presti e Gino Sturniolo. E lo fanno con una nota dettagliatissima finita sulla scrivania del prefetto Stefano Trotta; della Corte dei Conti Sezione di controllo per la Regione siciliana; del Ministero dell’Interno; del Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Messina; dell’ Assessorato Regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica; e di Antonio Le Donne, nella sua veste di direttore generale di Palazzo Zanca.

Ai destinatari della loro missiva i due consiglieri comunali illustrano -attraverso la ricostruzione degli atti amministrativi che hanno portato all'approvazione del Piano di Riequilibrio – tutte le criticità che a loro parere hanno viziato la procedura seguita dall’Amministrazione Accorinti , arrivando alla seguente conclusione: «sono stati utilizzati riferimenti normativi non pertinenti e il ripetuto ritardo nella produzione degli atti avrebbe assunto così il carattere di un'azione dilatoria finalizzata a non dichiarare lo stato di evidente dissesto finanziario dell'ente che le norme in vigore avrebbero obbligato a riconoscere».

Secondo Nina Lo Presti e Gino Sturniolo, in questi quasi di tre anni di amministrazione Accorinti non è stato scongiurato il rischio dissesto ma solo posticipato nel tempo.

«La Giunta Accorinti – si legge testualmente nella nota – si è resa protagonista di un incomprensibile approccio politico e culturale sulle questioni economico-finanziarie. Un siffatto approccio, oltre ad essere in aperto contrasto con i basilari principi di prudenza ed efficace monitoraggio della gestione, rende elevato il rischio di prassi tese a dissimulare la reale situazione finanziaria dell’Ente. Questi fenomeni oltre ad essere palese sintomo di disordine gestionale, finiscono per impedire alla magistratura contabile di effettuare tempestivamente il controllo finanziario ad essa istituzionalmente intestato».

I due consiglieri comunali invitano quindi il prefetto, il Ministero e la Corte dei conti a valutare i fatti e, nel caso fosse necessario, ad intervenire immediatamente.

I FATTI

Come detto poc’anzi, i consiglieri Lo Presti e Sturniolo incentrano la loro nota sulla ricostruzione di fatti ed atti amministrativi compiuti dall’amministrazione Accorinti al fine di aderire alla procedura di riequilibrio e accedere al Fondo di rotazione nazionale attraverso lo strumento del Piano di riequilibrio. Rimandando al Download (in fondo all’articolo) per leggere la versione integrale della ricostruzione fatta Lo Presti e Sturniolo, qui propiniamo i passaggi più significativi ricostruiti dai due consiglieri comunali.

Il commissariamento della Giunta

Il 16 dicembre scorso a Palazzo Zanca si è insediato il commissario ad acta, dott. Nicolò Lauricella, nominato dalla Regione per curare l’iter di approvazione del bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2015 . Dopo due mesi dalla nomina, il 3 febbraio scorso, il funzionario regionale ha formalmente diffidato la giunta a provvedere, entro 10 giorni, al riaccertamento straordinario dei residui ed alla rimodulazione dello schema di bilancio, scaduto il temine sarebbe intervenuto “in via sostituiva”. Alla data di oggi, interrogato il Commissario ad acta per conoscere i “motivi accertati” che non hanno consentito tale adempimento e sul motivo per cui non ha provveduto a sostituirsi agli organi inadempienti per l’approvazione o adozione degli atti di loro pertinenza, trascorsi infruttuosamente i 10 giorni assegnati, non abbiamo ricevuto alcuna risposta, né il Consiglio Comunale è stato informato sugli sviluppi di tale vicenda.

La relazione di inizio mandato

La relazione viene sottoscritta dal Sindaco entro 90 gg. dal suo insediamento. Il Sindaco Accorinti sottoscrive la relazione di inizio mandato in data 30.11.2013, vale a dire 158 giorni dopo l’insediamento avvenuto in data 25.06.2013. Tale ritardo non è mai stato rilevato né sanzionato, così come previsto dall’art.4/bis del D.lgs. n. 149/2011 e ss.mm.ii., dalla Corte dei Conti e/o dal Ministero degli Interni.

Giova ricordare che il termine per la presentazione della Relazione di inizio mandato è perentorio in quanto dalla sottoscrizione della stessa decorrono i 60 giorni, di cui all’art. 243/bis comma 5 del Tueell, per l’eventuale rimodulazione del piano di riequilibrio. Il differimento dei “termini perentori” per la sottoscrizione della relazione di inizio mandato e la conseguente rimodulazione del piano di riequilibrio finanziario si configurerebbe come un’arbitraria auto-concessione di maggior termine non convalidato da alcuna norma.

Presupposti per la riproposizione del Piano di Riequilibrio finanziario pluriennale (art. 243-bis del Tuel)

La preventiva approvazione del documento autorizzatorio (2014) e di quello consuntivo (2013) costituiscono il “presupposto indispensabile” all’adozione del piano di riequilibrio, nonché “essenziali ed imprescindibili elementi istruttori”. (cfr. deliberazioni della Corte dei Conti n. 22/SEZAUT/2013/QMIG e n. 16/SEZAUT/2012/INPR).

Il Consiglio Comunale di Messina ha approvato il rendiconto 2013 il 02/12/2014 con delibera n.53/C e il bilancio di previsione 2014 il 31/12/2014 con del. n.58/C. Pertanto il Comune di Messina al momento della riproposizione del Piano di Riequilibrio avvenuta in data 02/09/2014 si trovava in difetto di approvazione del rendiconto 2013 e del previsionale 2014 e quindi in assenza dei presupposti/requisiti sanciti dalla legge e sottolineati nelle Linee guida approvate dalla Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti.

Profili procedurali per la presentazione del Piano di Riequilibrio

Il D.Lgs. n.16/2014, modificativo della L. 147/2013, approvato il 6 marzo 2014, riformula una disposizione recata dalla legge di stabilità 2014, concernente anch'essa la procedura di riequilibrio finanziario. Con la riformulazione si prevede all’art.573/bis che per l'esercizio 2014, agli enti locali che abbiano presentato, nel 2013, i piani di riequilibrio finanziario per i quali sia intervenuta una deliberazione di diniego da parte della competente Sezione regionale della Corte dei Conti, e' data la facoltà di riproporre un nuovo piano di riequilibrio, previa deliberazione consiliare, entro il termine perentorio di novanta giorni dalla comunicazione del diniego.

Il Comune di Messina non rientra nel comma 573/bis del D.Lgs. n.16/2014, in quanto la Sezione regionale della Corte dei Conti non ha mai “bocciato” un Piano presentato dal Comune di Messina, né il Piano Croce, né il Piano Signorino (rimodulazione del Piano Croce), pertanto il termine ultimo entro cui presentare il nuovo Piano di riequilibrio era dato dal comma 573 della legge 147/2013.

In questa fase, l’Amministrazione dà mille interpretazioni della novella normativa (D.Lgs. n.16/2014) , tra le quali il possibile “scongelamento” del Piano Croce, che in realtà è stato già rimodulato ai sensi dell'art.49 quinquies del D.Lgs. n.69 del 21/06/2013, convertito in legge n.98/2013 e quindi non “scongelabile”.

Sganciati da ogni possibilità concessa dalle normative precedenti, l'Ente avrebbe dovuto dichiarare il dissesto prima della promulgazione della legge 2 maggio 2014, n. 68 , che sostituisce il comma 573 della legge n. 147/2013 e dà la facoltà ai Comuni che hanno avuto il diniego d'approvazione da parte del Consiglio comunale del Piano di riequilibrio finanziario di riproporre, entro il termine perentorio di centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione il nuovo Piano.

L'amministrazione procede, invece, nella redazione del nuovo Piano come se il D.Lgs. 16/2014, modificativo della L. 147/2013, prima della sua conversione e modifica, costituisse un appiglio normativo valido per il Comune di Messina a garantirgli l'aggancio alla legge n.68/2014 dalla cui promulgazione ripartivano i termini (120 gg.) per l'approvazione da parte del Consiglio comunale del nuovo Piano. Il 2 settembre 2014 viene approvata la prima versione del Piano di Riequilibrio targato Signorino.

La manovra finanziaria decennale è già stata rimodulata una prima volta il 28 febbraio 2015 e attende attualmente – secondo le direttive del Ministero – una nuova rimodulazione. L'amministrazione si era impegnata ad approvare la relativa delibera a novembre ma è tutto fermo, anzi paralizzato a causa delle lungaggini che stanno caratterizzando l'operazione di riaccertamento dei residui.

In questo momento, il Comune è, dunque , inadempiente su fronti: rimodulazione del piano di riequilibrio e bilancio di previsione 2015.

Danila La Torre

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6 commenti

  1. Franco Caliri 3 Marzo 2016 10:10

    Conosco lo scalzo da oltre 40 anni e mi sento in dovere di consigliargli di mettere fine a questa pagliacciata. Lui non ha idea in quali problemi i suoi “amici” dell’ultima ora lo stanno cacciando. Continua a fidarsi di piccoli personaggi che gli fanno prendere il fuoco con le mani solo per potersi garantire ancora per qualche mese quei soldi che non meritano.
    All’amico con il quale ho condotto tante battaglie, chiedo di fare un passo indietro. Penso che il perdurare di questa situazione lo faccia precipitare nel baratro.

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  2. Franco Caliri 3 Marzo 2016 10:10

    Conosco lo scalzo da oltre 40 anni e mi sento in dovere di consigliargli di mettere fine a questa pagliacciata. Lui non ha idea in quali problemi i suoi “amici” dell’ultima ora lo stanno cacciando. Continua a fidarsi di piccoli personaggi che gli fanno prendere il fuoco con le mani solo per potersi garantire ancora per qualche mese quei soldi che non meritano.
    All’amico con il quale ho condotto tante battaglie, chiedo di fare un passo indietro. Penso che il perdurare di questa situazione lo faccia precipitare nel baratro.

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  3. Franco Caliri 3 Marzo 2016 10:17

    Vorrei aggiungere che la mancata “sfiducia” nei confronti del tibetano è una scelta politica dei vertici di TUTTI i gruppi politici presenti in consiglio. Questa mancata sfiducia garantisce entrate ai consiglieri e l’aumento del disastro finanziario che sta causando questa amministrazione. Questa situazione porterà alla cacciata dello scalzo ed al ritorno in sella di tutti quelli che oggi sono all’opposizione. Più peggiora la situazione, più aumenta l’esasperazione della gente, più la vecchia politica saprà “cavalcare” l’onda del malcontento.

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  4. Franco Caliri 3 Marzo 2016 10:17

    Vorrei aggiungere che la mancata “sfiducia” nei confronti del tibetano è una scelta politica dei vertici di TUTTI i gruppi politici presenti in consiglio. Questa mancata sfiducia garantisce entrate ai consiglieri e l’aumento del disastro finanziario che sta causando questa amministrazione. Questa situazione porterà alla cacciata dello scalzo ed al ritorno in sella di tutti quelli che oggi sono all’opposizione. Più peggiora la situazione, più aumenta l’esasperazione della gente, più la vecchia politica saprà “cavalcare” l’onda del malcontento.

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