Il 28 agosto nuovo appuntamento del popolo no pontista di fronte le trivelle di via Circuito

Il 28 agosto nuovo appuntamento del popolo no pontista di fronte le trivelle di via Circuito

Il 28 agosto nuovo appuntamento del popolo no pontista di fronte le trivelle di via Circuito

martedì 03 Agosto 2010 - 07:45

Mentre proseguono i sondaggi geognostici effettuati con i macchinari collocati lungo l’arteria che conduce al borgo marinaro di Faro, i sostenitori del no chiamano a raccolta la città

Ancora un appuntamento organizzato dai sostenitori del No al Ponte, che chiamano a raccolta la cittadinanza sabato 28 agosto, alle 18, sempre di fronte i cantieri della trivelle. Una manifestazione per tornare a protestare contro la costruzione dell’attraversamento stabile sullo Stretto che i no pontisti definiscono “devastante sul piano ambientale e semplicemente folle per i costi economici”. Dopo le proteste del 21 giugno, sempre in via Circuito, e del 6 luglio sulla scalinata del rettorato contro la firma (momentaneamente rimandata) del contratto tra Università ed Eurolink, il popolo del “no” cerca di scuotere nuovamente le coscienze di chi, pur rinnegando la grande opera, non dà il proprio supporto al momento opportuno, continuando così a far apparire privo di reale solidità l’intero movimento.

Di Ponte sullo Stretto ha parlato qualche giorno fa il sottosegretario alle infrastrutture e ai trasporti Reina, che dopo l’acceso dialogo con il pacifista Renato Accorinti (vedi correlato), dal palco della 71^ Fiera Campionaria ha rilanciato e ribadito l’importanza della messa in cantiere dell’infrastruttura, considerata “l’unica strada da percorrere per permettere al paese di riconquistare una centralità strategica nel bacino del Mediterraneo”. In caso contrario, ha sostenuto il rappresentante del governo, “tra qualche anno l’Italia verrà by-passata e le grandi navi cariche di merci in partenza dai paesi del corno d’Africa, si dirigeranno solo verso i porti della Spagna e della Francia”.

Altrettanto netta la posizione del fronte del no: “Pensare di spendere più di 6 miliardi di euro per il Ponte è più di una provocazione – si legge nella nota – è l’umiliazione di una città strangolata dalla crisi economica, duramente segnata dal collasso del proprio territorio e sempre più invivibile. La demagogia pontista fa finta di non vedere la realtà: i 30.000 disoccupati, i 1.500 sfollati di San Fratello e Giampilieri, i 5.000 lavoratori licenziati solo negli ultimi 12 mesi senza ammortizzatori sociali, gli oltre 3.000 baraccati, i 25.000 emigranti in dieci anni. Secondo recenti studi il partito pontista ha sperperato in progettazione (quella preliminare, nemmeno esecutiva), pubbliche relazioni e prebende oltre 400 milioni di euro: per mettere in sicurezza tutte le aree colpite dalle frane ne sarebbero bastati la metà”.

(foto Daniele Chitè)

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