«Atteggiamento ingiustificabile, irriguardoso ed arrogante da parte dei vertici aziendali». Posizione compatta e decisa quella assunta dalle sigle sindacali che incalzano: «non permetteremo che un’azienda leader come la Rodriquez venga inutilmente “sacrificata”. Chiediamo sostegno a tutta la città»
La vertenza Rodriquez si preannuncia come una delle più “combattute” negli ultimi mesi in città e provincia. Dopo la Molini Gazzi e la Birra Messina, la crisi e la cassa integrazione dei lavoratori di una delle aziende che ha fatto grande la storia della cantieristica navale della città dello Stretto, rischia di trasformarsi nella “battaglia” di tutti. O almeno di tutti quei lavoratori che finora, nonostante scioperi e manifestazioni, hanno fallito l’obiettivo di mantenere il proprio posto di lavoro e, nel caso degli esempi sopracitati, di mantenere in vita un pezzo di storia della città.
Ecco perché quello programmato per questa mattina davanti l’ufficio provinciale del lavoro, in concomitanza di un nuovo incontro con i vertici aziendali, sarà un sit-in diverso da quello di ieri e da quello inscenato qualche giorno prima di fronte i locali della prefettura; un sit-in che oltre ad “appartenere” ai 94 dipendenti, ci si augura possa dar “voce” a tutti i sostenitori dei Cantieri Navali Rodriquez. Questo almeno è quanto sperano possa verificarsi i segretari confederali Lillo Oceano Tonino Genovese Costantino Amato e i segretari di federazione Enzo Sgrò, Nino Alibradi e Pasqualino Rizzo , soprattutto in considerazione della rottura nelle trattative con i rappresentanti della IMSSI nel corso dell’incontro tenutosi ieri mattina negli uffici della Confindustria alla presenza del presidente Ivo Blandina e del direttore Giovanni Grasso.
«Un atteggiamento di chiusura ingiustificabile e irriguardoso nei confronti dei lavoratori e della città»: questo il commento dei rappresentanti sindacali rispetto alla linea seguita dall’azienda che al momento non ha previsto alcun progetto di rilancio per i Cantieri di Messina. Da qui la decisione di «alzare il livello della protesta» hanno dichiarato sindacalisti e lavoratori, cercando di coinvolgere il maggior numero di persone e di rappresentanti istituzionali. Ed è proprio a quest’ultimi che adesso si chiede di intervenire cercando di stabilire un canale di comunicazione all’interno delle impenetrabili mura societarie della IMSSI. Già ieri il primo a muoversi in questa direzione è stato il primo cittadino Buzzanca che ha invitato la società «a rivedere la propria posizione».
Una posizione che potrebbe essere forse rivista al termine dell’incontro odierno o che, stando almeno ai presupposti tutt’altro che incoraggianti, rischia invece rimanere tale e quale. E se fosse così? Le intenzioni di sindacati e dipendenti appare chiara: « Non ci aspettavamo nessuna proposta, ma forse sarebbe stato opportuno da parte dell’azienda dimostrarsi disponibile ad una apertura che non c’è stata. Non permetteremo che venga abbandonata una realtà storica come quella della Rodriquez, leader mondiale nella costruzione dei mezzi veloci, dopo averne sfruttato le potenzialità per trarre esclusivamente dei benefici economici».
(foto Dino Sturiale)
