Allenatore di squadre giovanili arrestato per violenza sessuale su due ragazzini

Allenatore di squadre giovanili arrestato per violenza sessuale su due ragazzini

Allenatore di squadre giovanili arrestato per violenza sessuale su due ragazzini

giovedì 28 Maggio 2009 - 11:31

L'uomo, un 43enne incensurato, costringeva i giovani calciatori a masturbarsi, li baciava e li accarezzava

Una squallida storia di violenze su minori giunge questa volta dal mondo dello sport dilettantistico.

L’allenatore delle squadre giovanili di una società di calcio messinese, P.F. 43 anni, incensurato, è stato arrestato dalla Squadra Mobile per violenza sessuale continuata ed aggravata su due ragazzini di 13 e 14 anni.

Una specie di persecuzione via sms, più di sessanta messaggi al giorno per esercitare forti pressioni psicologiche ed indurli ad ubbidire alle sue richieste.

Con il miraggio di un provino in una squadra di serie A o della concessione della fascia da capitano costringeva i giovani calciatori ad esercitare pratiche sessuali per telefono.

Ed è stato proprio il telefono a tradirlo. Nel novembre scorso la madre di un calciatore 14enne scoprì un messaggio anomalo sul cellulare del figlio.

“Mi hai tradito”, recitava semplicemente l’sms. La donna si impaurì e chiese al ragazzo di raccontarle tutta la verità. E così fu. Il 14enne

raccontò che l’allenatore gli inviava più di 60 sms al giorno, gli chiedeva di spogliarsi, di toccarsi e di masturbarsi. Poi lui restava in ascolto al telefono. Per giustificare questa strana richiesta raccontava ai ragazzi strane storie. Ad esempio che la pratica dell’autoerotismo migliorava le prestazioni sportive e così i ragazzini si lasciavano andare. Queste richieste spesso avvenivano di notte, quando i ragazzi erano già a letto ed i genitori non potevano accorgersi di nulla.

Da qui la denuncia alla Polizia e l’avvio delle indagini. Le “cimici” posizionate nello spogliatoio del campo, che si trova nella zona sud della città, hanno consentito di scoprire altri atteggiamento equivoci. L’uomo abbracciava e baciava i ragazzini che spesso accompagnava a casa in auto e li portava a colazione. Ma la denuncia già a dicembre ha provocato i primi effetti. Il 43enne è stato licenziato dalla società anche perché il passaparola fra i genitori aveva ormai scoperchiato lo squallido pentolone.

L’arresto è stato eseguito dalla sezione reati contro i minori della Squadra Mobile, diretta dalla dottoressa Rosalba Stramandino. Il provvedimento è stato firmato dal gip Walter Ignazzitto su richiesta del sostituto procuratore Federica Rende.

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