I guadagni ottenuti dalla mancata conversione dell'amianto friabile in amianto cementizio -spartiti- tra imprenditori e funzionari pubblici
Appresa la notizia sul traffico illecito di rifiuti speciali pericolosi contenenti amianto tra Milazzo e Pomezia, il consigliere provinciale Massimiliano Branca invita il Presidente della Provincia, Ricevuto e l’assessore di competenza a constatare la situazione attualmente esistente nei siti sottoposti a bonifica dell’ex Sacelit. Secondo le indgini, infatti, l’amianto in forma friabile e dunque altamente cancerogeno, provenisse alla discarica di Pomezia principalmente dal sito di bonifica di Milazzo.
Tali rifiuti che avrebbero dovuto essere classificati col codice di ”pericolo di areo-dispersione di fibre” e conferiti nella specifica discarica di Torino, sarebbero, invece, stati degassificati, compattati, e spacciati per -amianto cementizio-, per poi essere inviati alla discarica di Pomezia, idonea a ricevere esclusivamente amianto compatto. Ciò avrebbe prodotto un risparmio di centinaia di miglia di euro, che sarebbero stati spartiti tra imprenditori e funzionari pubblici.
Il consigliere Branca a tal proposito dichiara: -Data la situazione emersa dalle indagini della Procura di Velletri, mi sembra doveroso chiedere di provvedere ad un controllo delle aree locali interessate, per capire cosa sta accadendo e quali ulteriori rischi si aggiungono per la salute dei cittadini della già troppo martoriata Valle del Mela.-
