Aperture festive. Sindacati sul piede di guerra

Aperture festive. Sindacati sul piede di guerra

Aperture festive. Sindacati sul piede di guerra

sabato 26 Aprile 2008 - 09:23

La Cgil chiede un incontro a Sinatra, mentre la Cisl è pronta a proclamare lo sciopero generale del settore commercio in tutta la provincia

I sindacati insorgono rispetto alla questione delle aperture festive e domenicali.

-É stato completamente violentato lo spirito del provvedimento-. Sono queste le parole di Pippo Silvestro, segretario generale della Filcams Cgil di Messina, il quale ha commentato l’ordinanza con cui il commissario Sinatra ha concesso agli esercizi commerciali alimentari e non la facoltà di essere aperti indifferentemente la domenica o i giorni festivi infrasettimanali.

-Gli obiettivi per cui si favoriscono le aperture domenicali, che sono ormai prassi consolidata in tutta Italia, sono l’incremento dei consumi e dell’occupazione, e la possibilità per quanti lavorano tutta la settimana di conciliare una passeggiata con lo shopping visti i ritmi sempre più sostenuti delle nostre esistenze – spiega Silvestro -. A Messina poi si profilava l’esigenza di tutelare lavoratori e commercianti locali rispetto ai centri commerciali della zona di Catania e della zona tirrenica abitualmente aperti anche la domenica. Tutto questo, è evidente, con le aperture nei festivi infrasettimanali come il giorno di Natale, il Lunedì di Pasqua o il primo maggio non ha nulla a che vedere-.

La Fisascat Cisl va anche oltre e proclama lo stato di agitazione di tutte le maestranze del commercio con blocco di tutte le prestazioni straordinarie e supplementari. Al centro della contestazione una delibera che “consente ai commercianti di rimanere aperti tutti i giorni dell’anno

senza più rispetto per il settimo giorno di riposo e per le festività.

“Riteniamo – attaccano i segretari della Fisascat Cisl Pancrazio Di Leo e Francesco Rubino – che il vero problema per i cittadini non è quando comprare, ma con quali soldi comprare. La crisi del settore non deriva dagli orari o dai giorni di apertura degli esercizi commerciali ma dalla crisi

economica generale e dalla leggerezza della busta paga dei lavoratori-.

“L’apertura domenicale – sostengono Di Leo e Rubino – allo stato attuale non è sinonimo di maggiore fatturato o di un incremento delle attività traducibile in maggiore occupazione. Anzi,

ciò che registriamo attraverso gli ultimi interventi dell’Ispettorato del Lavoro è l’aumento del lavoro nero o irregolare. Ma se per il signor Commissario questa è la strada più ragionevole per favorire lavoro ed economia, allora sarebbe giusto che anche gli uffici pubblici, in primis quelli comunali e i servizi pubblici la domenica e i giorni festivi funzionassero regolarmente come negli altri giorni della settimana-.

“Mentre la prima delibera adottata lo scorso gennaio era stata concertata e condivisa ampiamente da tutte le parti sociali interessate, quest’ultima non presenta tutte quelle norme, come l’applicazione del contratto integrativo provinciale del commercio, a tutela dei lavoratori e delle aziende. La Fisascat Cisl è pronta, nel caso in cui non venga modificata la delibera sulle aperture “selvagge- degli esercizi commerciali, a proclamare lo sciopero generale del settore commercio in tutta la provincia in tutti i giorni festivi e domenicali-.

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