Derrick de Kerchove a Messina: "Il modello americano è sbagliato"- VIDEO

Derrick de Kerchove a Messina: “Il modello americano è sbagliato”- VIDEO

Alessandra Serio

Derrick de Kerchove a Messina: “Il modello americano è sbagliato”- VIDEO

domenica 17 Maggio 2026 - 10:00

Intervista al direttore di TuttiMedia che parla del futuro della scrittura e la democrazia dopo l'IA e del sud Italia dice: "Risorsa per il destino del mondo".

Per la rubrica sull’intelligenza artificiale Alessandra Serio intervista Derrick de Kerckhove. Nel video de Kerchove spiega qual è il destino della scrittura con l’avvento dell’intelligenza artificiale e qual è il ruolo del sud Italia, nel mondo nuovo delineato dalla rivoluzione tecnologica delle IA. Di seguito, il testo integrale dell’intervista.

Chi è Derrick de Kerchove

Tra le voci più autorevoli a livello internazionale nello studio della cultura digitale, de Kerchove è direttore di Media Duemila e Osservatorio TuttiMedia. Allievo e collaboratore di Marshall McLuhan, ha diretto dal 1983 al 2008 il McLuhan Program in Culture & Technology dell’Università di Toronto. I suoi studi hanno indagato l’impatto delle tecnologie della comunicazione sui processi cognitivi, sociali e culturali, contribuendo alla riflessione sul rapporto tra media, informazione, intelligenza connessa e democrazia nell’era digitale. Tra i suoi concetti più felici, quello dell’uomo quantistico e del capitale cognitivo.

Professore, lei parla di un uomo quantistico come uomo del futuro, un uomo che ancora deve affermarsi del tutto.

L’impatto della tecnologia sul nostro modo di essere è fondamentale e ci porta verso un uomo nuovo, con un nuovo atteggiamento soprattutto psicologico, e verso una nuova scienza. Una nuova scienza che è già in atto, col passaggio dalla fisica classica alla fisica quantistica, ma il nuovo uomo prende tempo, non è a suo agio nel confronto con l’intelligenza artificiale e i big data. Siamo talmente coinvolti nella nostra percezione, nella percezione della continuità storica della realtà, nel pensare per esempio. Perché pensiamo per esempio al tempo che scorre verso da sinistra verso destra? Perché scriviamo muovendoci verso destra. Questo uomo aveva la fisica classica come base della realtà, in cui tutti era determinato, conosciuto, classificato e classificabile. Bisogna cambiare questo approccio scientifico. Con la fisica quantistica, grazie alla moltiplicazione infinita del digitale e del quantum, possiamo integrare simultaneamente tutti i sistemi e i dati che abbiamo sulla terra. Questo ci aiuta a capire che siamo tutti parti integranti dell’ecologia e non occupanti, padroni, sfruttatori della terra, che dobbiamo prendercene cura e dobbiamo sanarla.

Quindi quel che serve all’uomo quantistico è una nuova scienza o una nuova religione?

La scienza era in qualche modo una religione. La realtà dei miti era una realtà di dubbio, la scienza ci dava vorrei dire l’illusione di cogliere la realtà così com’era, “certificata”, adesso non è più così. Non bisogna accantonare o demonizzare la scienza, la fisica classica continua ad essere pertinente ma non è più la motivazione di base dell’essere, del come essere. La fisica di base ti dava una risposta, l’indeterminazione quantistica ti pone il dubbio, ti indica che al fondo della realtà c’è l’incertezza. L’indeterminazione quantistica è la più grande lezione che possiamo avere nella vita personale, collettiva, politica e sociale.

Davanti all’intelligenza artificiale l’uomo si sente smarrito e vede andare in crisi i fondamenti della democrazia. Ciò avviene mentre, soprattutto ai giovani, appaiono minacciati il destino del pianeta e la possibilità di esistenza dell’uomo stesso. La nuova scienza, l’uomo quantistico, riuscirà a salvare l’uomo e il pianeta?

Soprattutto il pianeta. L’uomo ne è soltanto una parte, ne ha preso una parte ma non ne è al comando, è finito il modello americano di eccessivo consumo, il quantum ci indica che niente è scontato e questo deve aiutarci a cambiare atteggiamento. L’Europa finalmente ha cominciato a resistere al modello americano, che è stato straordinario ma oggi non è più adeguato. Pensiamo al sistema di cura, alle architetture sociali, e pensiamolo per esempio rispetto al Giappone che ha più di mezzo milione di ultra centenari. Il settore della cura, della salute, della forza della socialità, va recuperato e merita più attenzione, bisogna lavorare a come tornare a creare coesione sociale. La salvezza della democrazia passa da questo e io penso che l’Europa ha più opportunità degli Stati Uniti di comprenderlo. E’ vero, ci sembra che l’IA minacci la democrazia, perché la gente non ha ancora compreso l’IA. Se usare intelligenza artificiale vuol dire “svuotarci” la mente allora sì, minaccia la democrazia. Ma l’IA è tanto altro e la scommessa passa per la creazione del capitale cognitivo personale e sociale, che è anche digitale, che nasce dall’integrazione tra l’uomo e la macchina.

L’incontro a UniMe

Derrich de Kerchove è intervenuto a Messina nel giorno della libertà dell’informazione dell’era digitale, nella giornata organizzata dall’Università che ha ospitato gli studenti nell’aula magna. L’incontro, aperto dalla rettrice Giovanna Spatari e organizzato con Gds Lab, ha ospitato tra gli altri gli interventi di Maria Pia Rossignaud, vicepresidente Osservatorio TuttiMedia, del professor Marco Centorrino e di Giorgio Romeo, direttore di Sicilian Post.

Articoli correlati

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Premi qui per commentare
o leggere i commenti
Tempostretto - Quotidiano online delle Città Metropolitane di Messina e Reggio Calabria

Salita Villa Contino 15 - 98124 - Messina

Marco Olivieri direttore responsabile

Privacy Policy

Termini e Condizioni

info@tempostretto.it

Telefono 090.9412305

Fax 090.2509937 P.IVA 02916600832

n° reg. tribunale 04/2007 del 05/06/2007

Questo sito è associato alla

badge_FED