Atm, l'assemblea dei lavoratori diventa permanente Mariano Massaro dell' Orsa afferma: «Necessario ricompattare il fronte dei lavoratori»

Atm, l’assemblea dei lavoratori diventa permanente Mariano Massaro dell’ Orsa afferma: «Necessario ricompattare il fronte dei lavoratori»

Redazione

Atm, l’assemblea dei lavoratori diventa permanente Mariano Massaro dell’ Orsa afferma: «Necessario ricompattare il fronte dei lavoratori»

lunedì 17 Novembre 2008 - 09:24

Iniziato il -passaparola- tra i lavoratori. A fianco dei sindacati autonomi anche Cisl e Uil

Ecco alcune delle dichiarazioni dei rappresentanti sindcali presenti all’assemblea convocata questa mattina nella sede dell’auditorium dell’Atm. L’incontro è stato indetto per fare il punto della situazione sulle ultime vicende che vedono, loro malgrado, protagonisti i dipendenti ancora in attesa di stipendio ma soprattutto per decidere, unitariamente, la strada da seguire qualora entro domani non arrivi alcuna risposta né da parte dell’amministrazione né dalla regione su quale futuro si prospetti per l’azienda.

Il primo a parlare è Lillo Marchese, rappresentante di Ugl, il quale dichiara che si stanno avanzando una serie di proposte e controproposte. Al momento la più attendibile e soprattutto la più condivisa, è quella di “spostarsi- tutti a Palermo, cercando ovviamente di coinvolgere anche le istituzioni: «Per fare ciò – ha spiegato Marchese – è necessario però un po’ più di tempo, se ne parlerebbe sicuramente verso il fine settimana».

Altra proposta avanzata dei lavoratori è stata quella di farsì che l’assemblea si trasformi da temporanea a permanente, una proposta condivisa anche dal rappresentante Orsa Mariano Massaro che, pur non nascondendo l’assoluta esasperazione raggiunta dai lavoratori, sottolinea come che in questo momento il primo obiettivo da raggiungere sia quello di ricompattare il fronte dei dipendenti: «All’interno dell’azienda si sono create troppe spaccatura, non ultimo anche a causa degli stessi sindacato. Ci sono tante piccole fazioni, ognuna delle quali rema in una direzione diverse creando non poca confusione».

Rinnovare dunque l’unità all’interno delle varie qualifiche professionali è il primo ostacolo da superare perché in questo momento, spiega Massaro, ci sono solo lavoratori senza stipendio. Unità forse ritrovata forse anche su un altro fronte, quello sindacale: seduti infatti a fianco dei sindacati autonomi anche Cisl e Uil.

All’assemblea che, come detto, non è escluso diventi permanente, stanno aderendo circa un centinaio di lavoratori, in rappresentanza anche di coloro che stanno invece garantendo il servizio di pubblico trasporto. Al momento non si intravede nessun rappresentante delle istituzioni, istituzioni verso le quali Lillo Marchese riserva commenti abbastanza duri: «Non ci sono così come non ci sono mai state, non è una novità. Quello dell’errore di trascrizione è solo l’ennesima scusa che i lavoratori non sono però più disposti a sopportare».

In rappresentanza dei confederali interviene anche Silvio Lasagni della Uil Trasporti, il quale conferma la possibilità che l’assemblea diventi permanete: «I lavoratori oggi presenti hanno dato mandato affinché l’incontro prosegua. I dipendenti che al momento sono in servizio sono liberi di decidere cosa fare, se continuare a garantire i trasporti o rientrare in deposito. Domani certamente le cose andranno diversamente perchè la partecipazione diventerà ancor più unitari a e corposa».

L’assemblea, ormai in dirittura d’arrivo, sembra dunque convinta a “dirigersi- verso Palermo, nella speranza soprattutto di poter contare sull’appoggio di Francesco Alecci che ha mostrato grande sensibilità e vicinanza nei confronti dei lavoratori Atm. Sul fronte istituzioni, Lasagni afferma che, stando alle ultime notizie, l’assessore Melino Capone si trova a Palermo per cercare di trovare un soluzione con i colleghi della regione ma non nasconde un certo scetticismo sulla complessiva gestione della vicenda: «Ci è stato detto che il nuovo mandato per il pagamento degli stipendi dovrebbe essere partito, ma conoscendo i tempi burocratici, sembra molto strano».

Ricordiamo poi che nell’ultimo incontro con l’assessore Capone e il direttore generale Conte, il 18 novembre è stato infatti fissato come termine ultimo entro e non oltre il quale i lavoratori Atm e i rappresentanti sindacali si dicono disposti ad attendere. Superata la fatidica data, considerato soprattutto l’ormai sempre più dilagante senso di esasperazione che si respira tra le file dei lavoratori, per il trasporto cittadino si prennunciano giornate di fuoco.

Elena De Pasqaule in collaborazione con Dino Sturiale

Foto Dino Sturiale

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