Ancora una volta al centro delle polemiche la mancata retribuzione delle mensilità e la complessiva situazione gestionale dell’azienda: “Il salario è diventato un optional”
Neanche l’ “atmosfera festaiola” del mese di agosto, così come viene definita dal segretario provinciale dell’OrSa Maurizio Riposo e da quello aziendale Giovanni Burgio , riesce a far placare le polemiche tra gli uffici di via La Farina. Ancora una volta, infatti, i dipendenti dell’azienda di pubblico trasporto della città, tornano a “mendicare” lo stipendio, “anch’esso andato in ferie”, affermano con amara ironia i rappresentanti sindacali, che rincarano la dose: “ Il salario è diventato un optional, per non parlare di premi e indennità regolarmente concordati che, grazie ad una infame campagna denigratoria architettata ad arte contro i lavoratori, sono divenuti lussi da non pretendere”.
L’analisi di Burgio e Riposo prende però in considerazione anche la complessiva situazione gestionale dell’Atm, considerata un’azienda allo sfascio, “con un’organizzazione del lavoro che assume i contorni del paradosso. Allo stato dell’arte in città circolano solo 34 autobus a fronte di 130 autisti per 152 turni, fonte di un’immotivata erogazione fissa di ore di straordinario che potrebbero essere evitate applicando le turnazioni responsabilmente proposte dagli stessi autisti e snobbate dalla dirigenza”.
Secondo i sindacalisti, infatti, “il discusso premio di risultato è stato variato in modo unilaterale per penalizzare la parte produttiva dell’azienda, conducenti del tram e autisti si trovano penalizzati rispetto ai precedenti accordi, ausiliari ed ex L.S.U. continuano ad essere discriminati e tenuti fuori dal riconoscimento economico attraverso un illecito dumping contrattuale che solo in ATM si riesce ad applicare, mentre per le note sacche improduttive, ben tutelate dal radicato sistema di potere occulto, non si registra alcuna penalizzazione, tutt’altro”.
Una precisione va tuttavia fatta rispetto alle dichiarazioni contenute nella nota diffusa dal sindacato a proposito del possibile avvicendamento alla guida dell’azienda trasporti del commissario La Corte, che, riportando testualmente quanto scritto nel comunicato, sarebbe avvenuto “nel silenzio estivo, con una semplice comunicazione ai lavoratori e senza il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali. Conosciamo – scrivono Burgio e Riposo – il nome del sostituto di La Corte per “sentito dire”, tutto questo testimonia la situazione di libertinaggio osceno che non mancheremo di segnalare nelle sedi opportune”.
Affermazioni quest’ultime, di cui, per completezza di informazione, abbiamo voluto chiedere conferma al sindaco Buzzanca, che ha però smentito categoricamente: “Non c’è stato nessun avvicendamento, il commissario La Corte è momentaneamente fuori per malattia, al suo posto è stato nominato unconsulente dell’azienda, Russo, a cui è stato solo concesso potere di firma. Una sostituzione temporanea che sta avvenendo a titolo gratuito” ha concluso il sindaco.
