Atm. La Filt Cgil: “Lo spezzettamento dell'ATM figurava già nel piano Cardile, Che fine hanno fatto i servizi che Sinatra doveva affidare all'azienda?-

Atm. La Filt Cgil: “Lo spezzettamento dell’ATM figurava già nel piano Cardile, Che fine hanno fatto i servizi che Sinatra doveva affidare all’azienda?-

Atm. La Filt Cgil: “Lo spezzettamento dell’ATM figurava già nel piano Cardile, Che fine hanno fatto i servizi che Sinatra doveva affidare all’azienda?-

mercoledì 02 Aprile 2008 - 15:59

“Creare nuove società per trasferirvi le attività in atto gestite dall’ATM è una idea tutt’altro che inedita, e figurava già nel piano industriale commissionato dall’Amministrazione Cardile-. A sostenerlo sono il segretario generale della Filt-Cgil, Pino Foti e il responsabili autoferrotranvieri Franco Silipigni .

“Quel malsano progetto che punta, lo ricordiamo, all’affossamento dell’azienda pubblica nasce dall’idea che l’ATM venga spezzettata e che le attività più remunerative vengano separate dalle tutte le altre, e confluite in apposite società, più che disponibili, a quel punto, ad accogliere l’ingresso di quegli imprenditori privati che senza il minimo rischio di impresa avrebbero quale unica incombenza quella di spartirsi gli utili.

Se tale brillante esempio di creatività economica sarebbe attuato, il trasporto pubblico, quello per intenderci fatto di mezzi che macinando chilometri si usurano e si guastano e che ha come unico introito quello derivante dall’insufficiente costo politico del biglietto, si troverebbe senza quelle risorse ed a totale carico della collettività che ne dovrebbe poi logicamente ripianare i deficit.

Comprendiamo quanto sia difficile, con l’ATM in queste condizioni, parlare di utilizzare le risorse derivanti da attività remunerative per ottenere un servizio migliore e meno oneroso per le casse comunali, ma proprio per questo abbiamo sempre chiesto ai precedenti amministratori, ed agli attuali commissari, di attuare prima il risanamento dell’azienda e di predisporre successivamente un serio piano di rilancio che veda la società rimanere unica e pubblica.

Ci chiediamo che fine hanno fatto quegli imperativi come la trasformazione in società per azioni, i trasferimenti all’azienda di nuove attività da parte del Comune di Messina, l’eliminazione delle spese per consulenze, l’internalizzazione dei servizi in appalto, l’aumento del parco mezzi e la lotta al portoghesismo, che per mesi sembravano urgenti ed hanno occupato le pagine dei giornali-.

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