I lavoratori dell’OrSa ricevuti a Catania dal presidente della Regione: «Un discorso interlocutorio quello avuto con il leader dell’Mpa: faremo tesoro della sue affermazioni» informano i sindacalisti. E sull’Atm: «Il Comune di Messina deve dotarsi di una classe dirigente in grado di porli in essere in breve tempo, altrimenti il crac è alle porte» affema Lombardo
Domenica scorsa il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo, protagonista delle vicende politico-elettorali delle ultime giornate, ha fatto la sua “apparizione” in riva allo Stretto, ospite presso il padiglione 7/A della Fiera di Messina. Un’occasione ghiotta anzi ghiottissima, per i lavoratori coinvolti nelle tante vertenze che tengono banco in città, che la segreteria regionale del sindacato OrSa non è si è lasciata sfuggire. Al termine della conferenza una delegazione di lavoratori ed esponenti della sigla sindacale, ha avvicinato il presidente Lombardo esponendogli la complessa situazione lavorativa di Messina, una situazione che sembra aver toccato le “corde del cuore” del leader del Movimento per le Autonomie, che dopo circa 24 ore ha ricevuto a Catania un folto gruppo di lavoratori. Una convocazione avvenuta in tempi record al quale dipendenti o ex-dipendenti “protagonisti” delle vertenze Rfi, Ato3, Atm, hanno risposto con grande unità e compattezza.
«Quello avuto con il presidente Lombardo – affermano dalla segreteria regionale dell’OrSa – potremmo definirlo un discorso interlocutorio, nel corso del quale il governatore ha ascoltato le nostre lamentele esponendoci di pari passo il suo punto di vista, per chiarire e precisare da subito dove e come la regione Sicilia potrà intervenire per dare un aiuto concreto alla città di Messina». Particolarmente “cara” per il “numero uno” dell’Mpa la vertenza Stretto e la politica di dismissione attuata dal gruppo Rfi, nei confronti del quale, proprio qualche giorno fa, anche il sindaco Buzzanca è tornato ad esprimere profondo disappunto a causa della mancanza di interventi che possano evitare la progressiva emarginazione del sud. A tal proposito Lombardo che giorno 11 dovrà incontrare il sottosegretario ai trasporti per affrontare la delicatissima questione della mobilità in Sicilia, è stato il primo ad ammettere che i trasporti dell’isola sfiorano i più alti livelli d’inciviltà e si è dichiarato pronto a produrre ogni sforzo per la positiva risoluzione della vertenza d’interesse nazionale. Il sindacato OrSA si è dunque impegnato a fornire alla regione tutti gli elementi documentali a testimonianza del progressivo declino del servizio che il prossimo 15 giugno (giorno in cui a Messia dovrebbe essere inaugurato il servizio di Metroferrovia, ndr) riceverà l’ennesima stangata con la soppressione pressoché totale del trasporto merci e con la fermata definitiva di una nave a quattro binari nello Stretto.
Rimanendo in tema di trasporti, ma spostandoci sulle quttro ruote, altra nota dolente è quella rappresentata dall’Atm, una realtà che il presidente Lombardo conosce bene: quest’ultimo, infatti, in occasione delle due settimane di sciopero dello scorso gennaio a causa del mancato pagamento delle mensilità arretrate ai lavoratori, dopo numerose “sollecitazioni”, si è personalmente recato in città garantendo il pieno impegno della Regione per la risoluzione della vertenza. Una situazione, quella della municipalizzata che, come affermato da Lombardo, non si può però sperare di risolvere solo attraverso gli “anticipi” della Regione: necessaria una costruttiva politica di rilancio perché, come riconoscono gli stessi dipendenti «nonostante la calma apparente, l’Atm rischia di ricadere nel baratro già dalle prossime settimane». Un quadro tutt’altro che rassicurante quello delineato che trova però la piena condivisione del presidente Lombardo che certo non nasconde un pizzico di disappunto per la gestione dell’azienda trasporti, puntando il dito nei confronti dell’operato dell’amministrazione cittadina: «L’ottimizzazione delle risorse e un serio piano di produzione sono gli elementi imprescindibili per il risanamento e il Comune di Messina deve dotarsi di una classe dirigente in grado di porli in essere in breve tempo, altrimenti il crac è alle porte».
Poche parole, invece, quelle spese dal presidente della regione rispetto alla vertenza dei lavoratori Ato3: «Lombardo – affermano i sindacati – è rimasto sconcertato di fronte alla situazione delle cooperative incaricate della manutenzione del verde pubblico, soprattutto nel momento in cui ha appreso dei 480 euro mensili corrisposti ai lavoratori. Al tempo stesso però ha affermato di non voler entrare nel merito della questione in quanto di competenza del Comune. Tuttavia,si è impegnato con i lavoratori ad assumere i dettagli della vicenda e intraprendere ogni contromisura che rientri nelle competenze regionali». Una vicenda che, nonostante la soluzione da poco individuata dai vertici dell’Ato3, non soddisfa di certo le richieste dei sindacati, né in termini di ore di lavoro ed organizzazione del servizio, né sui criteri che hanno determinato l’ “arruolamento” delle nuove cooperative: «I lavoratori svantaggiati – afferma l’OrSa – hanno denunciato la strumentalizzazione della loro lotta che alla luce dei fatti sembra aver favorito più i presidenti delle tante, troppe, cooperative coinvolte che il diritto al lavoro e il decoro della città . Inoltre, ci chiediamo, quale sia l’utilità di coinvolgere 8/10 cooperative per impiegare 17 lavoratori con salari che in uno stato di diritto sono un insulto alla dignità».
Il triste elenco delle vertenze messinesi si chiude “in bellezza” con il caso dell’Ospedale Piemonte. L’OrSa, come annunciato nei giorni scorsi, sottolinea che le rassicurazioni fornite dall’assessore alla sanità Massimo Russo sul fronte licenziamento in caso di chiusura della struttura di Viale Europa, sono dirette solo alla situazione del personale stabilizzato, medico e paramedico, senza prendere in considerazione i rischi corsi dai lavoratori (circa 60) impiegati nei servizi di mensa e pulizia, quelli che il sindacato aveva definito i cosìdetti “precari invisibili”. Preoccupazioni rispetto alle quali Lombardo ha fornito più di qualche risposta e assunto diversi impegni: «Il Governatore – affermano i lavoratori – ha assicurato che il Piemonte non chiuderà e non si perderà un solo posto di lavoro neanche nei servizi di pulizia e mensa. Affermazioni che terremmo ben a mente nel caso in cui si dovessero presentare problemi occupazionali nella fase di accorpamento con l’Unità Sanitaria Papardo».
