Tra Torre Faro e Ganzirri enormi accumuli di inerti abbandonati lungo la strada, ma la zona più bella di Messina è violentata in primis dai suoi stessi abitanti. In phogallery le immagini della vergogna (oltre 50 scatti)
Fare una passeggiata nell’area di Capo Peloro può essere un’esperienza indimenticabile. Una natura dalla congenita esuberanza ci permette infatti di ammirare l’avifauna migratoria nei famosi “pantani”, oppure il passaggio dei grandi cetacei nelle profonde acque dello Stretto. Questo è regno incontrastato del pesce spada, il nobile rostrato di cui ancora oggi si pratica la tradizionale pesca artigianale a bordo delle feluche. Località dalle tante curiosità naturali, ma anche sede privilegiata della mitologia, le cui bellezze sono ormai entrate nella nostra quotidianità per diventare frammenti sostanziali del comune immaginario.
Eppure c’è dell’altro che rende indimenticabile una visita al Peloro. E’ l’immondizia. Non soltanto qualche carta qua e là, ma vere e proprie montagne di rifiuti. Scarti di giardinaggio, vecchi mobili, elettrodomestici, sanitari, calcinacci, amianto (!): c’è di tutto. Anche questo “spettacolo” fa parte della vita di tutti i giorni e nessuno a questo punto ci fa più caso. Anzi il degrado aumenta e sembra non avere confini, al pari della soglia della decenza che ci si è lasciati abbondantemente alle spalle.
Ma soprattutto non va messa la testa sotto la sabbia, perché quelle cataste di spazzatura non si formano certo da sole. Non le portano sicuramente da Napoli o da Palermo (per restare in tema), bensì sono il frutto dell’azione autodistruttiva dei messinesi stessi, “faroti” e “ganzirroti” in testa. Ed allora, in un ragionamento più ampio, come si può pretendere rispetto per il territorio quando siamo noi stessi i primi a stuprarlo? Con quale coraggio possiamo scendere in piazza nel nome dell’ambiente quando alla sera, zitti zitti e quatti quatti, andiamo a scaricare il nostro vecchio frigorifero sulla Panoramica o alla “marina i’ fora”?
Noi ci siamo fatti un giro -turistico- intorno ai laghi e fino al pilone, tanto per mostrare ai nostri Amministratori – che probabilmente frequentano la zona solo in estate – il reale stato delle cose. Anche perché questa situazione, a ben vedere, può essere esemplificativa per tutta la città. In ogni caso, prima di cliccare sulla “phogallery”, invitiamo i lettori a tapparsi il naso preventivamente. Perché non si sa mai.
