Un controllo del territorio capillare, 1500 uomini dislocati nell’intera provincia di Messina, 300 nel capoluogo. Diminuiscono alcuni reati fra i più gravi, mentre aumentano gli arresti e le denunce.
Un bilancio più che positivo quello tracciato stamani dal comandante provinciale dei Carabinieri di Messina, colonnello Maurizio Stefanizzi. Un 2007 caratterizzato da gravi calamità naturale, che hanno visto i Militari dell’Arma impegnati in prima linea, ma anche da una lunga serie di successi investigativi.
Il colonnello Stefanizzi mette al primo posto gli interventi compiuti durante gli incendi che hanno devastato la provincia in estate e le alluvioni di ottobre. Giorni di angoscia che hanno visto i Carabinieri impegnati nei soccorsi alle popolazioni ma anche a reprimere gli atti di sciacallaggio e, com’è accaduto a Patti, ad arrestare insieme con la Polizia, i presunti responsabili del rogo al -Rifugio del Falco- costato sei vite umane.
Per quanto riguarda l’attività di polizia giudiziaria vanno ricordati i 979 arresti eseguiti, 27% in più rispetto allo scorso anno ed in maggior parte eseguiti in flagranza.
Nel 2007 è diminuito il numero dei reati più gravi: omicidi, attentati dinamitardi, danneggiamenti ed estorsioni ma in quest’ultimo caso potrebbe essere dovuto ad un calo delle denunce da parte delle vittime.
Aumentano del 2% le rapine, la maggior parte delle quali compiute in città e nella zona di Barcellona e Milazzo. Allo stesso tempo aumentano gli arresti per rapina. Solo negli ultimi giorni la compagnia di Milazzo ne ha eseguiti 7.
Altro dato importante, che il comandante provinciale Stefanizzi ha voluto sottolineare, la presenza sempre più costante dei Carabinieri sul territorio provinciale. Nel 2007 sono state aperte le nuove stazioni di Acquedolci, Malvagna e Fiumedinisi. Ora in provincia ve ne sono 93 più un posto fisso su 108 comuni. Infine vanno ricordate le numerose operazioni condotte dalle varie Compagnie della provincia che hanno portato all’arresto di centinaia di persone per reati gravi come usura, estorsione e spaccio di droga. L’anno si è chiuso meglio del previsto con l’arresto del boss ergastolano Giuseppe Mulè catturato in provincia di Salerno dopo tre mesi di latitanza.
