Il professor Pugliatti era stato condannato a tre anni emezzo di reclusione. La Cassazione aveva già respinto un primo ricorso, oggi ha respinto anche il ricorso straordinario
Per la seconda volta nel giro di un anno la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del professor Vincenzo Pugliatti, ex primario del reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale Piemonte. Pugliatti, nel luglio del 2008, era stato condannato dalla Corte d’Appello di Messina a tre anni e mezzo di reclusione per falso in cartella clinica mentre era stato assolto dall’accusa di occultamento di cadavere. La vicenda è quella relativa alla sparizione del terzo gemello della coppia Caterina Branca ed Antonio Lo Presti. Il professor Pugliatti, che per questa vicenda era stato arrestato dai Carabinieri, l’anno scorso aveva presentato ricorso in Cassazione contro la condanna. I giudici della Corte Suprema lo rigettarono ma Pugliatti propose un ricorso straordinario sostenendo che i giudici della Cassazione avevano omesso di esaminare uno dei motivi di ricorso. Oggi però la Suprema Corte ha confermato nuovamente la condanna per falso a tre anni e mezzo di reclusione del professor Pugliatti. La signora Branca, dopo essersi sottoposta a cure con la tecnica dell’inseminazione artificiale, partorì il 14 luglio del ’97 al Piemonte. I primi due gemelli vennero alla luce regolarmente, il terzo nacque morto. Ma il corpicino che fu riconsegnato ai Lo Presti e seppellito nella cappella di famiglia a Terme Vigliatore, secondo i genitori non era quello del loro bambino come fu poi confermato dall’esame del Dna.
Le indagini portarono successivamente all’arresto del professor Pugliatti che negò sempre di aver commesso lo scambio di cadaveri. Il professor Pugliatti oggi è stato assistito in Cassazione dagli avvocati Roberto Borgogni Franco Coppi mentre la famiglia Lo Presti è stata rappresentata dall’avvocato Laura Autru Ryolo.
