«Prima sarebbe necessario risolvere le carenza srutturali che attanagliano l'Azienda che si “manifestano” nel debito di 16 mln di euro accumulato negli anni» commentano i rappresentanti Foti e Silipigni
Un annuncio positivo che non può tuttavia essere considerato la panacea di tutti i mali per l’Azienda Trasporti della città. Questo il concetto espresso dal segretario generale della Filt-Cgil Pino Foti e dal responsabile autoferrotranvieri Franco Silipigni, rispetto alle ultime dichiarazioni del commissario straordinario Cristofaro La Corte che, sulla scia di quanto fatto a Palermo e Catania, ha avanzato richiesta per ottenere circa 40 milioni di Fondi Fas.
Una soluzione che, a detta dei sindacalisti, non potrà trovare terreno fertile se prima non verranno risolti i problemi di carattere strutturale dell’azienda, frutto di quel debito di circa 16 milioni di euro e, affermano «riportato nei bilanci 2004/2005/2006 che il comune di Messina non ha mai inteso approvare, e dunque riconoscere, nonostante ne avesse il preciso obbligo per legge».
Secondo i rappresentanti sindacali, Palazzo Zanca oltre che non procedere all’approvazione dei bilanci, avrebbe dovuto verificare ed accertare le responsabilità di chi negli anni ha contribuito alla formazione di un debito così elevato: «Le dichirazioni di La Corte secondo cui, ad oggi, non si conosce ancora in modo completo l’entità delle somme da corrispondere a terzi soggetti poiché le varie aree di cui si compone l’Atm hanno agito in modo indipendente, portano a capire con evidenza come ancora in seno all’azienda si navighi a vista e dunque senza possibilità di crescita».
(foto Dino Sturiale)
